L’esperienza artistica, forse è oggi il solo mezzo che abbiamo per rinnovare quasi indefinitamente il sentimento di stupore o di stupefazione che si può provare all’idea che l’altro è.
Un quadro, un’opera pittorica, o una qaualsiasi produzione creativa di sostanza, non è un oggetto che si vede, ma qualche cosa con la quale si vede. Anzi l’estetica tende per sua natura ad esplorare i possibili modi di costruire e istituire i rapporti umani e i rapporti fra le idee in termini inediti. Cosi come suggerisce Pirandello in “Sei personaggi in cerca d’autore”, l’artista, da sempre, ha il diritto a vivere, a costruire o a creare in sintonia con la sua personale storia e/o fantasia o con la sua spesso accertata dualità. La sua legittimità è data dall’essere sempre uno spirito libero in cui la base della sopravvivenza estetica è la “ricerca” e non un risultato pratico.
Per questo all’artista che concepisce, rischia e assume questa realtà (a volte fisica) non importa nulla del passare del tempo. Ma in generale egli esige, per il suo lavoro, un impatto di successo, di emozione e intimità che ponga tutti coloro che entrano in contatto con la sua opera, sia personalmente che attraverso altri mezzi di divulgazione, in una simbiosi metaforica e analogica di dialogo. L’arte contemporanea sembra talvolta ricercare una sua precisa integrazione con la realtà, con l’ambiente, che la pone inevitabilmente in confronto con il suo contesto visivo e sociale.
E il visibile si impone così chiaramente solo per quello che è non per quello che rappresenta e l’impatto talvolta è molto duro o difficile da capire. E dunque, se l’artista con il suo lavoro affronterà con procedimenti desacralizzanti o artificiali il superamento del doppio gioco della realtà o della fantasia, tutto questo si rifletterà meglio sull’interesse crescente e contemplativo o addirittura partecipativo dell’osservatore, con un significato e un contenuto che sono una sfida alla sua spontaneità creativa. Ed è dunque cosciente che la meraviglia del pensiero umano è uno dei principi della conoscenza e che se smettiamo di meravigliaci corriamo il rischio di non conoscere.
Artista invitato: l’argentino Eugenio Zanetti presenterà con il titolo “Pellegrini nel tempo” un ciclo dei suoi ultimi lavori pittorici alcuni provenienti dalla sua ultima mostra in Siviglia e altri prodotti appositamente per sua presentazione in Italia mostrandoci un altro aspetto della sua carriera artistica. Eugenio Zanetti è uno dei creativi argentini più noti a livello internazionale.
La sua poliedrica attività artistica va dalla direzione di cinema, opera e teatro, alla scenografia, all’illustrazione, alla pittura. La sua famosa e vasta carriera abbraccia cinque decenni, con oltre 60 produzioni cinematografiche e teatrali al suo attivo, in Argentina, Europa e Stati Uniti. Cominciando la sua carriera lavorando con Pier Paolo Pasolini nella Medea che ha marcato profondamente la sua carriera artistica e all’assegnazione dell’Oscar per la migliore scenografia nel 1996.

No#News Magazine è il periodico dell’ozio, non nell’accezione oblomoviana del temine, ma piuttosto in quella dell’Antica Roma dell’otium, ovvero del tempo (libero) da impiegare in attività di accrescimento personale. L’ozio, quale uso ponderato del tempo.
Una luogo di analisi e dibattito (senza essere troppo pomposi) sulle numerose sfaccettature e forme che la cultura può assumere e della pienezza di emozioni che questa può dare.
Una rivista che osserva e narra il fermento delle “nove arti” e che indaga la società odierna al fine di fornire approfondimenti meditati e di lungo respiro.


































