Quando le montagne smettono di essere barriere e diventano corridoi di connessione, l’Europa intera respira insieme. È quello che sta accadendo in queste settimane tra Italia e Austria, dove il tunnel della Koralpe, lungo 33 chilometri e sesto tunnel ferroviario più lungo al mondo, ha iniziato la sua attività regolare il 14 dicembre 2025 dopo ventisette anni di lavori. Non si tratta solo di un’opera ingegneristica straordinaria: è la riconnessione fisica e culturale tra il mare Adriatico e il cuore della Mitteleuropa, un filo d’acciaio che unisce storie, economie e tradizioni rimaste troppo a lungo separate dalle pieghe delle Alpi orientali.

Il nuovo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e Vienna riduce il tempo di viaggio a circa 6 ore e 38 minuti, eliminando la necessità di passare attraverso Lubiana e risparmiando quasi due ore rispetto ai precedenti collegamenti. Ogni giorno, un treno Railjet parte da Trieste Centrale alle 14:22 nei giorni feriali e alle 14:37 nei weekend, arrivando a Vienna alle 21:07. Il ritorno è altrettanto comodo: partenza da Vienna alle 6:53 con arrivo a Trieste alle 13:31. È un ritmo che permette di lasciare il mare al pomeriggio e svegliarsi tra i palazzi barocchi della capitale austriaca, oppure di partire all’alba dalla Ringstraße per pranzare con vista sul golfo.

Un tunnel che ridisegna la geografia del tempo

La Koralmbahn non è una semplice linea ferroviaria: con 130 chilometri di nuovi binari, di cui 50 in galleria, oltre 100 ponti e 23 stazioni moderne, rappresenta la più grande infrastruttura ferroviaria realizzata in Austria negli ultimi cento anni. Il suo elemento centrale, il tunnel di base della Koralpe, scava attraverso le montagne che dividono la Stiria dalla Carinzia, raggiungendo profondità fino a 1.250 metri sotto la superficie. Costruito con oltre 800 lavoratori e tre tunnel boring machines, questo corridoio sotterraneo permette ai treni di viaggiare fino a 250 chilometri orari, trasformando quello che era un percorso tortuoso e lento in una tratta veloce e stabile.

Il risultato più immediato si vede sulla tratta Graz-Klagenfurt: il tempo di percorrenza scende da circa 3 ore a soli 41 minuti. Un cambiamento che non riguarda solo i pendolari austriaci, ma l’intera mobilità internazionale nell’arco alpino orientale. Da Trieste, ora è possibile raggiungere Graz in meno di cinque ore, aprendo scenari inediti per chi vuole scoprire città meno battute dal turismo di massa ma ricche di fascino, come la capitale stiriana, patrimonio UNESCO e “City of Design”.

Il richiamo di Vienna nel periodo dell’Avvento

Da metà novembre a Natale, le più belle piazze di Vienna si trasformano in mercatini natalizi, riempiendo l’aria di profumi di cannella, mandorle tostate e vin brulé. Il Mercatino viennese di Gesù Bambino in Rathausplatz offre articoli da regalo, decorazioni per l’albero, prodotti artigianali e specialità culinarie, mentre l’enorme albero di Natale illuminato da migliaia di luci LED domina la piazza antistante il municipio neogotico. Tutto intorno, una grande pista di pattinaggio si snoda lungo il parco romanticamente illuminato, creando un’atmosfera che sembra uscita da un film.

Il mercatino davanti alla Reggia di Schönbrunn incanta con la sua ambientazione imperiale, offrendo artigianato tradizionale, decorazioni fatte a mano e un’ampia gamma di attività per famiglie. Ci sono giostre, una ruota panoramica, una ferrovia per bambini e laboratori dove imparare l’arte dell’artigianato locale. Il Villaggio natalizio presso il Castello del Belvedere conquista i visitatori grazie alla sua ambientazione barocca, mentre l’Art Advent sul Karlsplatz prevede commercio di oggetti d’arte e artigianato, installazioni artistiche, laboratori e gruppi musicali dal vivo.

Partire da Trieste nel pomeriggio significa arrivare a Vienna in serata, giusto in tempo per immergersi nella magia delle luci natalizie che illuminano ogni angolo della città. È un viaggio che ha il sapore della scoperta lenta, dove il treno diventa non un semplice mezzo di trasporto ma il pretesto per attraversare paesaggi, culture e tradizioni diverse.

Il corridoio Baltico-Adriatico e il futuro della mobilità europea

La Koralmbahn dà vita a un nuovo “asse del Sud”, più veloce e strategico, orientato verso l’Adriatico. Non si tratta solo di passeggeri: il traffico merci è già partito a novembre, con benefici diretti per il porto di Trieste. L’Austria rappresenta uno dei partner strategici del porto di Trieste: nel 2024 era il secondo Paese per traffico via ferro, con una quota pari al 19% del traffico complessivo e oltre 1.500 treni movimentati verso Wels, Vienna, Villach e Linz.

