Il supereroe di Gotham City ha fatto ritorno al cinema, questa volta interpretato dall’attore britannico Robert Pattinson e, come sempre.Nonostante vi siano diverse saghe dedicate al cavaliere oscuro, l’alter ego mascherato di Bruce Wayne riscuote ancora molto successo tra gli appassionati del genere. Ma perché un personaggio noto e già ampiamente rappresentato come quello di Batman è ancora così popolare tra il pubblico?

TherapyChat, ha cercato di rispondere a questa domanda spiegando quali sono gli aspetti psicologici che legano l’immaginario collettivo alla figura del supereroe.

Tendiamo a pensare a Wonder Woman, Captain America, Spiderman o Batman come a fantastici supereroi plasmati da fumettisti e perfezionati dai registi” – ha spiegato Aida Rubio, Head of Clinical Content di TherapyChat – “ma in realtà l’origine di questi personaggi con superpoteri va ricondotta all’immaginario collettivo, poiché queste figure non sono altro che la proiezione di paure, conflitti, aspettative e speranze della nostra società.”

Il bisogno di credere che ci sia qualcosa o qualcuno capace di risolvere i nostri problemi rappresenta quindi il motore propulsivo e creativo del supereroe. Nell’immaginario collettivo, infatti, figure fantastiche come quelle dei supereroi sono in grado di ristabilire la giustizia nel mondo. I supereroi moderni sono una sorta di simbolo che incarna i principali valori, norme, concetti e visioni del mondo. Creati a somiglianza delle persone comuni, questi sono la rappresentazione dei nostri più grandi sogni e aspirazioni e, allo stesso tempo, tendono ad evidenziare le nostre debolezze e imperfezioni.

Le battaglie di cui si fanno paladini gli eroi – continua l’esperta – sono una proiezione delle nostre sfide quotidiane e i loro superpoteri sono estensione della nostra forza interiore.”

Per questo motivo, la figura del supereroe funge da via di fuga dalla realtà e ci astrae da un mondo sempre più turbolento. I supereroi moderni, complessi e oscuri come Batman, forniscono una chiave di lettura importante della cultura in cui viviamo e ci aiutano a intravedere la società a cui aspiriamo.

In questo modello ideale ritorna in modo ricorrente anche il conflitto tra bene e male. Questa dualità non è frutto di una tendenza moderna, ma risale all’inizio della storia umana. Trattato dalla filosofia, dalla psicologia, dall’etica e, più recentemente, dal cinema, questo conflitto dualistico mostra chiaramente ciò che è considerato positivo e cosa negativo dalla società in un determinato momento storico. Presentata come una lotta tra entità opposte e incompatibili, la battaglia tra bene e male identifica i pensieri, i comportamenti e gli atteggiamenti che dovremmo evitare a tutti i costi perché nocivi per altre persone.

Questa dualità è ricorrente nella narrativa del supereroe perché ci permette di chiarire le norme, le regole e i limiti stabiliti dalla nostra società. All’interno di queste rappresentazioni i supereroi incarnano il bene e diventano un esempio di bontà, compassione e umanità, mentre i cattivi si fanno portatori dei valori negativi della società. Tuttavia, non è raro che il cinema proponga dilemmi morali, decisioni in cui il confine tra cosa sia giusto e cosa sbagliato non poi è così chiaro. Anche in questo caso, ci sentiamo così vicini a questo tipo di narrazione perché il cinema ci restituisce un’immagine perfetta, in grado di ritrarre l’evoluzione e il conflitto morale che ognuno di noi attraversa in particolari circostanze.

La popolarità e l’affezione al personaggio di Batman nasce quindi dal naturale e storico bisogno delle persone di vedersi riflessi in un’icona capace di proteggere e di rendere possibile tutto ciò che sogniamo.

La creazione di modelli superiori che mostrano ai cittadini comuni il modo giusto di comportarsi e che incoraggiano il perseguimento di un comportamento coraggioso e retto risale agli antichi greci. I supereroi, intesi in chiave moderna, sono quindi frutto di un meccanismo psicologico che trascende le epoche. Quello che cambia, oggi, è che i supereroi moderni – beniamini come Batman – sono rappresentati con sempre più imperfezioni nel tentativo di evidenziare l’importanza di abbracciare le nostre debolezze. Anche il cattivo, inteso come antitesi dell’eroe, ha infatti cambiato la sua morfologia nel tempo: la sua figura non è più solo rappresentazione del male in senso assoluto ma incarna anche gli anti-valori contro cui tutti noi combattiamo e per cui ci sentiamo in conflitto. Se i supereroi e i loro nemici riscuotono ancora tanto successo, perciò, è perché attraverso la loro conflittualità si riflette la complessità della natura umana. Dentro ognuno di noi vi è un eroe e un cattivo, da alimentare o frenare, ed è in figure come quella di Batman che troviamo la nostra migliore rappresentazione e in cui tendiamo per questo a rifugiarci“- conclude l’Head of Clinical Content di TherapyChat.