Lungo le strade di un borgo arroccato su una rupe di tufo, a quaranta chilometri da Campobasso, il 17 febbraio 2026 prenderà vita uno dei riti carnevaleschi più ancestrali d’Italia. Tufara porta in scena il suo Carnevale tradizionale, tra maschere popolari e atmosfere tipiche dei piccoli borghi dell’entroterra. Ma qui non troverete carri allegorici né coriandoli multicolore: il Carnevale di Tufara è un viaggio nel tempo che riporta ai culti pagani delle antiche società agricole, quando la vita e la morte si intrecciavano nei ritmi della terra.
Sette pelli di capra e un tridente
Il protagonista assoluto della festa è il Diavolo di Tufara, figura inquietante e magnetica che spunta all’improvviso l’ultimo giorno di Carnevale tra i vicoli del paese, palesandosi tra corse, salti, danze e acrobazie sfrenate che suscitano un timore reverenziale. La maschera è costruita secondo un rituale preciso: deve essere ricoperta da una pesante casacca scura, composta, secondo la tradizione, da sette pelli di capra, cucite tra loro al momento della vestizione. Ogni pelle ha un significato simbolico legato all’antica divinità Dioniso, che secondo i culti pagani si manifestava proprio sotto forma di capro.
L’uomo che indossa questa maschera porta con sé oltre venti chili di pelli scure e odorose, completate da una maschera di cuoio nero e dal tridente, simbolo della divinità. Indossa sette pelli di capro che, secondo i riti pagani, era l’animale in cui era solita manifestarsi la divinità. La vestizione stessa è un rito, che avviene in luoghi tenuti segreti dalla comunità e richiede ore di preparazione.
La danza della morte e della rinascita
Prima che il Diavolo faccia la sua apparizione, le strade di Tufara vengono attraversate da figure spettrali: le maschere della “morte”, vestite di bianco con il volto cosparso di farina che rappresentano la purificazione del seme che muore per dar vita alla pianta e al raccolto. Queste figure brandiscono falci che fanno volteggiare nell’aria, evocando il gesto dei contadini durante la mietitura, mentre il canto tradizionale che accompagnava il lavoro nei campi viene sostituito da urla, grida e salti.
Il corteo prosegue con i folletti, guardiani del Diavolo che tentano di trattenerlo con catene mentre lui si dimena, salta, si butta a terra e rotola tra le strade del paese. La processione include anche altre figure simboliche: “u’ pisciatur”, che rappresenta i vizi e l’allegria del periodo carnevalesco, e i genitori del Carnevale, interpretati da attori locali.
@turismoinmolise Il Diavolo di Tufara #molise #tufara #tradizioni #carnevale #maschera #turismoinmolise #scopriamoilmolise
Il processo e la condanna
Il culmine della festa avviene davanti all’antica fortezza medievale che domina il borgo. Qui, in Piazza Garibaldi, si svolge una rappresentazione teatrale all’aperto che mescola sacro e profano, tragedia e commedia. Il pupazzo identificato con il carnevale viene processato da una giuria strampalata e, nonostante la difesa tragicomica dei genitori, viene condannato e scaraventato dall’alto del castello.
La Madre e il Padre del Carnevale implorano la giuria di risparmiare il figlio, ma invano. Dopo la sentenza, il fantoccio di paglia viene gettato dalle mura mentre il Diavolo si libera dalle catene, si avventa sul pupazzo con il tridente e ne fa scempio, disseminando le spoglie prima di scomparire nell’oscurità. Ma la Madre ha già pronto un nuovo neonato nella culla, simbolo di continuità e rinascita che assicura la sopravvivenza del rito.
Quando il sacro diventa maschera
Al diavolo-Dioniso si sostituisce il capro-espiatorio, il pupazzo identificato con il carnevale. Con l’avvento del Cristianesimo, infatti, l’antica celebrazione pagana legata alla morte e rinascita di Dioniso, dio della vegetazione e del vino, si trasformò gradualmente in festa carnevalesca. I significati originari, legati ai cicli agricoli e alla fertilità della terra, si fusero con nuove simbologie, dando vita a una celebrazione unica che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il proprio potere evocativo.
La tradizione è custodita dal 1999 dall’Associazione Culturale Antica Maschera “Il Diavolo”, che ogni anno riporta in vita questo rito ancestrale, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero. Il piccolo borgo si popola di appassionati di tradizioni popolari, fotografi e studiosi del folklore che vengono a testimoniare uno spettacolo che affonda le radici in una memoria collettiva millenaria.