Con un investimento complessivo di circa 5,9 miliardi di euro, questa linea ferroviaria rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più importanti dell’Europa centrale degli ultimi decenni. La sua importanza va oltre i confini nazionali: fa parte del corridoio Baltico-Adriatico, un’arteria strategica che collega i porti del Nord Europa con il Mediterraneo. Con 26 collegamenti giornalieri tra Vienna e Klagenfurt, 33 tra Vienna e Graz, la rete ferroviaria austriaca diventa più flessibile e capillare, offrendo alternative concrete all’automobile e agli aerei regionali.

L’impatto ambientale è significativo: ogni tonnellata trasportata su rotaia produce fino a trenta volte meno anidride carbonica rispetto al trasporto su gomma. In un’epoca in cui le Alpi soffrono l’inquinamento da traffico pesante e le città cercano soluzioni per ridurre le emissioni, questa linea offre un modello concreto di mobilità sostenibile.

Un ponte tra due mondi

La storia ferroviaria tra Trieste e Vienna ha radici profonde. Durante l’impero austro-ungarico, questi binari erano arterie vitali che collegavano il principale porto imperiale con la capitale. Oggi, dopo decenni di frammentazione politica e infrastrutturale, quel legame si ricompone con tecnologie moderne ma con lo stesso spirito: favorire gli scambi, le relazioni, la comprensione reciproca.

A bordo dei Railjet ÖBB ci sono circa 500 posti a sedere distribuiti su tre livelli di servizio: First Class con 42 posti, Business Class con 6 posti ed Economy Class con 394 posti. Tutti i passeggeri hanno accesso a Wi-Fi gratuito, prese elettriche e un portale digitale con film e musica. È presente una carrozza ristorante con proposte della cucina austriaca, zone silenzio e aree dedicate alle famiglie. Il treno è attrezzato per il trasporto biciclette e garantisce servizi specifici per persone con mobilità ridotta.

I biglietti per il collegamento diretto Trieste-Vienna partono da un prezzo di 23,30 euro a tratta, con tariffe promozionali chiamate “Sparschiene” soggette a disponibilità limitata. Prenotare con anticipo permette di ottenere le migliori condizioni, con possibilità di acquisto fino a sei mesi prima della data di viaggio.

Il viaggio attraversa dieci fermate intermedie: Monfalcone, Trieste Airport, Cervignano-Aquileia-Grado, Udine, Tarvisio, Villach, Klagenfurt, Graz, Bruck an der Mur e Vienna Meidling. Ogni stazione è un potenziale punto di sosta, un invito a scoprire città e borghi che meritano più di uno sguardo dal finestrino. Udine con il suo castello, Villach con le sue terme, Graz con il centro storico patrimonio dell’umanità: sono tappe che trasformano il viaggio in esperienza, il movimento in conoscenza.

L’inaugurazione ufficiale si è svolta il 13 dicembre 2025 con la partecipazione del Presidente federale Alexander Van der Bellen, del Cancelliere Christian Stocker e del Ministro Andreas Babler. Il treno è partito da Graz alle 11:00 ed è arrivato a Klagenfurt alle 11:38, accolto da cittadini e dallo staff delle ferrovie ÖBB. Per l’evento inaugurale sono state registrate oltre 5.500 prenotazioni, con diversi treni prossimi al tutto esaurito.

Verso una rete europea integrata

La Koralmbahn non è un progetto isolato. È parte di una visione più ampia che vede l’Europa costruire infrastrutture capaci di competere con il trasporto aereo sulle medie distanze. In futuro, l’integrazione con il Semmering-Basistunnel, prevista entro il 2030, renderà l’intero corridoio ancora più efficiente, riducendo ulteriormente i tempi di viaggio verso Vienna e oltre.

Quello che accade tra Trieste e Vienna è un modello che potrebbe essere replicato in altri contesti alpini: investire in infrastrutture ferroviarie di qualità significa offrire alternative concrete all’automobile, ridurre l’impatto ambientale, rivitalizzare economie locali e connettere comunità che la geografia ha separato ma la storia ha sempre tenuto vicine.

Salire su questo treno significa attraversare non solo montagne e vallate, ma anche la frontiera invisibile tra due modi di concepire lo spazio europeo: uno frammentato in confini nazionali, l’altro fluido e interconnesso. La ferrovia, in questo senso, è molto più di un insieme di rotaie e convogli: è uno strumento politico, un manifesto culturale, una dichiarazione d’intenti sul futuro che vogliamo costruire.