Nel silenzio quasi irreale del Subappennino abruzzese, a mille metri di altitudine, si cela uno dei carnevali più autentici e meno contaminati d’Italia. A Castiglione Messer Marino, borgo arroccato tra le province di Chieti e Isernia, la maschera non è mai stata solo un accessorio festivo. È un rito, una trasformazione collettiva che da secoli rovescia l’ordine sociale e trasforma gli uomini del paese in custodi di una tradizione tramandata di padre in figlio.
L’ultima domenica di Carnevale, quando il freddo montano morde ancora le pietre delle case, il paese si risveglia al fragore metallico dei campanacci. È l’annuncio che “Lu Pulgenelle” sta per entrare in scena.
La mascra: teatro itinerante nelle piazze di pietra
Chiamata semplicemente “la Mascra”, questa celebrazione trasforma il borgo in un palcoscenico a cielo aperto. Il corteo si snoda tra vicoli secolari e sei piazze, dove si fermano per rappresentare scenette teatrali che affondano le radici nelle vecchie tradizioni castiglionesi. Ma c’è una peculiarità che rende questo carnevale unico: recitano esclusivamente uomini, e la metà di loro è travestita da donna.
La satira politica e religiosa trova qui il suo spazio più sfrontato. Le istituzioni nazionali, la Chiesa, il potere locale vengono presi in giro senza filtri, in quella sovversione temporanea che da sempre caratterizza il periodo carnevalesco. È un momento di libertà assoluta, dove il riso diventa strumento di critica sociale.
Lu Pulgenelle: guardiano dall’anima demoniaca
Il vero protagonista è Lu Pulgenelle, variante locale del napoletano Pulcinella, ma con un carattere decisamente più selvaggio e ancestrale. Vestito di bianco – spesso ricavato da camicie da cuoco e pantaloni da pigiama – porta ai piedi scarponi e gambali neri, mentre intorno alla cintura e sul petto spiccano vistose sonagliere di bronzo che scampanellano a ogni movimento.
Il suono è ipnotico, quasi demoniaco. Annuncia l’arrivo della sfilata, creando un’atmosfera che mescola festa e inquietudine. Lu Pulgenelle impugna le “scruijazze”, fruste di cuoio che non sono semplici accessori ma simboli di autorità: con esse mantiene l’ordine del corteo, organizza le soste, distanzia il pubblico durante le rappresentazioni teatrali.
Ma è il cappello a lasciare senza fiato. Chiamato localmente “cappìlle”, raggiunge altezze vertiginose tra i 70 e i 100 centimetri, costruito artigianalmente con pennacchi, fiori di carta e zagarelle colorate – lunghi nastri che ondeggiano al vento come bandiere. Negli ultimi anni i giovani pulcinella hanno perfezionato la tecnica, utilizzando fogli di lamiera per l’intelaiatura, creando cappelli ancora più alti ed elaborati.
Il ruolo si tramanda come eredità sacra
Non chiunque può diventare Pulgenelle. Il ruolo si tramanda da padre in figlio, da nonno a nipote, in una catena ininterrotta che attraversa le generazioni. Il più anziano, conosciuto come “zì Caitane Pulgenelle”, porta con sé il nipotino durante la sfilata affinché apprenda le tecniche giuste, le movenze, il ritmo. È un passaggio di consegne che avviene nella pratica, sul campo, tra il fragore dei campanacci e le risate della folla.
Arrivati nella piazza centrale, i piccoli Pulgenelle si esibiscono in un girotondo intorno all’adulto che li guida, in una coreografia precisa dove il ritmo delle zumbarelle (serenate tradizionali) scandisce i movimenti. Gli adulti formano poi un cerchio perfetto, sollevando le scruijazze verso il centro in un gesto che ha sapore di rito antico.
L’ospitalità montanara come atto comunitario
Durante il percorso, i cittadini dei vari rioni accolgono il corteo con una generosità che è parte integrante della festa. Panini, dolci, sagne al caldaio, porchette, caffè, latte, vino e superalcolici vengono offerti liberamente, confermando quella tipica ospitalità abruzzese che trasforma ogni visitatore in ospite d’onore.
