Il sole di febbraio si riflette sui frutti dorati che ricoprono ogni angolo di Mentone. Cammino lungo la Promenade du Soleil mentre davanti ai miei occhi 140 tonnellate di limoni e arance prendono forma in sculture che sfidano la gravità. Non è un miraggio: è la Fête du Citron, l’evento che dal 1934 trasforma questa cittadina della Costa Azzurra in un teatro a cielo aperto dove l’agrume diventa arte.
L’aria è intrisa di essenze agrumate. Mi fermo davanti a una struttura alta oltre undici metri: rappresenta una balena gigantesca, ogni centimetro della sua superficie tappezzato di limoni e arance legati con 750.000 elastici. Ci sono voluti mesi di lavoro e oltre 400 persone per realizzare queste composizioni che nei Giardini Biovès raccontano il tema scelto per questa edizione. Ogni anno cambia, seguendo un filo narrativo che spazia dalle civiltà antiche ai viaggi spaziali, dalla musica al cinema.
Quando gli albergatori inventarono una festa per l’inverno
La storia di questa celebrazione inizia nel 1929, quando Mentone era ancora il primo produttore di limoni del continente europeo. Un albergatore del Riviera Hotel ebbe un’intuizione: perché non organizzare un’esposizione di fiori e agrumi per animare la città durante i mesi freddi? All’epoca, aristocratici e ricchi viaggiatori sceglievano la Costa Azzurra per sfuggire agli inverni rigidi del nord Europa, e Mentone aveva bisogno di offrire loro intrattenimento.
Il successo fu immediato. L’anno successivo, nel 1930, la manifestazione scese in strada con una sfilata di carri decorati con arbusti di arance e limoni, accompagnati da donne in costume tradizionale. Il Comune capì il potenziale turistico dell’iniziativa e nel 1934 nacque ufficialmente la Fête du Citron. Due anni dopo, nel 1936, fu lanciata la prima esposizione nei Giardini Biovès, con François Ferrié incaricato di progettare carri e sculture monumentali.
Il corso dei frutti d’oro e le notti illuminate
Le domeniche di febbraio sono dedicate al Corso dei Frutti d’Oro, la sfilata diurna che attraversa la Promenade du Soleil dalle 14:30 alle 16:00. Dai posti in tribuna o dal promenoir, assisto allo spettacolo: carri alti diversi metri avanzano lentamente, ricoperti interamente di agrumi disposti a formare figure mitologiche, animali fantastici, personaggi storici. Attorno ai carri, ballerini in costume si muovono al ritmo di bande musicali e orchestre. L’atmosfera è quella di un carnevale, ma con un protagonista insolito: il limone.
Le serate del giovedì si accendono con i Corsos Notturni: gli stessi carri sfilano illuminati artificialmente, creando giochi di luce e ombra sugli agrumi. Alle 22:30, uno spettacolo pirotecnico esplode sulla baia, riflettendosi nel Mediterraneo. È in questi momenti che capisco perché 250.000 visitatori ogni anno scelgono di venire qui, affrontando il freddo di febbraio per assistere a questa festa vitaminica.
L’oro giallo che ha fatto la storia di Mentone
Il limone a Mentone non è solo il tema di una festa: è un simbolo identitario radicato nei secoli. La coltivazione intensiva iniziò nel XV secolo e conobbe il suo apice tra il XVIII e il XIX secolo, quando la città esportava 35 milioni di limoni all’anno verso Inghilterra, Germania, Russia e persino Nord America. Nel 1800 si contavano già 80.000 piante. Nel 1671 il principe Louis I nominò addirittura un Magistrato dei Limoni per regolare produzione e commercio.
Il limone di Mentone si distingue per la forma ellittica, l’acidità delicata, lo spessore della scorza e un aroma inconfondibile. Viene raccolto a mano, senza trattamenti chimici né cera, maturato direttamente sull’albero. Nel 2015 ha ottenuto la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta), diventando l’unico limone francese a vantare questo riconoscimento, affiancandosi ai celebri limoni di Sorrento, Amalfi e Siracusa.
Oggi la produzione si è ridotta a circa 200 tonnellate annue, ma il frutto mantiene intatto il suo prestigio. Chef stellati come Mauro Colagreco del ristorante Mirazur lo utilizzano in ogni forma: polpa, succo, scorza. Passeggiando per il mercato delle Halles Municipales, trovo marmellate, limoncello, confetture, pane aromatizzato. Una pasticceria espone crostate al limone che brillano nelle vetrine: impossibile resistere.
I giardini luminosi e il salone delle orchidee
Nei Giardini Biovès, l’accesso è gratuito durante tutto il periodo della manifestazione. Le sculture monumentali si ergono come cattedrali vegetali: occorrono in media 15 tonnellate di agrumi per ogni composizione. Gli artisti lavorano su strutture metalliche forgiate appositamente, fissando ogni frutto con precisione millimetrica. Di sera, l’illuminazione trasforma i giardini in un mondo incantato dove le ombre danzano tra giallo e arancione.
Al Palais de l’Europe, il Salone delle Orchidee aggiunge un ulteriore livello sensoriale all’esperienza. Orchidee di oltre 25.000 specie diverse riempiono le sale con colori e profumi che si mescolano agli aromi agrumati. L’ingresso è libero, così come quello al mercato dell’artigianato dove acquistare ceramiche decorate con motivi di limone, saponi artigianali, liquori locali.
Un evento sostenibile che chiude il cerchio
Una delle caratteristiche che rendono la Fête du Citron particolarmente interessante è la sua dimensione sostenibile. Al termine dei festeggiamenti, tutti gli agrumi ancora integri non vengono buttati: vengono venduti a prezzi concorrenziali ai residenti e ai turisti. Molti finiscono trasformati in marmellate, liquori, conserve. È un modo per chiudere il cerchio, evitando sprechi e permettendo a chiunque di portare a casa un pezzo di questa festa.
Dal 2019, il Ministero della Cultura francese ha inserito la manifestazione nell’inventario del Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendone il valore storico e culturale. È un riconoscimento importante per un evento che va ben oltre lo spettacolo: racconta l’identità di un territorio, il suo legame con la terra, la capacità di trasformare un frutto in simbolo di un’intera comunità.
Quando lascio Mentone, l’odore degli agrumi mi rimane addosso. Mentre il treno corre lungo la costa verso l’Italia, ripenso a quelle tonnellate di limoni trasformati in arte effimera, alle fanfare che risuonano tra le vie del centro storico, ai bambini che ridono davanti ai carri giganteschi. La Fête du Citron non è solo una festa: è un modo di celebrare la lentezza, la bellezza, la capacità umana di creare meraviglia partendo da ciò che la natura offre.

Racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a raccontare non solo le destinazioni, ma anche i modi di viaggiare, le emozioni, i suggerimenti pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e narrativo, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire, con curiosità e apertura mentale. Per me, il viaggio è un incontro continuo con l’altro, un arricchimento personale e una fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli cerco di trasmettere questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue molteplici sfaccettature.Reporter appassionata di viaggi in tutte le loro sfaccettature, racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a narrare non solo le destinazioni, ma anche le modalità di viaggio, le emozioni, i consigli pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e coinvolgente, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire con curiosità e apertura mentale. Il viaggio per me è incontro, arricchimento personale e fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli trasmetto questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue sfumature.





































