Quando il sole tramonta sulle architetture settecentesche di Acireale e migliaia di luci LED iniziano a illuminare giganti di cartapesta alti venti metri, la Sicilia orientale si trasforma in un teatro dove l’arte antica incontra la tecnologia contemporanea. Dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026, questa città affacciata sul Mar Ionio tra l’Etna e la Riviera dei Ciclopi celebra ancora una volta uno degli eventi più straordinari del Mediterraneo: il Carnevale di Acireale, riconosciuto dal Guardian nel 2017 tra i dieci migliori carnevali d’Europa.

Le strade acciottolate di Piazza Duomo, circondate da palazzi barocchi ricostruiti dopo il devastante terremoto del 1693, diventano il circuito dove prendono vita creature fantastiche, satire politiche e allegorie sociali. Non si tratta semplicemente di una festa popolare, ma di un’esperienza sensoriale che coinvolge oltre settantamila visitatori ogni anno, attratti dalla maestria artigianale degli ultimi maestri cartapestai che ancora lavorano secondo tradizioni tramandate da generazioni.

L’anima artigianale del carnevale più antico di Sicilia

La storia del Carnevale di Acireale affonda le radici nel tardo Cinquecento. Un documento del 1594 certifica già l’esistenza di festeggiamenti carnevaleschi nella città, mentre un altro del 1612 testimonia l’antica usanza di combattere lanciandosi arance e limoni per le strade, pratica poi vietata ma ancora oggi preservata nel Carnevale di Ivrea. Dopo il terremoto che rase al suolo gran parte della Sicilia orientale, la città rinacque splendida grazie all’architetto Paolo Amico e al pittore Pietro Paolo Vasta, che diedero vita al magnifico tessuto urbano barocco che oggi fa da scenario alle sfilate.

Nel 1880 fecero la loro prima comparsa i carri allegorici in cartapesta, un’evoluzione delle carrozze nobiliari addobbate che precedentemente animavano le vie cittadine. Da quel momento, la tradizione non si è mai interrotta. Gli artigiani acesi svilupparono una tecnica particolare chiamata cartone romano, una stratificazione di fogli di carta e colla che risulta più elastica e resistente rispetto alla tradizionale cartapesta, perfetta per sopportare le sollecitazioni dei complessi movimenti meccanici.

Oggi, nei cantieri della Cittadella del Carnevale situati a nord della città, i carristi lavorano per mesi alla realizzazione di strutture monumentali dotate di sistemi idraulici e meccanici che permettono movimenti spettacolari. Ogni carro è accompagnato da una colonna sonora originale studiata appositamente per enfatizzare il racconto satirico che rappresenta, creando un’esperienza multisensoriale senza eguali.

Quando i giganti prendono vita tra le vie barocche

Il momento più atteso arriva quando i carri allegorico-grotteschi iniziano la loro lenta processione lungo il circuito barocco: da Corso Italia a Corso Savoia, passando per Corso Umberto fino a culminare in Piazza Duomo. Qui, davanti alla Cattedrale di Maria Santissima Annunziata con la sua facciata neogoticha e alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo, i carri danno il meglio di sé con esibizioni che trasformano la piazza in un palcoscenico pulsante.

Le figure dei carri si animano, ruotano, cambiano espressione mentre migliaia di lampadine creano effetti cromatici che rivalizzano con la bellezza delle facciate settecentesche circostanti. I soggetti spaziano dalla satira politica più irriverente alle riflessioni sui vizi della società contemporanea, dall’ambientalismo alle celebrazioni di personaggi che hanno segnato la cultura mondiale. Ogni carro racconta una storia in movimento, un racconto visivo che mescola arguzia popolare e artigianalità sopraffina.

Ma il Carnevale di Acireale non è solo carri monumentali. Accanto ai giganti sfilano le maschere isolate, personaggi creati con la stessa tecnica ma in scala umana, che interagiscono direttamente con la folla. I carri Lilliput, miniature perfette dei grandi allegorici, permettono ai bambini di diventare protagonisti della festa, guidando le loro piccole costruzioni lungo il percorso.

Un programma che abbraccia tre settimane di festa

L’edizione 2026 si caratterizza per un calendario ricchissimo che va ben oltre le tradizionali sfilate. L’apertura ufficiale del 31 gennaio prevede la cerimonia simbolica della consegna delle chiavi della città a Re Burlone, il sovrano burlesco che governerà idealmente Acireale fino al Martedì Grasso del 17 febbraio. La giornata prosegue con l’esposizione dei carri e culmina con la prima sfilata notturna, quando le luci trasformano le creature di cartapesta in apparizioni oniriche.

I weekend rappresentano il culmine della manifestazione. Le sfilate principali si svolgono sabato 31 gennaio, domenica 1 febbraio, sabato 7 e domenica 8 febbraio, poi ancora nel weekend del 14-15 febbraio, fino alla chiusura del Martedì Grasso. Durante questi giorni, accanto ai carri sfilano bande musicali, gruppi mascherati e performer di strada che animano ogni angolo del circuito.

Quest’anno debutta il Carnival Circus presso Villa Belvedere, uno spazio dedicato interamente alle famiglie con spettacoli di giocoleria, magia, animazione e laboratori creativi per i più piccoli. L’iniziativa permette ai bambini di vivere la festa in un ambiente sicuro mentre i genitori possono godere delle sfilate principali.

