Oltre il Colosseo e la Fontana di Trevi esiste un’altra Roma, quella che sfugge agli itinerari convenzionali e custodisce tesori di straordinaria bellezza. Una città parallela dove il silenzio amplifica l’eco della storia, dove cortili nascosti rivelano capolavori architettonici e dove ogni angolo racconta storie dimenticate dai più. Questo viaggio conduce attraverso biblioteche seicentesche, piramidi funerarie, giardini segreti e prospettive illusorie che trasformano la percezione della Capitale. Luoghi che attendono il viaggiatore curioso, disposto ad abbandonare le mappe turistiche per immergersi nell’anima più autentica della città eterna.
Biblioteca Casanatense: il tempio barocco della conoscenza
Varcando la soglia di questo scrigno librario, il tempo sembra arrestarsi di fronte a ventimila volumi antichi disposti lungo scaffali che sfiorano soffitti decorati con affreschi settecenteschi. Fondata nel 1701 dal cardinale Girolamo Casanate, la biblioteca conserva manoscritti, incunaboli e cinquecentine in un ambiente dove l’architettura barocca dialoga con il sapere accumulato nei secoli. Le sale monumentali si susseguono in una sequenza di prospettive che esaltano la sacralità della cultura scritta. La luce naturale filtra attraverso le finestre creando giochi di ombre sui leggii originali, mentre il profumo della carta antica avvolge i visitatori. Particolarmente preziosa è la collezione di testi orientali e la sezione dedicata alla storia del teatro.
Via di Sant’Ignazio, 52
La Piramide Cestia: un pezzo d’Egitto nella Roma imperiale
Tra le mura aureliane si innalza un monumento funerario che sembra strappato alle rive del Nilo: la piramide di Caio Cestio, magistrato romano che volle eternare la sua memoria attraverso questa costruzione del I secolo a.C. Alta 36 metri, rivestita in marmo bianco di Carrara, rappresenta la fascinazione dell’élite romana per l’arte egizia dopo la conquista dell’Egitto. La struttura, perfettamente conservata, fu incorporata nelle fortificazioni cittadine nel III secolo, garantendone la sopravvivenza. All’interno, una piccola camera sepolcrale custodisce tracce degli affreschi originali. Il contrasto tra questa architettura faraonica e il vicino cimitero acattolico crea un dialogo surreale tra culture e epoche distanti.
Piazzale Ostiense
Giardini di Palazzo Venezia: un’oasi rinascimentale nel centro storico
Nascosti dietro l’imponente mole del palazzo che domina piazza Venezia, questi giardini quattrocenteschi offrono una pausa contemplativa lontana dal traffico circostante. Progettati secondo i canoni rinascimentali dell’hortus conclusus, presentano aiuole geometriche, fontane ornamentali e una collezione di agrumi in vasi di terracotta. Le logge affrescate che circondano lo spazio verde furono testimoni di eventi storici cruciali, quando il palazzo fungeva da ambasciata della Serenissima Repubblica. Passeggiando tra i vialetti in ghiaia, lo sguardo abbraccia la torre medievale e i resti archeologici integrati nel disegno paesaggistico. Un luogo dove la natura addomesticata dal Rinascimento convive con stratificazioni architettoniche plurisecolari.
Via del Plebiscito, 118
Vicolo della Minerva: tra elefantino barocco e architetture medievali
Questa stretta via acciottolata conduce dalla frenetica piazza della Minerva verso scorci inaspettati del rione Pigna. Il percorso regala la vista ravvicinata del celebre elefantino del Bernini, che sorregge un obelisco egizio del VI secolo a.C. in una delle composizioni più originali dell’arte barocca. Le facciate medievali e rinascimentali che fiancheggiano il vicolo conservano dettagli architettonici spesso ignorati: portali con stemmi nobiliari, finestre a bifora, tracce di affreschi sbiaditi. Il passaggio offre una prospettiva alternativa sulla basilica di Santa Maria sopra Minerva, permettendo di apprezzarne i volumi gotici da angolazioni inconsuete. Un microcosmo urbano che concentra duemila anni di storia in pochi metri.
