La pioggia scende sul palcoscenico, i riflettori esplodono, e il pubblico trattiene il fiato. È questo il momento — atteso, sognato, raccontato nelle file di persone che fin dall’autunno 2025 riempiono i teatri da Trieste a Roma — in cui Cantando sotto la pioggia si trasforma da ricordo collettivo in emozione viva. Il musical prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment e FdF GAT, con la regia e le coreografie di Luciano Cannito, è in tour nei principali teatri italiani fino all’aprile 2026, e a febbraio approda al Teatro Nazionale di Milano per quasi due settimane consecutive.

Un classico del cinema che sale sul palco con nuova energia

Tutto comincia nel 1952, quando Gene Kelly e Stanley Donen consegnano alla storia del cinema una delle sequenze più iconiche mai girate: un uomo in impermeabile che danza sotto la pioggia battente, cantando a squarciagola con la gioia incosciente di chi è appena innamorato. Settantatré anni dopo, quella stessa sequenza — ricreata con sorprendenti effetti speciali che, stando alle reazioni del pubblico nelle tappe già completate, lasciano davvero a bocca aperta — è al centro di una produzione italiana che non si limita a omaggiare il passato, ma lo reinterpreta con uno sguardo fresco e dichiaratamente comico.

La storia è quella che milioni di spettatori conoscono a memoria: Don Lockwood, star del cinema muto, e il fidato amico Cosmo Brown si trovano a dover trasformare un film in un successo del nascente cinema parlato. L’impresa si complica per colpa della co-protagonista Lina Lamont, la cui voce stridula rischia di affondare il progetto. A salvarli ci penserà la giovane e talentuosa Kathy Selden, prestando segretamente la sua voce. Una trama fatta di equivoci, ribaltamenti e ironia — ambientata nella Hollywood degli anni Venti, in piena transizione tecnologica e artistica.

Lorenzo Grilli, Flora Canto e Martina Stella: un cast che sa come conquistare il pubblico

Sul palco si alternano volti noti e talenti emersi da audizioni nazionali. Lorenzo Grilli e Flora Canto guidano il cast con l’energia di chi conosce il linguaggio del musical nei suoi codici più esigenti. Accanto a loro, Martina Stella — indimenticata interprete de L’ultimo bacio di Gabriele Muccino — porta in scena una presenza scenica capace di passare con disinvoltura dal registro drammatico a quello comico. Completano il quadro Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli, affiancati da un ensemble di quindici performer selezionati attraverso audizioni nazionali.

La scelta di Cannito di accentuare il tono comico e brillante dello spettacolo non è una concessione al facile intrattenimento: è una dichiarazione poetica. Come spiega nelle sue note di regia, la Hollywood degli anni Venti con il suo passaggio epocale dal muto al sonoro è uno sfondo che parla di resilienza degli artisti, della capacità di reinventarsi quando tutto cambia — temi che oggi risuonano con una forza particolare.

Un team creativo di livello internazionale dietro le quinte

A rendere credibile questa ambizione è un gruppo di professionisti di primo piano. Italo Grassi, già direttore degli allestimenti scenici del Teatro Comunale di Bologna e del Maggio Musicale Fiorentino, firma le scene con l’autorevolezza di chi ha firmato oltre 150 allestimenti internazionali. I costumi portano la firma di Silvia Califano, artista con una carriera costruita tra la Scala di Milano, il Teatro Massimo di Palermo e collaborazioni con coreografi come Mauro Bigonzetti.

Le luci sono affidate a Valerio Tiberi, nato a Spoleto — città del Festival dei Due Mondi — che nel 2014 ha debuttato a Broadway con la produzione italiana di Rugantino e nel 2024 ha firmato il disegno luci all’Opéra de Paris. Un nome che da solo è garanzia di rigore e visione. Il suono, invece, porta la firma di Franco Patimo, formatosi in oltre vent’anni di lavoro accanto a Gigi Proietti e con un curriculum che include decine di grandi musical italiani.

La direzione musicale è di Ivan Lazzara, vocal coach e musicista che ha accompagnato artisti al Festival di Sanremo e lavora stabilmente con le produzioni di Fabrizio di Fiore Entertainment. RDS 100% Grandi Successi è la radio ufficiale dello spettacolo.

Da Torino a Roma: una tournée che attraversa l’Italia

La nuova edizione italiana ha già percorso un tratto significativo del suo viaggio: dopo l’anteprima torinese, ha toccato Trieste, Firenze, Gorizia, Reggio Emilia, Assisi, Bolzano e Bologna. Tra le tappe ancora in programma, spiccano Milano al Teatro Nazionale dal 25 febbraio all’8 marzo 2026 e Roma al Teatro Brancaccio dal 15 al 26 aprile 2026. Nel mezzo, Ancona, Bari, Montecatini, Udine, Brescia, Vicenza e Padova.

Una geografia teatrale che racconta quanto questo titolo sappia ancora muovere le persone — letteralmente da un capo all’altro della penisola — e quanto il teatro musicale italiano, quando lavora con questa qualità produttiva, non abbia nulla da invidiare alle grandi capitali dello spettacolo mondiale.
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