Tra le tante domande che ci poniamo sulle relazioni, ce n’è una che attraversa culture e generazioni: perché alcune persone tradiscono mentre altre restano fedeli? La risposta potrebbe risiedere in un tratto della personalità che molti considerano romantico e desiderabile: la tendenza a innamorarsi facilmente e frequentemente.

Immaginate di camminare per strada e incrociare lo sguardo di uno sconosciuto. In pochi secondi, il vostro cervello inizia già a immaginare una vita insieme, a pianificare conversazioni profonde, a fantasticare su un futuro condiviso. Per alcuni è solo un gioco mentale innocuo, per altri è un pattern ricorrente che definisce il loro approccio all’amore. Gli studiosi chiamano questo fenomeno “emofilia”: la propensione psicologica a sviluppare sentimenti romantici con rapidità e frequenza.

La scienza dietro l’emofilia e il tradimento

Recenti studi condotti in Scandinavia hanno iniziato a sollevare interrogativi inquietanti su questa caratteristica apparentemente innocua. Ricerche su oltre 2.600 partecipanti provenienti da Svezia e Norvegia hanno esaminato la correlazione tra la facilità nell’innamorarsi e comportamenti infedeli, aprendo un dibattito che sfida le nostre concezioni romantiche dell’amore a prima vista.

I risultati suggeriscono una connessione preoccupante: chi si innamora con facilità sembra essere più esposto al rischio di sviluppare legami romantici al di fuori della relazione principale. Ma la questione è più complessa di quanto appaia. Non si tratta di un verdetto definitivo che condanna gli “innamorati cronici” all’infedeltà. Piuttosto, emerge un’ambiguità affascinante: è l’emofilia a causare il tradimento, o chi tradisce tende a reinterpretare retrospettivamente le proprie scelte come manifestazioni d’amore?

La domanda non è banale. Alcuni esperti suggeriscono che le persone con una storia di molteplici relazioni o tradimenti potrebbero razionalizzare il proprio comportamento convincendosi di essere state innamorate ogni volta, perché è socialmente più accettabile attribuire le proprie azioni all’amore piuttosto che all’impulsività o alla ricerca di novità.

Il mosaico della personalità infedele

La ricerca psicologica ha identificato diversi tratti individuali associati all’infedeltà: bassa coscienziosità, elevata estroversione, bassa amicalità, oltre a caratteristiche della “triade oscura” come narcisismo, machiavellismo e psicopatia. Ma l’emofilia aggiunge un tassello inedito a questo puzzle.

Quando una persona si innamora facilmente, il meccanismo psicologico sottostante potrebbe essere legato alla ricerca costante di intensità emotiva. Questi individui potrebbero vivere le relazioni come una montagna russa di emozioni, dove l’attrazione iniziale rappresenta il momento più esaltante. Una volta che quella fase si attenua – come inevitabilmente accade in ogni rapporto di lunga durata – potrebbero sentirsi spinti a cercare quella stessa intensità altrove.

Studi specifici sui sottotipi di personalità hanno rivelato che l’ascendenza sociale (un aspetto dell’estroversione), la ricerca di eccitazione e l’instabilità emotiva sono tra i predittori più forti di comportamenti infedeli. L’emofilia si inserisce perfettamente in questo quadro: chi si innamora spesso potrebbe possedere una maggiore apertura alle esperienze e una tendenza all’impulsività emotiva.

Il paradosso dell’amore romantico

C’è qualcosa di profondamente ironico in questa scoperta. La nostra cultura celebra l’amore romantico, l’innamoramento folgorante, la passione travolgente. Film, canzoni e romanzi esaltano chi “cede” ai sentimenti, chi si lascia trasportare dall’amore senza riserve. Eppure, questa stessa propensione potrebbe essere un fattore di rischio per la stabilità delle relazioni a lungo termine.

L’infedeltà è riconosciuta come la causa più comune di rottura nelle relazioni in culture diverse, con conseguenze devastanti non solo per la coppia ma anche per il benessere psicologico individuale. Chi scopre di essere stato tradito può sviluppare sintomi depressivi, bassa autostima e, in alcuni casi, persino sintomi simili al disturbo da stress post-traumatico.

