Nel silenzio dei boschi brianzoli, dove il tempo sembra essersi fermato tra le fronde secolari, il Mulino di Anzano del Parco si prepara a rivivere la magia di un’epoca d’oro. Domenica 14 settembre, per la prima volta dopo quasi mezzo secolo, quella che Mogol chiamava affettuosamente “La grande casa” tornerà ad accogliere note e voci, aprendo le sue porte al pubblico per l’anteprima speciale di Quel Gran Genio, il festival dedicato al genio di Lucio Battisti.

È qui, tra queste mura impregnate di storia musicale, che tutti i dischi dell’etichetta “Numero Uno” di Lucio Battisti vennero incisi negli anni d’oro, quando artisti come Pooh, Formula 3 e lo stesso Battisti si ritrovavano in questa comune musicale immersa nel verde. L’atmosfera che si respira ancora oggi è quella descritta dallo stesso Mogol nel celebre verso de “Il mio canto libero”: “boschi abbandonati e perciò sopravvissuti vergini si aprono, ci abbracciano”.

Un’equazione d’arte per celebrare il sodalizio eterno

L’evento del 14 settembre vedrà protagonisti Gianmarco Carroccia e Mogol in un concerto intitolato “Emozioni”, ma l’omaggio al duo creativo più rivoluzionario della musica italiana si arricchisce di un elemento visivo straordinario. L’artista Riccardo Gaffuri ha creato appositamente per l’occasione un’opera della serie Duels che trasforma il sodalizio Mogol-Battisti in una potente equazione simbolica: E = mb² (Emozioni = Mogol Battisti al quadrato).

Una formula che racchiude in sé tutta la forza espressiva di una collaborazione che ha segnato generazioni, restituendo in chiave contemporanea l’energia creativa di due artisti capaci di trasformare parole e musica in emozioni universali.

Milano si trasforma in un palcoscenico diffuso

Dal 26 al 29 settembre, Milano diventerà il teatro di una celebrazione che attraversa la città intera. La direzione artistica è affidata a Francesco Paracchini, che ha immaginato un percorso narrativo capace di restituire al pubblico “la forza innovativa della sua musica” attraverso location suggestive e spettacoli inediti.

Il festival si aprirà venerdì 26 con un’esperienza unica: un live acustico in movimento a bordo del Tram storico ATMosfera, dove le note di Battisti accompagneranno un viaggio per le vie del centro. La sera stessa, al Teatro del Buratto, Carlo Poddighe renderà omaggio ai legami artistici che hanno segnato la carriera del cantautore.

Il ritorno alle origini attraverso l’innovazione

Il festival nasce dalla convinzione che sia fondamentale continuare a ricordare e valorizzare Lucio Battisti, andando oltre l’etichetta di “cantautore pop” per riconoscerlo come uno dei più grandi innovatori della musica italiana. Un percorso che culminerà lunedì 29 settembre al Teatro Gerolamo con “Qualcosa che vale”, dedicato all’album “E già”, interpretato da Patrizia Cirulli.

Tra convegni, incontri e spettacoli, la manifestazione conferma il suo impegno a valorizzare Battisti in tutte le sue sfaccettature, celebrando non solo i grandi successi ma anche le sperimentazioni e quella capacità di rinnovarsi che ha segnato indelebilmente la storia della musica italiana.