Cinquant’anni e non sentirli. “Aggiungi un posto a tavola” approda al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni dal 5 al 22 febbraio 2026, portando con sé il profumo inconfondibile della grande commedia musicale italiana. Un titolo che ha attraversato generazioni, conquistando il pubblico con la sua capacità di emozionare e divertire senza perdere un grammo della sua freschezza originale.
Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini protagonisti dello spettacolo
A guidare questa nuova edizione, Giovanni Scifoni nei panni di Don Silvestro e Lorella Cuccarini come special guest nel ruolo di Consolazione. Due interpreti che incarnano perfettamente lo spirito di un’opera che continua a parlare al presente. “Mio padre mi fece vedere Aggiungi un posto a tavola in televisione quando avevo 6 anni, mi ricordo ogni gesto”, confessa Scifoni, svelando quella fascinazione infantile che spesso si trasforma in destino artistico.
La Cuccarini, dal canto suo, realizza un sogno cullato fin dall’adolescenza: “Mi immaginavo sul palco come Clementina. A distanza di 50 anni, ho il privilegio di farne parte nel ruolo sfidante di Consolazione”. Un personaggio iconico, interpretato in passato da Bice Valori e Alida Chelli, che richiede talento e coraggio in egual misura.
La magia teatrale di Garinei e Giovannini rivive sul palco milanese
La produzione, curata da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni, affida la ripresa teatrale a Marco Simeoli, che dopo quasi 800 repliche nei ruoli di Totò e del Sindaco Crispino – quest’ultimo mantenuto anche in questa edizione – si assume la responsabilità di onorare l’eredità di Pietro Garinei e Sandro Giovannini. Le musiche di Armando Trovajoli continuano a risuonare intatte, mentre le scenografie mantengono il progetto originale di Giulio Coltellacci con il celebre doppio girevole e la grande arca.
Un dettaglio commuove particolarmente: “La voce di lassù”, interpretata da Enzo Garinei per quattro stagioni, viene mantenuta in suo onore, creando un ponte emozionale tra passato e presente che attraversa il tempo come un arcobaleno dopo il diluvio.

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