Vicolo della Minerva
Chiesa di Santa Maria sopra Minerva: il gotico francese nel centro di Roma
L’unica chiesa gotica autentica della città si erge sui resti di tre templi antichi dedicati a Minerva, Iside e Serapide. Le navate slanciate, sostenute da pilastri a fascio che culminano in volte a crociera, evocano le cattedrali francesi del XIII secolo. Qui riposa Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, in una cappella riccamente decorata. L’interno custodisce capolavori assoluti: il Cristo della Minerva di Michelangelo, affreschi di Filippino Lippi nella cappella Carafa, e monumenti funebri di papi e cardinali realizzati dai maggiori scultori rinascimentali. Le vetrate istoriate filtrano una luce azzurrina che trasforma l’atmosfera dello spazio sacro. Un compendio di arte e spiritualità che attraversa cinque secoli.
Piazza della Minerva, 42
Chiesa di Santa Maria in Aracoeli: la scalinata che conduce al cielo
Centoventiquattro gradini di marmo bianco salgono ripidi verso la facciata romanica di questa basilica che corona il Campidoglio. Costruita nel VI secolo sui resti del tempio di Giunone Moneta, la chiesa conserva un interno a tre navate scandito da ventidue colonne antiche, ciascuna diversa per provenienza e lavorazione, sottratte a monumenti romani. Il soffitto ligneo dorato celebra la vittoria di Lepanto, mentre le cappelle laterali accolgono affreschi del Pinturicchio e di Benozzo Gozzoli. Particolarmente venerata è la scultura lignea del Santo Bambino, tradizionalmente ritenuta miracolosa. La posizione elevata regala viste spettacolari sui Fori Imperiali attraverso le finestre absidali.
Scala dell’Arce Capitolina, 12
Chiostro di Santa Maria sopra Minerva: quiete domenicana nel rione Pigna
Accessibile attraverso un portone laterale della basilica, questo chiostro quattrocentesco rappresenta un rifugio di serenità claustrale. Le arcate a tutto sesto poggiano su colonne di spoglio, mentre il giardino centrale mantiene l’impianto originale con aiuole delimitate da siepi di bosso. Le pareti del porticato conservano frammenti di epigrafi romane e medievali, testimonianze della consuetudine domenicana di preservare le memorie storiche. Qui i frati predicatori studiavano teologia e filosofia, circondati da questo ambiente che favoriva la contemplazione. L’acustica particolare amplifica il canto degli uccelli e il mormorio della fontana, creando una dimensione sospesa rispetto al caos cittadino circostante.
Piazza della Minerva, 42
Statua di Costantino: il colosso frammentario di un impero cristianizzato
Nel cortile dei Musei Capitolini riposano i frammenti colossali della statua dell’imperatore che legalizzò il cristianesimo: una testa alta due metri e mezzo, una mano con l’indice puntato verso l’alto, piedi monumentali. Questi resti provengono dalla Basilica di Massenzio e Costantino nel Foro Romano, dove la scultura acrolita raggiungeva i dodici metri d’altezza. Le parti in marmo erano integrate con strutture lignee rivestite di bronzo dorato, creando un’immagine maestosa che dominava l’aula basilicale. Lo sguardo marmoreo dell’imperatore, fisso verso un punto lontano, comunica ancora oggi la tensione spirituale che caratterizzò il suo regno. Un’occasione unica per confrontarsi con la fisicità monumentale dell’arte imperiale tardoantica.
Piazza del Campidoglio, 1
Chiesa di Sant’Ignazio: il cielo dipinto che inganna lo sguardo
Varcare la porta di questa chiesa gesuitica significa entrare in uno dei trionfi dell’illusionismo barocco. La volta affrescata da Andrea Pozzo crea la perfetta illusione di una cupola inesistente: fermandosi sul disco di marmo al centro della navata, lo sguardo viene attratto verso un’architettura dipinta che sfonda il soffitto aprendosi su glorie celesti. L’affresco rappresenta l’apoteosi di Sant’Ignazio in un turbine di figure, nubi e architetture che sembrano prolungare lo spazio reale. Spostandosi dal punto di osservazione ideale, l’incantesimo si dissolve rivelando la genialità della tecnica prospettica. Gli altari laterali, riccamente decorati con marmi policromi e sculture, completano uno degli interni più spettacolari del barocco romano.
