Palazzo Citterio ospita “Rewind”, la mostra che celebra l’autore milanese a cinque anni dalla scomparsa. Un viaggio attraverso quattro decenni di scatti iconici, dalle copertine di moda ai ritratti delle personalità del nostro tempo. Per la prima volta esposti anche poesie e scritti inediti.

Milano si prepara ad accogliere uno dei suoi figli più illustri. Dal 30 gennaio al 26 luglio, Palazzo Citterio dedica una retrospettiva monumentale a Giovanni Gastel (1955-2021), il fotografo che ha saputo trasformare la moda italiana in arte e l’eleganza milanese in linguaggio universale. La mostra “Rewind”, curata da Uberto Frigerio, non segue il filo della cronologia ma quello dell’emozione: oltre 250 immagini compongono un mosaico intimo e spettacolare insieme, dove ogni scatto è un frammento di quella Milano che Gastel ha immortalato e, in qualche modo, reinventato.

Lo sguardo di un aristocratico della luce

Nipote di Luchino Visconti, nato in via della Spiga da Ida Visconti di Modrone e Giuseppe Gastel, Giovanni cresce tra salotti intellettuali e compagnie teatrali. A dodici anni recita già in spettacoli sperimentali, a sedici pubblica la sua prima raccolta di poesie, “Kasbah”. Ma è con la fotografia che trova la sua voce definitiva. “Fotografare è una necessità e non un lavoro”, diceva. “Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”.

La svolta arriva nel 1981, quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa la sua agente e lo introduce nel mondo della moda. Da allora, collabora con Vogue Italia, Elle, Vanity Fair, firmando campagne per Versace, Dior, Trussardi, Tod’s. Il suo nome compare accanto a quelli di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz. Eppure, Gastel resta diverso: mai urlato, mai invadente. La sua cifra è l’eleganza silenziosa, quella che Harper’s Bazaar USA definì “l’ambasciatore di Milano per eccellenza, il più internazionale e il più elegante”.

Un percorso emozionale tra immagini e parole

“È stato Giovanni stesso a guidarci in tutta la mostra”, racconta il curatore Uberto Frigerio. “La ricerca del materiale tra testi e appunti privati è stata condotta con l’intento che fossero le sue parole a raccontare ogni frammento della sua vita, come capitoli emotivi”. Il risultato è un’esposizione che parla tanto agli occhi quanto all’anima: accanto alle 140 fotografie inedite, ai celebri “Fondi oro” e alle Polaroid 20×25, trovano spazio oggetti personali, strumenti di lavoro, poesie e scritti mai mostrati prima. Perché Gastel non era solo un fotografo: era un poeta che usava la luce al posto delle parole.

Il percorso espositivo, allestito da Gianni Fiore, attraversa quarant’anni di carriera: dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più sperimentali, dai ritratti di Barack Obama, Ettore Sottsass, Roberto Bolle alle campagne che hanno definito l’estetica della moda italiana. Gastel fu tra i pochissimi fotografi italiani a sperimentare la post-produzione digitale già negli anni Novanta, intuendo le potenzialità creative del nuovo mezzo senza mai abbandonare l’artigianalità del banco ottico.

Milano nel sangue, Milano nell’obiettivo

“A cinque anni esatti dalla scomparsa”, afferma Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera, “l’idea di celebrare non solo la carriera da fotografo, ma in primis la persona di Giovanni, mi sembra il modo migliore di rendere onore a un grande artista che ha saputo essere libero e creativo, e che tutti ricordano per l’umanità e l’empatia con cui si relazionava con gli altri”.

Perché Milano non fu per Gastel soltanto un luogo, ma una matrice culturale. Cresciuto tra l’aristocrazia dei Visconti e la borghesia industriale milanese, tra cultura e pragmatismo, ha incarnato lo spirito della città: rigoroso e audace insieme. Il suo impegno sociale — con Progetto Itaca Milano e la campagna per lo IEO di Umberto Veronesi — testimonia un legame che andava oltre la professione. Nel 2022, il Comune di Milano gli ha intitolato il Liceo Artistico Statale “Giovanni Gastel”.

Gastel ci ha lasciati il 13 marzo 2021, stroncato dal Covid-19 all’Ospedale Fiera di Milano. Aveva 65 anni. Questa mostra è il modo in cui Milano lo riabbraccia, restituendogli quella dimensione pubblica che lui ha sempre abitato con discrezione e generosità. Come scriveva nelle sue poesie, “guardare è per me un atto creativo che deve dare inizio alla generazione di un nuovo reale simbolico”. E così, tra le sale di Palazzo Citterio, il visitatore non osserva soltanto: ascolta. Ascolta la voce di un maestro che ha saputo rendere eterna la bellezza di un istante.

Informazioni pratiche

Giovanni Gastel. Rewind
Dove: Palazzo Citterio, via Brera 12, Milano
30 gennaio – 26 luglio 2026