@molise_on_the_road 👹𝗜𝗹 𝗗𝗜𝗔𝗩𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗨𝗙𝗔𝗥𝗔👹 Tra I Carnevali In Molise Non Si Può Assolutamente Perdere Quello Del Caratteristico Rito Del Martedì Grasso Con Lo Spettacolo Del “𝗗𝗜𝗔𝗩𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗨𝗙𝗔𝗥𝗔” in Provincia Di Campobasso. 🎭𝘿𝙚𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞 𝘿𝙚𝙡 𝘾𝙖𝙧𝙣𝙚𝙫𝙖𝙡𝙚🎭 Si Tratta Della Principale Maschera Carnevalesca Di Questa Cittadina, Un Tempo Associata a Dionisio Divinità Pagana Che Veniva Adorata Da Diverse Comunità Contadine Inclusa Quella Dei “𝙏𝙪𝙛𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞”. Delle Persone Travestite in Modo Bizzarro Interpretano La Parte Di Individui Buffi Trascinando Con Loro Un Asino, Ricoperto Di Stracci, Facendo Divertire I Passanti (Il Tutto Avviene Per Strada, e Richiama Numerossimi Turisti Che Giungono Proprio Per Questo Particolare Rito) La Ricorrenza Prevede Anche Una “𝙎𝙛𝙞𝙡𝙖𝙩𝙖 𝘿𝙚𝙡 𝘿𝙞𝙖𝙫𝙤𝙡𝙤” e Delle Altre Maschere Di Carnevale Tipiche Di Tufara Inoltre Il Carnevale Di Tufara Prevede Anche Una Sorte Di Lotteria Di Carnevale e “𝙇𝙖 𝙍𝙤𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖 𝘿𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙋𝙞𝙜𝙣𝙖𝙩𝙖”. 🛻..𝙈𝙤𝙡𝙞𝙨𝙚 𝙊𝙣 𝙏𝙝𝙚 𝙍𝙤𝙖𝙙..🛻. . _________________________ #carnevale #carnevaleditalia #tufara #maschere #carnival #2023 #carnevale2023 #molise #regionemolise #molise_on_the_road #eventi
Un’esperienza che attraversa i millenni
Assistere al Carnevale di Tufara significa immergersi in un’atmosfera dove il confine tra spettatore e partecipante si dissolve. Le urla del Diavolo echeggiano tra le stradine medievali, il profumo delle pelli di capra si mescola a quello dei piatti tradizionali preparati dalle famiglie del borgo, lo spezzatino “fugnato” servito con i ciccioli e il pane fatto in casa. L’accoglienza calorosa della comunità locale trasforma la visita in un’esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici di massa.
Informazioni pratiche Carnevale di Tufara 2026
Data: Lunedì 17 febbraio 2026
Orari: La manifestazione inizia nel pomeriggio con la sfilata dei gruppi mascherati. La rappresentazione finale in Piazza Garibaldi si tiene solitamente verso le ore 19:00. L’evento prosegue in serata con stand gastronomici e musica.
Costi: L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Gli stand gastronomici offrono prodotti tipici locali a pagamento.
Come arrivare: Tufara si trova in provincia di Campobasso, a circa 40 km dal capoluogo. È raggiungibile in auto percorrendo la SS87 e seguendo le indicazioni per il borgo.
Informazioni: Per aggiornamenti sul programma consultare il sito www.ildiavolotufara.it e la pagina Facebook dell’Associazione Culturale Antica Maschera “Il Diavolo”.
Nota: Il Carnevale di Tufara si svolge tradizionalmente durante il periodo carnevalesco, con l’evento principale concentrato in un’unica giornata dedicata alla rappresentazione completa del rito.

Giornalista appassionata di enogastronomia, lifestyle e tempo libero, racconto storie autentiche che uniscono sapori, culture e tendenze. Con un occhio attento alle eccellenze culinarie e alle novità del mondo del food, esploro territori e tradizioni per offrire ai lettori esperienze autentiche, consigli di viaggio e approfondimenti sul lifestyle contemporaneo. Amo valorizzare la convivialità e il piacere di scoprire, raccontando vini, piatti e luoghi che fanno della qualità e dell’innovazione il loro punto di forza. Nel tempo libero, mi dedico a esplorare nuove destinazioni e sperimentare nuovi trend, condividendo storie e ispirazioni che arricchiscono la vita quotidiana in modo semplice e coinvolgente. Con un linguaggio fresco e coinvolgente, cerco di trasformare ogni articolo in un viaggio sensoriale che stimola curiosità e voglia di vivere.



