Le serate trasformano Piazza Duomo in una discoteca a cielo aperto. Il 31 gennaio è previsto il Mania ’90 Festival con ospiti come Haiducii, Martin Klein e i Brothers, mentre l’8 febbraio sarà la volta del Che Hit Festival dedicato ai grandi successi musicali. La manifestazione include anche eventi collaterali come il Trofeo Carnevale di Acireale, una gara podistica di dieci chilometri, tornei sportivi, show cooking che celebrano i sapori dell’Etna e concerti di band comiche e folkloristiche.

L’eredità dei carri infiorati e la doppia anima del carnevale

Una particolarità di Acireale è rappresentata dai carri infiorati, opere straordinarie realizzate interamente con fiori freschi disposti uno accanto all’altro per creare immagini spettacolari. Introdotti nel 1931 come automobili ricoperte di fiori, oggi sono strutture monumentali dotate di movimenti meccanici e illuminazione. Dal 2017 questi carri hanno trovato una loro manifestazione autonoma chiamata Festa dei Fiori, che si svolge in primavera tra fine aprile e inizio maggio, quando Acireale si veste nuovamente di colori e profumi.

Questa doppia tradizione testimonia la capacità della città di reinventarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici. Il Carnevale invernale conserva il suo carattere satirico e grottesco, mentre la primavera celebra la bellezza della natura siciliana attraverso l’arte floreale. Entrambe le manifestazioni condividono la stessa maestria artigianale e lo stesso spirito di spettacolo.

Tra mascheroni barocchi e dolci tradizionali

Camminare per le vie di Acireale durante il Carnevale significa immergersi completamente in un’atmosfera unica. Le facciate barocche dei palazzi nobiliari, con i loro portali in pietra lavica decorati da mascheroni apotropaici, fanno da cornice naturale alla festa. I mensoloni figurati chiamati “cagnoli”, antropomorfi e zoomorfi, sembrano osservare divertiti il passaggio dei carri, creando un dialogo silenzioso tra l’arte permanente e quella effimera della cartapesta.

La Basilica di San Sebastiano, ricostruita tra il 1699 e il 1705 con una facciata a tre ordini decorata da quattordici putti che reggono festoni, rappresenta uno dei gioielli architettonici del percorso. Il Palazzo Municipale con la sua struttura tardo-barocca, caratterizzata dall’alternarsi di pietra lavica e pietra calcarea, testimonia l’abilità degli architetti settecenteschi nel valorizzare i materiali vulcanici locali.

Durante il Carnevale, i visitatori possono assaggiare le crispelle, frittelle di pasta lievitata ripiene di acciughe o ricotta, vendute fumanti negli angoli delle strade. Le pasticcerie propongono dolci tradizionali e le celebri granite artigianali che hanno reso famosa la città. Il pane cunzato, preparato con ingredienti locali, rappresenta un’altra specialità da non perdere.

Informazioni pratiche per vivere il carnevale

Date: Dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026, con sfilate principali nei weekend e il gran finale del Martedì Grasso.

Orari: Le esibizioni statiche dei carri iniziano generalmente dalle 9:00, con DJ set e spettacoli tra le 12:00 e le 14:00. Le grandi sfilate notturne prendono vita dalle 17:00 e proseguono fino a mezzanotte, con concerti ed eventi musicali che animano le piazze fino a tarda notte.

Biglietti: L’accesso al circuito delle sfilate è a pagamento durante i giorni clou della manifestazione. Il ticket open a data libera costa 10 euro per l’intero, mentre il biglietto a data fissa ha un prezzo di 8 euro. Sono disponibili early ticket in prevendita a 6 euro nel periodo promozionale. Per i giovani sono previste riduzioni: ingresso gratuito per bambini sotto i 120 cm, 3 euro per i più piccoli e 6 euro fino ai 18 anni. Gli abbonamenti permettono di assistere a più giornate con tariffe vantaggiose: sei ingressi a 35 euro o quattro a 25 euro. Pacchetti speciali sono disponibili per comitive e gruppi. I biglietti possono essere acquistati online tramite il sito ufficiale carnevaleacireale.eu oppure presso le biglietterie in loco.

Giorni a ingresso libero: Alcune giornate sono accessibili gratuitamente, specificamente il 6, 12, 13 e 16 febbraio, permettendo a tutti di vivere l’atmosfera della festa.

Come arrivare: L’aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa dista circa venti chilometri da Acireale ed è collegato con autobus, taxi e servizi di noleggio auto. La stazione ferroviaria di Acireale è ben servita dalle linee che collegano le principali città siciliane. Nei giorni delle sfilate principali sono attive aree di sosta dedicate con tariffe giornaliere: 3,50 euro per moto, 5 euro per auto, 7,50 euro per autocaravan. I bus pagano 20 euro fino a 19 posti o 50 euro oltre i 19 posti.

Il Carnevale di Acireale rappresenta un’esperienza che va ben oltre la semplice festa popolare. È un viaggio nell’eccellenza artigianale italiana, un incontro tra tradizioni secolari e innovazione tecnologica, un’immersione in uno dei più spettacolari patrimoni barocchi della Sicilia. Ogni anno, quando Re Burlone riceve simbolicamente le chiavi della città, Acireale sospende per tre settimane le regole del quotidiano per celebrare la libertà della satira, la bellezza dell’arte e la gioia della condivisione collettiva.