A Marrakech non si va per ammirare monumenti imponenti. Sebbene siano interessanti, se ne possono contare pochi: la millenaria Moschea della Koutoubia, l’antica Madrasa Ben Youssef adornata da milioni di tessere di mosaico su pavimenti e pareti, il Palazzo El Badi risalente al Quattrocento, le Tombe Saadiane. Potrebbe bastare una sola giornata per visitarli tutti. Eppure, Marrakech è riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, grazie alla medina con il suo intricato suq e alla piazza Jamaa el Fna, un vibrante palcoscenico di arti e mestieri che spazia dall’incantatore di serpenti al cavadenti, fino ai cuochi ambulanti che offrono carne arrosto sulle bancarelle.

Era il lontano 1946 quando Hélène Sebillon-Larochette e sua figlia Susy, decisero di aprire un ristorante gastronomico di tradizione marocchina. Il ristorante, a pochi passi dalla moschea Bab Doukkala, fu chiamato La Maison Arabe.
La Maison Arabe attirò l’attenzione di molte personalità illustri, tra cui Winston Churchill (ancora presente con un imponente dipinto che lo ritrae nella sua sala preferita, dove mi raccontano era solito rilassarsi accompagnato dal suo immancabile sigaro annaffiato dal whisky, Ernest Hemingway e il generale de Gaulle, guadagnandosi una fama internazionale che conserva ancora oggi. Nel corso del tempo, il ristorante si è trasformato in un elegante boutique-hotel, mantenendo intatta la sua reputazione.

Nel 1994, dopo un lungo periodo di chiusura alla morte della Sebillon-Larochette il principe Fabrizio Ruspoli, grande amante del Marocco, decise di acquistarlo e trasformarlo in un boutique-hotel, il primo del suo genere nella Medina.
Dopo una prima ristrutturazione nel 1998 con maioliche, dipinti e zellij in puro stile marocchino che comprendevano anche i giardini, il patio e la piscina, questo indirizzo si era già affermato come uno dei più prestigiosi della città. Nel 2019 grazie al gruppo leader nel settore internazionale del lusso Cenizaro Hotels & Resorts è tornato il vero fascino dei grandi hotel di epoca coloniale dove si è catapultati in un tempo ormai perduto nella pieghe della Storia. La progettazione degli interventi ha saputo mantenere il suo charme unico introducendo elementi di comfort ultra moderni, ricercati e all’avanguardia.

La Maison Arabe, si rivela solo ai veri estimatori ed esploratori, dopo un breve percorso tra i vicoli stretti e caotici della medina. Situata vicino al souk nel quartiere di Bab Doukkala e a soli 10 minuti dalla famosa piazza Jemaa el-Fna, questa struttura è un punto di partenza ideale per esplorare la città.
Best of the Best Top 25 hotels in Africa e Best of the Best Top 25 hotels nel Mondo, La Maison Arabe è un universo parallelo dove ogni dettaglio sembra raccontare una storia ed ogni angolo è pensato per sorprendere e affascinare. La Maison non è solo un hotel, ma un affascinate esperienza senza tempo dove passato e presente danzano armoniosamente.

L’esperienza inizia già dal momento in cui si percorre il vicolo stretto che conduce alla struttura, un passaggio quasi segreto che anticipa la magia che si svelerà al termine del cammino. Una volta varcata la soglia, La Maison Arabe si presenta come un labirinto incantato di cortili rigogliosi, scale sinuose e nicchie nascoste, frutto dell’unione di diverse abitazioni tradizionali sapientemente integrate in un’unica struttura. L’accesso alle camera è una scoperta nella scoperta con cortili dal verde rigoglioso, fontane luccicanti e piccole scale e che creano la sensazione di essere entrati in un villaggio segreto dentro la città.
Dal pavimento al soffitto con pareti di Tadelakt e ornamenti in Gebs, soffitti a cassettoni in cedro e dipinti con motivi tradizionali marocchini percorrendo corridoi in pregiato Bejmat tutto riflette un’esperienza fuori dall’ordinario. Il personale impeccabile e gentile si dimostra attento e preparato ad ogni possibile esigenza con charme e discrezione. Il modo di rivolgersi agli ospiti, la voce quasi sussurrata miscelata alle note piacevoli di jazz diffuso sono il benvenuto perfetto.

Ovunque lo sguardo viene catturato da questo riad arabo-andaluso, con i suoi angoli e anfratti infiniti, che trasuda l’essenza del Marocco e il sussurro del passato. Le 45 camere e suite king-size sono incantevoli paradisi di comfort e raffinatezza. Ogni camera è unica nella disposizione e nel design, combinando l’eleganza contemporanea con elementi decorativi marocchini. La maggior parte dispone di caminetto e balcone o terrazza privati dove poter gustare un drink sotto le stelle. I bagni sono realizzati in marmo e granito marocchino per immergersi nei più alti livelli di lusso.
Non mancano gli spazi dedicati al benessere e al relax per una vacanze perfetta. Una splendida piscina di 18 metri dove godere del caldo sole del dicembre africano pranzando poi sotto le arcate, o in una tenda berbera. La spa de La Maison Arabe è un tempio del ringiovanimento in uno spettacolare ambiente moresco. Lasciarsi trasportare dal piacere nei due hammam è un’esperienza imperdibile come fare colazione al sole o all’ombra di un ombrellone con il mite clima invernale della città.

Il ristorante Les 3 Saveurs ci accoglie per una cena intima tipicamente marocchina con luci soffuse e musica dal vivo a bordo piscina. Nella prima lettura del menu troviamo diverse tajine di agnello, pollo o pesce, l’immancabile couscous sia vegetariano che con carne, le insalate marocchine e una combinazione unica di piatti asiatici e francesi sapientemente miscelati con la cultura berbera. Una scelta molto difficile tra tante prelibatezze. Seguiamo i consigli del gusto e dello staff che con cura ci guida nella degustazione. L’esperienza è unica, avvolgente anche grazie alla dolce melodia della musica e all’ottimo vino di Meknes, un raffinato rosè dal cuore francese.

Nel dopo cena ci accoglie ancora il piano-bar jazz, dove rilassarci con ottimi signature cocktails al gin, vodka e whisky. Il tocco dei tasti sul piano e le sedute avvolgenti ci trasportano in un luogo di fascino e meraviglia. Il finale perfetto di un’esperienza perfetta in grado di lasciare nell’amino sensazioni uniche e irripetibili che solo pochi luoghi al mondo possono offire a questo livello.
Lasciamo La Maison ripromettendoci di tornare nel più breve tempo possibile, perché no approfittando delle prossime vacanze di Natale o Capodanno.

Direttore responsabile di No#News Magazine.

