Via del Caravita, 8a
Colle Oppio: archeologia e natura sopra la Domus Aurea
Questo parco alberato nasconde sotto il manto erboso i resti della Domus Aurea neroniana e delle successive terme di Traiano. Le rovine affioranti creano un paesaggio romantico dove il passato dialoga con il presente attraverso archi spezzati, muri in laterizio e ambienti voltati colonizzati dalla vegetazione. I pini marittimi proiettano ombre sui ruderi mentre le aiuole fiorite addolciscono la severità delle architetture imperiali. Da qui la vista abbraccia il Colosseo da un’angolazione privilegiata, permettendo di comprendere la relazione topografica tra l’anfiteatro e il palazzo imperiale. Le serate estive trasformano il colle in un belvedere frequentato dai romani che cercano frescura e prospettive inedite sulla città antica.
Viale del Monte Oppio
Chiesa di Santa Maria dell’Orto: policromia barocca nel rione Trastevere
La facciata in mattoni e travertino, decorata con mosaici policromi e obelischi, annuncia l’originalità di questa chiesa progettata da Giacomo della Porta. Fondata dalle corporazioni degli ortolani e dei pizzicaroli nel XVI secolo, custodisce all’interno un ricco apparato decorativo che celebra i mestieri dei committenti attraverso simboli vegetali e strumenti di lavoro. L’aula unica culmina in un presbiterio illuminato da una cupola ottagonale, mentre le cappelle laterali ospitano tele di artisti barocchi meno noti ma di notevole qualità. L’atmosfera raccolta e l’assenza di flussi turistici permettono di apprezzare con calma i dettagli ornamentali e l’armonia dell’insieme architettonico.
Via Anicia, 10
Palazzo Spada: quando la prospettiva trasforma otto metri in trenta
Il capolavoro assoluto di questo palazzo cinquecentesco è la Galleria prospettica progettata da Francesco Borromini: un corridoio colonnato che attraverso un sapiente gioco di proporzioni decrescenti crea l’illusione di una profondità di trenta metri, mentre ne misura solo otto e mezzo. La statua in fondo, che appare a grandezza naturale, è alta appena sessanta centimetri. Questo trionfo dell’inganno ottico barocco si accompagna alla ricca Galleria d’Arte del palazzo, che conserva opere di Tiziano, Guido Reni, Guercino e Artemisia Gentileschi. I saloni affrescati e il cortile decorato con stucchi mitologici completano un complesso di straordinaria coerenza artistica, dove ogni elemento concorre a stupire e meravigliare il visitatore.
Piazza Capo di Ferro, 13
Giardini di Sant’Angelo: verde pensile sul Tevere
@lacapitalenews ✨🌲 Nuovi giardini a Castel Sant’Angelo ⤵️ È stato inaugurato il rinnovato complesso verde attorno a Castel Sant’Angelo. Un’opera di riqualificazione urbana e storica che restituisce alla città un’area da troppo tempo dimenticata. I nuovi giardini della Mole Adriana, il fossato del castello, e la parte inferiore di piazza Pia sono ora completamente rinnovati e accessibili, offrendo un nuovo polmone verde nel cuore della Capitale, in vista del Giubileo del 2025. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, anche Commissario straordinario per il Giubileo, ha dichiarato: «I romani devono riappropriarsi della città. Restituiamo ai cittadini luoghi che venivano considerati off limits, pensati solo per i turisti. Questo intervento rappresenta la nostra idea di città: vivibile, accessibile, bella». Il sindaco ha sottolineato il valore del progetto, costato 1,6 milioni di euro per il fossato e 2 milioni di euro per i giardini, eseguito da Anas (Gruppo Fs Italiane) e dal Dipartimento Tutela Ambiente. Tra le principali novità: aree giochi inclusive, un piccolo anfiteatro per eventi, percorsi pedonali e oltre 90 nuovi alberi piantati, in un contesto paesaggistico che ha saputo coniugare bellezza e funzionalità. L’articolo completo di Edoardo Iacolucci sul nostro sito. #roma #castelsantangelo #sanpietro #inaugurazione
Questi giardini ottocenteschi si estendono sul bastione rinascimentale che protegge Castel Sant’Angelo, offrendo un punto di osservazione sopraelevato sul fiume e sul quartiere di Borgo. Il percorso botanico alterna essenze mediterranee e alberi secolari, mentre aiuole geometriche inquadrano prospettive sul Vaticano e sul ponte Sant’Angelo. Le mura di Urbano VIII, incorporate nel disegno paesaggistico, testimoniano l’evoluzione delle fortificazioni pontificie. Fontane nascoste tra la vegetazione creano un sottofondo sonoro che attenua i rumori cittadini. Il giardino costituisce un esempio riuscito di recupero di spazi militari dismessi trasformati in polmoni verdi urbani, dove storia e natura trovano un equilibrio armonioso.
