Dieci anni di segreti possono logorare anche l’amore più intenso. “The Long Game” di Rachel Reid, sesto capitolo della serie Game Changers pubblicato da Carina Press nel 2022, riprende la storia di Shane Hollander e Ilya Rozanov là dove “Heated Rivalry” l’aveva lasciata: con due stelle dell’hockey professionistico innamorati ma nascosti al mondo. Dieci anni sono trascorsi dal loro primo incontro, sette passati tra incontri clandestini e tre in una relazione ufficialmente impegnata ma rigorosamente segreta. Il romanzo esplora con profondità inedita quanto possa pesare il silenzio forzato su una coppia, trasformando quello che dovrebbe essere un legame di gioia in una fonte costante di ansia e isolamento.
Il peso della depressione e l’asimmetria del sacrificio
Il libro segue un’intera stagione di hockey e si concentra principalmente sull’interiorità di Ilya, offrendo una rappresentazione sfumata della depressione, del lutto e dell’isolamento emotivo. Rachel Reid costruisce con sensibilità rara il viaggio psicologico di Ilya Rozanov, il giocatore russo degli Ottawa Centaurs che porta sulle spalle un fardello sempre più insostenibile. Ilya è tormentato da sogni ricorrenti di sua madre Irina, morta suicida quando lui aveva dodici anni, e alla fine cerca aiuto da una terapeuta, anche se inizialmente lo nasconde a Shane. La diagnosi di depressione che riceve non è un espediente narrativo ma un elemento centrale che permette all’autrice di esplorare come la malattia mentale interagisca con le pressioni della vita da atleta professionista e con il peso del segreto.
La rappresentazione della depressione nel romanzo è particolarmente apprezzata dai lettori per la sua autenticità: la condizione di Ilya non viene magicamente curata solo perché ha giorni migliori. Questo approccio realistico distingue “The Long Game” dalla maggior parte dei romance contemporanei, dove i problemi di salute mentale vengono spesso risolti troppo semplicemente. Reid mostra invece un percorso fatto di terapia, ricadute e piccoli progressi, rispecchiando la realtà di chi convive con la depressione.
Shane Hollander: l’uomo che sceglie troppo tardi
Se Ilya è il protagonista emotivo del libro, Shane Hollander rappresenta il punto critico della tensione narrativa. Shane rimane ossessivamente concentrato sulla conquista di un’altra Stanley Cup e sul consolidamento della sua eredità sportiva con Montreal, mentre le ambizioni hockeystiche di Ilya cominciano a passare in secondo piano, specialmente dopo essersi trasferito da Boston a Ottawa per essere più vicino a lui. La sua incapacità di vedere oltre il ghiaccio, di riconoscere la sofferenza del compagno, diventa fonte di frustrazione crescente sia per Ilya che per i lettori.
Il libro culmina in una discussione dolorosa in cui Ilya accusa Shane di mettere l’hockey davanti al loro rapporto. Questa accusa non è infondata: Shane ha trascorso dieci anni privilegiando la sua carriera e la sua immagine pubblica, costringendo Ilya a vivere ai margini della sua vita. L’evoluzione di Shane è lenta e faticosa, ma quando finalmente apre gli occhi sulla realtà del loro rapporto sbilanciato, le sue azioni diventano decisive.
Il coming out forzato e le sue conseguenze
Il dispositivo narrativo del coming out forzato potrebbe sembrare costruito, ma Reid lo radica perfettamente nei personaggi e nei temi del libro, rendendo evidente l’impossibilità di una vera privacy. Senza entrare nei dettagli per rispettare chi non ha ancora letto il romanzo, la modalità attraverso cui Shane e Ilya vengono scoperti scatena reazioni miste nei lettori: alcuni apprezzano la naturalezza dell’evento, altri avrebbero preferito che i protagonisti mantenessero il controllo della propria narrativa.
Publishers Weekly, nella sua recensione stellata, ha scritto che “i personaggi di Reid sono tutti affascinanti e sexy, e l’autrice mescola umorismo, hockey e messaggi positivi con grande abilità”. Questa valutazione cattura l’essenza del romanzo: nonostante la pesantezza emotiva di molte scene, Reid riesce a bilanciare il dramma con momenti di leggerezza genuina, sia attraverso l’ironia che caratterizza i dialoghi tra Shane e Ilya, sia grazie ai personaggi secondari che offrono supporto e prospettive diverse.
