Nel cuore della Valdera pisana, tra dolci colline punteggiate da vigneti e uliveti, si nasconde un esperimento sociale che sfida ogni logica convenzionale. Peccioli, borgo medievale di poco meno di cinquemila abitanti, ha compiuto l’impensabile: trasformare una discarica di rifiuti in motore economico e culturale, dimostrando che sostenibilità ambientale e bellezza artistica possono convivere in perfetta armonia.

La storia di questa straordinaria metamorfosi inizia negli anni Ottanta, quando la frazione di Legoli si trovava a fronteggiare un’emergenza ambientale: una discarica non gestita che raccoglieva i rifiuti di sei comuni circostanti. Dove altri avrebbero visto solo degrado, l’amministrazione locale guidata da Renzo Macelloni, sindaco ininterrottamente dal 2014 ma già attivo dal 1988, ha intravisto un’opportunità. La sua visione, ispirata ai modelli nordeuropei e fortificata dagli studi gramsciani, ha dato vita nel 1997 a Belvedere Spa, società partecipata per circa il 25% dal Comune e per il restante 75% da quasi mille piccoli azionisti locali.

Un modello di economia circolare partecipata

Il modello di Peccioli ribalta il tradizionale paradigma NIMBY (Not In My Back Yard) in favore del PIMBY (Please In My Back Yard). La discarica, lungi dall’essere nascosta o minimizzata, è stata trasformata in un polo tecnologico all’avanguardia che oggi si estende su 34 ettari. L’impianto non si limita allo smaltimento: attraverso sistemi di biogas produce annualmente circa 15 milioni di kWh di energia elettrica, più del doppio del fabbisogno energetico dell’intero territorio comunale.

Nel giugno 2024 è stato inaugurato il biodigestore anaerobico gestito dalla società Albe, joint venture tra Belvedere e Alia Multiutility, con un investimento di 71 milioni di euro. La struttura tratta 97.000 tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata ogni anno, producendo biometano e compost di qualità. Questo impianto, insieme a quello gemello di Montespertoli, garantisce l’autosufficienza della Toscana centrale e costiera nella gestione della frazione organica.

Ma il vero elemento distintivo del sistema Peccioli risiede nella sua dimensione partecipativa. Gli utili generati da Belvedere Spa vengono reinvestiti sul territorio: secondo il Report Sostenibilità 2024 della società, negli ultimi vent’anni la ricchezza distribuita ammonta a 400 milioni di euro. Circa 500 famiglie ricevono dividendi come azionisti, creando un legame diretto tra responsabilità ambientale e benessere economico della comunità.

Quando l’arte incontra la gestione dei rifiuti

Il cuore pulsante della rinascita di Peccioli è il MACCA (Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto), inaugurato ufficialmente nel marzo 2023. Con oltre 70 opere disseminate tra il borgo e le frazioni circostanti, il museo rappresenta il primo esempio in Italia di istituzione culturale diffusa sul territorio. Le installazioni, tutte site-specific, sono frutto di collaborazioni trentennali con artisti italiani e internazionali come Vittorio Corsini, Patrick Tuttofuoco, David Tremlett, Alicja Kwade e Marinella Senatore.

L’arte contemporanea dialoga con l’architettura medievale in modo sorprendente. La passerella pedonale che collega il centro storico al parcheggio multipiano è avvolta dalla spirale colorata Endless Sunset di Patrick Tuttofuoco, trasformando un’infrastruttura utilitaristica in esperienza estetica. Lungo le mura medievali, Lo sguardo di Peccioli di Vittorio Corsini presenta decine di fotografie che ritraggono gli occhi degli abitanti, creando un ritratto collettivo della comunità.