Lungotevere Castello
Fontana delle Tartarughe: grazia rinascimentale in una piazza raccolta
In una delle più eleganti piazze romane, questa fontana tardo-rinascimentale progettata da Giacomo della Porta incanta per la delicatezza delle proporzioni. Quattro efebi in bronzo, opera di Taddeo Landini, poggiano il piede su delfini da cui sgorga l’acqua, mentre con le mani sollevano tartarughe verso il catino superiore. Le tartarughe, aggiunte da Bernini nel XVII secolo durante un restauro, conferiscono alla composizione un movimento ascendente che culmina nel gioco d’acqua centrale. Il rapporto armonico tra la fontana e l’architettura circostante, con i palazzi cinquecenteschi che delimitano lo spazio, crea un ambiente di rara compostezza urbana. Un angolo che conserva intatta l’atmosfera della Roma aristocratica.
Piazza Mattei
Palazzo Altemps: la collezione archeologica nel contesto rinascimentale
Questo palazzo quattrocentesco, trasformato nel Cinquecento dalla famiglia Altemps, ospita una straordinaria raccolta di sculture antiche in ambienti che ne esaltano la bellezza. Le sale affrescate con grottesche e scene mitologiche dialogano con capolavori come il Trono Ludovisi, l’Ares restaurato da Bernini e il Galata suicida. Il cortile interno, con la loggia dipinta e il pozzo centrale, mantiene l’atmosfera di una dimora aristocratica dove collezionismo e vita quotidiana si intrecciavano. La cappella privata conserva affreschi cinquecenteschi di notevole qualità. La visita permette di comprendere come le sculture antiche venissero esposte nelle residenze nobiliari, integrate nell’arredo e nella decorazione complessiva.
Piazza di Sant’Apollinare, 46
Il buco della serratura dei Cavalieri di Malta: Roma incorniciata in tre stati
Sul colle Aventino, nella piazza dei Cavalieri di Malta, un portone verde nasconde la vista più sorprendente della città: attraverso il buco della serratura si inquadra perfettamente la cupola di San Pietro, incorniciata da un tunnel prospettico formato dalle siepi del giardino dell’Ordine. Questa visione comprende tre stati sovrani in pochi metri: l’Italia dove si trova l’osservatore, il territorio extraterritoriale dell’Ordine di Malta e il Vaticano sullo sfondo. L’allineamento perfetto non è casuale ma frutto di una progettazione paesaggistica che trasforma un elemento architettonico minore in un cannocchiale naturale. La fila di visitatori che attendono il loro turno testimonia il fascino di questo gioco prospettico che riassume simbolicamente la stratificazione politica romana.
Piazza dei Cavalieri di Malta, 3
Via della Stazione di San Pietro: il passaggio segreto verso il Vaticano
Questa strada poco nota attraversa il territorio vaticano collegando Roma con la stazione ferroviaria del più piccolo stato del mondo. Percorrerla significa attraversare un confine internazionale senza controlli, camminando tra edifici amministrativi vaticani e giardini curati. Il tracciato ferroviario, costruito nel 1929 in seguito ai Patti Lateranensi, viene utilizzato raramente per trasporti di opere d’arte o in occasioni cerimoniali. L’architettura razionalista della stazione, progettata da Giuseppe Momo, contrasta con lo stile prevalente oltre le mura. Il percorso offre una prospettiva inconsueta sulla città leonina, permettendo di osservare San Pietro da angolazioni solitamente precluse. Un’esperienza che materializza la complessità geopolitica della Roma moderna.