La costruzione di una famiglia scelta
Uno degli aspetti più riusciti di “The Long Game” è la rete di personaggi di supporto che circonda i protagonisti. I lettori hanno particolarmente apprezzato le scene in cui Shane e Ilya si prendono cura dei figli di Hayden e l’appuntamento doppio con Ryan e Fabian, momenti che mostrano come la coppia possa funzionare normalmente quando non è costantemente nascosta. Questi personaggi secondari non sono semplici comparse ma rappresentano diverse modalità di vivere la propria identità queer nel mondo dello sport professionistico.
La capacità di Ilya di costruire legami profondi con i suoi compagni di squadra, di diventare un capitano che si prende cura degli altri mentre lui stesso sta crollando, aggiunge strati di complessità al suo personaggio. Ilya è descritto come il battito cardiaco dell’intera serie, presente per supportare tutti a modo suo, e la sua amicizia con Troy e Harris rappresenta uno dei punti di forza emotivi del libro.
Una scrittura che sa dosare passione e profondità
Rachel Reid dimostra una maestria tecnica notevole nella gestione del tempo narrativo e dei punti di vista. L’autrice utilizza il tempo come uno degli elementi distintivi della sua scrittura, intrecciando eventi che i lettori hanno già incontrato in altri libri della serie con il percorso attuale dei protagonisti. Questa tecnica crea una sensazione di continuità e interconnessione che arricchisce l’esperienza di lettura per chi segue l’intera serie, pur mantenendo il romanzo accessibile anche a chi arriva direttamente a questa storia dopo aver letto solo “Heated Rivalry”.
Le scene intime tra Shane e Ilya non sono mai gratuite ma servono a illuminare aspetti del loro rapporto che le parole da sole non potrebbero comunicare. La loro vita sessuale riflette le dinamiche di potere, la vulnerabilità e l’intimità emotiva che caratterizzano la relazione in ogni suo aspetto.
Un finale che divide ma soddisfa
“The Long Game” è entrato nella lista dei bestseller di USA Today nel 2023, confermando l’attaccamento del pubblico a questi personaggi. Le reazioni al romanzo sono state polarizzate: alcuni lettori lo hanno trovato troppo angosciante, con troppa omofobia e sofferenza, mentre altri lo hanno considerato una rappresentazione realistica e necessaria delle sfide che le coppie queer affrontano, specialmente in ambienti tradizionalmente ostili come lo sport professionistico.
La decisione di Shane di lasciare Montreal per unirsi a Ilya a Ottawa rappresenta il gesto più significativo della sua evoluzione: finalmente mette la relazione al primo posto, accettando di sacrificare parte della sua eredità sportiva per costruire una vita condivisa. Questo sacrificio bilancia in qualche modo i dieci anni in cui è stato Ilya a fare tutte le concessioni.
Un romanzo che sfida e commuove
“The Long Game” non è una lettura leggera, e non pretende di esserlo. È un romanzo che chiede al lettore di confrontarsi con domande scomode: quanto è giusto sacrificare per amore? Chi decide cosa vale la pena nascondere e cosa no? Come si ricostruisce l’intimità quando il segreto è diventato la norma? Reid affronta questi temi senza offrire risposte facili, costruendo invece una narrazione che rispecchia la complessità delle relazioni reali.
Il romanzo è stato adattato in una serie televisiva di successo per Crave, con la seconda stagione che adatterà proprio “The Long Game”, testimoniando l’impatto culturale di questa storia che ha contribuito a rendere più visibile la narrativa queer sportiva.
Per chi cerca un romance che combini intensità emotiva, rappresentazione autentica della salute mentale e una storia d’amore che deve lottare non solo contro il mondo esterno ma anche contro le proprie dinamiche interne, “The Long Game” offre un’esperienza di lettura profonda e memorabile. Non è perfetto – alcuni lettori trovano Shane difficile da perdonare, altri avrebbero voluto un coming out diverso – ma è un romanzo coraggioso che porta il genere del romance sportivo queer verso territori più maturi e complessi.

The Long Game
di Rachel Reid



































