Nelle Marche, sedici volontari dimostrano che il contrasto allo spreco alimentare può nascere da un’idea semplice: intercettare il cibo prima che diventi rifiuto. I Foodbuster di Falconara Marittima hanno trasformato il recupero delle eccedenze in un modello concreto contro un’emergenza nazionale sempre più urgente.
Un’epidemia che costa 13 miliardi l’anno
I numeri dello spreco in Italia nel 2024 sono allarmanti. Ogni italiano getta via 683 grammi di cibo a settimana, con un incremento del 45,6% rispetto al 2023. Il valore complessivo raggiunge i 13 miliardi di euro annui. A finire nella pattumiera sono frutta, verdure, pane e insalate. Chi vive in povertà spreca di più (+17%), perché l’inflazione spinge verso prodotti scadenti che si deteriorano rapidamente.
Dal matrimonio alla mensa
Nata nel 2016, l’associazione recupera le eccedenze da matrimoni, catering ed eventi aziendali, consegnandole alle mense sociali nel giro di poche ore, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Il presidente Diego Ciarloni documenta ogni intervento con video in diretta sui social. Nel 2020, nonostante la pandemia, sono state distribuite oltre 400 confezioni di dolciumi alle mense di Ancona, Falconara, Senigallia e Jesi.
La legge Gadda: incentivi, non sanzioni
La legge 166/2016 ha rivoluzionato il sistema italiano scegliendo incentivi anziché sanzioni. A differenza della Francia, l’Italia premia i comportamenti virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti e semplificazioni burocratiche. La normativa ha eliminato l’obbligo di dichiarazione preventiva per le donazioni. Nel primo anno, le donazioni sono aumentate del 21%.
Un cambiamento culturale necessario
I Foodbuster operano con le auto personali, coprendo Marche e Umbria. L’approccio è pragmatico: creare una filiera solidale che trasformi le eccedenze in risorse. In un Paese dove lo spreco supera l’1% del PIL, ogni chilogrammo recuperato rappresenta giustizia sociale e responsabilità ambientale.

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