Via della Stazione Vaticana
Stanze di Sant’Ignazio: il silenzio dove nacque la Compagnia di Gesù
All’interno della chiesa del Gesù si conservano le camere dove visse Sant’Ignazio di Loyola dal 1544 fino alla morte nel 1556. Questi ambienti austeri, trasformati in cappella dopo la canonizzazione, furono decorati da Andrea Pozzo con un ciclo di affreschi che trasformano gli spazi angusti in visioni celestiali. Il corridoio d’accesso presenta una prospettiva dipinta che moltiplica illusoriamente la profondità, mentre la camera da letto del santo diventa un teatro di apparizioni divine. Il contrasto tra la semplicità degli arredi originali e la ricchezza barocca della decorazione racconta la trasformazione del movimento gesuitico da ordine mendicante a potenza culturale. Un luogo di intensa spiritualità dove il privato si fonde con il pubblico devozionale.
Via degli Astalli, 16
Galleria Sciarra: liberty nascosto tra le vie del commercio
Nascosta tra Piazza dell’Oratorio e Via Marco Minghetti, questa galleria coperta liberty costituisce una sorpresa nel tessuto urbano ottocentesco. Le pareti del passaggio sono interamente decorate con affreschi di Giuseppe Cellini che celebrano la donna attraverso rappresentazioni allegoriche delle virtù femminili. Le figure in abiti liberty si stagliano su sfondi floreali e ornamentali realizzati con una tavolozza di colori tenui che esaltano l’eleganza delle composizioni. La struttura in ferro e vetro della copertura filtra una luce diffusa che muta durante le ore del giorno, modificando la percezione cromatica delle pitture. Concepita come passaggio commerciale alla fine dell’Ottocento, oggi ospita negozi e uffici ma mantiene intatto il fascino di uno spazio urbano raffinato.
Via Marco Minghetti, 10
Fontana dell’Acqua Paola: il fontanone che domina Trastevere
Sul Gianicolo, questa monumentale fontana-mostra progettata da Flaminio Ponzio nel 1612 celebra il ripristino dell’antico acquedotto Traiano voluto da papa Paolo V. La facciata marmorea, larga oltre trenta metri, presenta cinque arcate sostenute da colonne provenienti dal tempio di Minerva nel Foro di Nerva. L’acqua precipita nelle vasche attraverso giochi scenografici che esaltano la potenza dell’elemento liquido. La terrazza antistante offre uno dei panorami più completi su Roma, abbracciando i tetti di Trastevere, le cupole delle chiese e i colli circostanti. Al tramonto la luce radente trasforma il marmo in oro, mentre le fontane riflettono i colori del cielo. Un monumento che unisce funzione idrica, celebrazione del potere papale e creazione di uno spazio pubblico scenografico.
Via Garibaldi

Giornalista appassionata di enogastronomia, lifestyle e tempo libero, racconto storie autentiche che uniscono sapori, culture e tendenze. Con un occhio attento alle eccellenze culinarie e alle novità del mondo del food, esploro territori e tradizioni per offrire ai lettori esperienze autentiche, consigli di viaggio e approfondimenti sul lifestyle contemporaneo. Amo valorizzare la convivialità e il piacere di scoprire, raccontando vini, piatti e luoghi che fanno della qualità e dell’innovazione il loro punto di forza. Nel tempo libero, mi dedico a esplorare nuove destinazioni e sperimentare nuovi trend, condividendo storie e ispirazioni che arricchiscono la vita quotidiana in modo semplice e coinvolgente. Con un linguaggio fresco e coinvolgente, cerco di trasformare ogni articolo in un viaggio sensoriale che stimola curiosità e voglia di vivere.





