Ma il tradimento non è mai una questione semplice di causa ed effetto. I fattori predittivi dell’infedeltà si dividono in tre categorie: caratteristiche individuali, dinamiche di coppia e fattori contestuali. Una persona con emofilia elevata potrebbe restare fedele se la relazione è soddisfacente e se le circostanze non offrono opportunità di tradimento. Al contrario, qualcuno senza questa caratteristica potrebbe tradire in presenza di insoddisfazione relazionale o tentazioni particolari.

Quando l’innamoramento diventa una fuga

Psicologi e terapeuti di coppia hanno osservato un pattern ricorrente: alcune persone utilizzano l’innamoramento come meccanismo di evitamento. Invece di affrontare i problemi nella relazione attuale, si rifugiano nell’eccitazione di un nuovo interesse romantico. Questa dinamica è particolarmente insidiosa perché si maschera da “amore autentico”, quando in realtà potrebbe essere una forma di fuga emotiva.

Ricerche che utilizzano algoritmi di machine learning hanno identificato la soddisfazione relazionale, l’amore, il desiderio e la durata della relazione come i predittori più affidabili sia dell’infedeltà fisica che di quella online. Questo suggerisce che, indipendentemente dalla tendenza all’emofilia, la qualità della relazione primaria rimane il fattore più critico.

La questione si complica ulteriormente nell’era digitale. Le app di incontri e i social media hanno moltiplicato le opportunità di connessione romantica, rendendo più facile per chi possiede emofilia elevata incontrare potenziali partner. Quello che una volta richiedeva circostanze particolari ora è accessibile con un semplice swipe sullo schermo dello smartphone.

Prospettive culturali sull’amore e il tradimento

Le statistiche sull’infedeltà variano significativamente tra paesi, con la Thailandia che registra oltre il 50% di ammissioni di tradimento, seguita da Francia con circa il 43%, mentre in Norvegia i tassi sono leggermente inferiori ma comunque significativi. Queste differenze suggeriscono che fattori culturali, norme sociali e atteggiamenti verso la monogamia giocano un ruolo cruciale.

In alcune società, l’infedeltà è vista con maggiore indulgenza, quasi come un aspetto inevitabile delle relazioni umane. In altre, rimane un tabù assoluto che può distruggere reputazioni e famiglie. Ma in tutte le culture, c’è una tensione fondamentale tra il desiderio di stabilità e sicurezza emotiva e l’attrazione verso la novità e l’eccitazione.

Costruire relazioni consapevoli

Cosa significa tutto questo per chi si riconosce come “innamorato cronico”? La consapevolezza è il primo passo. Riconoscere la propria tendenza a sviluppare sentimenti romantici facilmente non è una condanna, ma un’opportunità di autoconoscenza e crescita personale.

Sebbene le caratteristiche individuali siano importanti, i fattori relazionali tendono ad essere predittori più forti dell’infedeltà. Questo significa che investire nella comunicazione, nella soddisfazione reciproca e nell’intimità emotiva può controbilanciare eventuali predisposizioni personali.

Per chi è in coppia con una persona che si innamora facilmente, la chiave non è la sorveglianza o il controllo, ma piuttosto la costruzione di una relazione che nutra costantemente la connessione emotiva e l’eccitazione reciproca. Questo può includere esperienze condivise nuove, comunicazione aperta sui bisogni emotivi, e un impegno consapevole a mantenere vivo l’interesse reciproco.

Oltre le etichette: la complessità dell’amore umano

In definitiva, la connessione tra emofilia e infedeltà ci ricorda che l’amore umano è straordinariamente complesso. Non esistono formule semplici o verdetti definitivi. Una persona che si innamora facilmente non è automaticamente destinata a tradire, così come qualcuno che sviluppa sentimenti lentamente non è immune dall’infedeltà.

La vera questione è come navighiamo la tensione tra i nostri impulsi emotivi e i nostri impegni relazionali. Come bilanciamo il desiderio di novità con il valore della stabilità. Come onoriamo sia la nostra natura emotiva che le promesse fatte alle persone che amiamo.

Forse la lezione più importante di questa ricerca non è di temere l’innamoramento facile, ma di sviluppare una maggiore consapevolezza dei nostri pattern emotivi e di come questi influenzano le nostre scelte relazionali. Solo attraverso questa consapevolezza possiamo costruire relazioni autentiche, soddisfacenti e durature – sia che ci innamoriamo al primo sguardo o che l’amore cresca lentamente nel tempo.