Anche la gestione dei rifiuti diventa occasione artistica. Il Triangolo Verde, area di accoglienza presso l’impianto di Legoli, ospita le Presenze di Naturaliter, quattro sculture monumentali alte tra i tre e i nove metri che emergono dal terreno come giganti silenziosi, simbolo della rigenerazione. L’anfiteatro qui costruito, con capienza di 800 spettatori e decorato da interventi di David Tremlett e Sergio Staino, ha accolto oltre 16.700 visitatori nel primo semestre 2024, ospitando concerti e spettacoli del festival estivo 11 Lune.

Il dialogo tra antico e contemporaneo

Il centro storico di Peccioli conserva intatto il suo fascino medievale. Piazza del Popolo, dominata dal Palazzo Pretorio che ospita il museo di icone russe e dalla pieve romanica di San Verano (XI-XII secolo), trova il suo punto focale nella torre campanaria neo-moresca del 1885. Con i suoi 42 metri di altezza, l’opera dell’architetto Luigi Bellincioni rappresenta un precedente storico dell’audacia architettonica che caratterizza oggi il borgo: all’epoca suscitò polemiche per l’accostamento del pennellone in calcare nero all’austera pieve romanica, ma è diventata il simbolo riconoscibile di Peccioli.

L’architetto Mario Cucinella ha ristrutturato una struttura medievale dando vita al Palazzo senza tempo, edificio che si protende sulla campagna grazie a una terrazza panoramica sospesa, metafora perfetta del ponte tra passato e futuro che caratterizza l’intero progetto culturale. Al suo interno convivono spazi espositivi, biblioteca civica e un ristorante, in un’integrazione armoniosa tra conservazione e innovazione.

Il territorio circostante offre percorsi cicloturistici che toccano le sette frazioni, ciascuna con le proprie peculiarità artistiche e storiche. A Ghizzano, l’artista David Tremlett ha colorato le facciate di Via di Mezzo con tonalità di verde e marrone che richiamano le sfumature delle colline circostanti, trasformando l’intero borgo in un’opera d’arte vivente. A Fabbrica si trova la pieve romanica di Santa Maria Assunta, che custodisce terrecotte invetriate di Luca della Robbia e Benedetto Buglioni. Legoli ospita il prezioso tabernacolo affrescato nel 1480 da Benozzo Gozzoli, discepolo del Beato Angelico, considerato uno dei capolavori dell’arte rinascimentale toscana.

Un territorio che guarda al futuro

Il successo del modello Peccioli si fonda su un sistema integrato che vede collaborare tre soggetti: il Comune con funzione di regia, la Fondazione Peccioliper per la gestione delle iniziative culturali e turistiche (tutte gratuite, inclusi gli ingressi ai musei), e Belvedere Spa come motore economico. Questo sistema tripartito, inserito nello statuto stesso della società, ha come obiettivo prioritario il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Il territorio esprime eccellenze anche in campo enogastronomico e agricolo. La Tenuta di Ghizzano della contessa Ginevra Venerosi Pesciolini produce vini e oli di qualità superiore in uno splendido giardino all’italiana. L’agriturismo Le Palaie continua la tradizione vitivinicola di Nino Caponi, mentre l’azienda agricola Floriddia si distingue dal 1987 per la produzione biologica di grani antichi trasformati in pane, pasta, farine e biscotti che mantengono intatto il germe del grano con tutte le sue proprietà nutritive.

Nel 2024, Peccioli ha ricevuto il riconoscimento di Borgo più bello d’Italia, coronamento di un percorso che ha visto il piccolo centro toscano diventare caso di studio internazionale per sviluppo sostenibile e innovazione culturale. Il risultato è un territorio dove l’identità storica non viene sacrificata alla modernizzazione, ma anzi ne costituisce il fondamento, creando un equilibrio virtuoso tra conservazione e trasformazione.

La scommessa visionaria di trasformare un problema ambientale in risorsa economica e culturale ha dimostrato che le comunità possono essere protagoniste attive del proprio destino. Peccioli offre una lezione preziosa in tempi di crisi ambientale e frammentazione sociale: quando visione politica, partecipazione cittadina e cultura si integrano, anche da ciò che appare come scarto può nascere bellezza e prosperità condivisa.