Le sagne al cotturo sono il piatto simbolo del Carnevale castiglionese. Preparate con farina di solina – presidio Slow Food – vengono condite con un soffritto di salsiccia, pancetta e peperone dolce in polvere, cotte nel cotturo, il caldaio di rame. La tradizione vuole che si mangino rigorosamente con le mani, direttamente dal caldaio, in un gesto che annulla le distanze sociali e celebra la condivisione.
Un carnevale studiato dall’Europa
L’importanza antropologica del Carnevale Castiglionese è stata riconosciuta a livello internazionale. La manifestazione è stata studiata nell’ambito del progetto “Carnival King of Europe”, sostenuto dalla Comunità Europea e curato in Italia dal Museo degli Usi e Costumi di San Michele all’Adige. L’analisi ha messo in luce le componenti strutturali di questo rito, confrontandolo con altre mascherate europee.
Lu Pulgenelle è candidato alla lista UNESCO dei beni immateriali, un riconoscimento che testimonia il valore di una tradizione che ha saputo resistere ai cambiamenti del tempo mantenendo intatta la sua autenticità.
Tra passato e presente nelle montagne dimenticate
Castiglione Messer Marino è uno di quei luoghi che l’Italia moderna tende a dimenticare. Con poco più di millequattrocento abitanti – numero che raddoppia d’estate con il ritorno dei migranti – il paese soffre lo spopolamento tipico delle aree interne appenniniche. Eppure proprio questa marginalità geografica ha preservato tradizioni che altrove sono scomparse o si sono trasformate in spettacolo turistico.
Il territorio è aspro, segnato da antichi tratturi della transumanza che collegavano questi monti al Tavoliere delle Puglie. Su Monte Castel Fraiano e Monte San Silvestro svettano oggi sessantasette pale eoliche, alte tra novanta e cento metri, simbolo di un presente che cerca di coniugare tradizione e modernità.
Informazioni pratiche
Date edizione 2026: L’ultima domenica di Carnevale cade il 15 febbraio 2026. La sfilata tradizionale si svolge anche il martedì grasso, 17 febbraio 2026. Il corteo parte da Contrada Padulo nel primo pomeriggio (generalmente ore 13:00) e si snoda attraverso il centro storico fino alle piazze principali del paese.
Orari: La manifestazione inizia nel primo pomeriggio e prosegue fino a sera, con soste nelle sei piazze storiche per le rappresentazioni teatrali. Si consiglia di arrivare con anticipo per assistere alla partenza dei Pulgenelle da Contrada Padulo.
Costo: L’accesso alla manifestazione è gratuito. Il Carnevale Castiglionese mantiene il carattere di festa popolare aperta a tutti, senza biglietti d’ingresso. Le offerte gastronomiche dei vari rioni sono parte dell’ospitalità tradizionale.
Come arrivare: Castiglione Messer Marino si trova nell’estremo sud della provincia di Chieti, al confine con il Molise. È raggiungibile in auto dalla SS86 (viadotto Sente). I trasporti pubblici sono limitati, si consiglia l’uso di auto privata. Il paese dista circa 60 km da Vasto sulla costa adriatica.
Consigli: Le temperature a febbraio in quota sono rigide. È indispensabile abbigliamento invernale pesante. I parcheggi nel centro storico sono limitati, arrivare presto è fondamentale. Per l’esperienza gastronomica completa, chiedere dove vengono servite le sagne al cotturo.

Giornalista appassionata di enogastronomia, lifestyle e tempo libero, racconto storie autentiche che uniscono sapori, culture e tendenze. Con un occhio attento alle eccellenze culinarie e alle novità del mondo del food, esploro territori e tradizioni per offrire ai lettori esperienze autentiche, consigli di viaggio e approfondimenti sul lifestyle contemporaneo. Amo valorizzare la convivialità e il piacere di scoprire, raccontando vini, piatti e luoghi che fanno della qualità e dell’innovazione il loro punto di forza. Nel tempo libero, mi dedico a esplorare nuove destinazioni e sperimentare nuovi trend, condividendo storie e ispirazioni che arricchiscono la vita quotidiana in modo semplice e coinvolgente. Con un linguaggio fresco e coinvolgente, cerco di trasformare ogni articolo in un viaggio sensoriale che stimola curiosità e voglia di vivere.



































