C’è un palazzo nel cuore di Milano che custodisce, tra le sue pietre cinquecentesche, storie d’amore e di potere, leggende di monache e di banchieri, cicatrici di guerra e rinascite. Si affaccia su Piazza della Scala, guarda il teatro come un antico vicino di casa illustre, e per secoli ha tenuto le sue sale più preziose lontane dagli occhi della città. Da domenica 1° marzo, Palazzo Marino apre le sue porte ogni prima domenica del mese, entrando ufficialmente nel circuito della “Domenica al museo” grazie alla collaborazione con Fondazione Bracco. L’ingresso è libero e gratuito, su prenotazione, per tutti i milanesi e i turisti che vogliano finalmente varcare quella soglia istituzionale e scoprire cosa si nasconde oltre il portone del Comune.
Un palazzo nato da una storia d’amore, tra leggenda e storia
Per capire cosa significa entrare a Palazzo Marino, bisogna tornare al 1557, quando Tommaso Marino, ricco banchiere genovese trapiantato a Milano, decise di costruire qualcosa di straordinario. La leggenda vuole che fosse innamorato di una nobildonna veneziana incontrata nei pressi della chiesa di San Fedele, e che il padre di lei avesse posto come condizione per le nozze la costruzione di un palazzo degno delle residenze lagunari. Vera o no, quella storia d’amore partorì uno dei più ambiziosi progetti architettonici del Rinascimento lombardo: Galeazzo Alessi, architetto perugino già celebre a Genova, fu convocato appositamente a Milano per dar forma al sogno del conte. I lavori iniziarono il 4 maggio 1558 e portarono in città uno stile del tutto nuovo, con cortili scenografici, loggiati decorati con le imprese di Ercole e le Metamorfosi di Ovidio, e un salone d’onore affrescato con le Nozze di Amore e Psiche.
I milanesi, però, non accolsero benevolmente quello sfarzo. Quando nel 1560 Marino ottenne il permesso di aprire una nuova strada che avrebbe collegato il palazzo a Piazza Mercanti, il malcontento popolare riuscì addirittura a bloccare i lavori. Era un palazzo che divideva, fin dalle fondamenta.
Dalla dimora privata alla sede del Comune: cinque secoli di storia cittadina
La fortuna dei Marino si rivelò effimera quanto grandiosa. Alla morte di Tommaso, i debiti accumulati travolsero gli eredi, e il palazzo passò di mano in mano — agli Omodei, agli spagnoli, agli austriaci — prima di tornare allo Stato nel 1781, grazie all’intervento di Pietro Verri. Il completamento della facciata su via Case Rotte avvenne sotto la supervisione di Giuseppe Piermarini, mentre la facciata su Piazza della Scala — quella che oggi tutti conoscono — fu realizzata solo alla fine dell’Ottocento dall’architetto Luca Beltrami.
Il 19 settembre 1861, poco dopo l’Unità d’Italia, Palazzo Marino diventò ufficialmente sede del Comune di Milano. Da allora, è la casa di tutti i milanesi — anche se molti non ci hanno mai messo piede. La storia, però, non fu avara di prove: nell’agosto del 1943 i bombardamenti devastarono il salone d’onore, distruggendo per sempre l’affresco della volta con le Nozze di Amore e Psiche. Il restauro, completato nel 1954, restituì alla città un palazzo rinato, simbolo di una metropoli capace di ricominciare.
La Sala Marra e il filo con i Promessi Sposi
Tra le sale che i visitatori potranno scoprire, una in particolare porta con sé un brivido letterario. La Sala Marra, situata nella parte più antica dell’edificio, è il luogo dove la tradizione vuole sia nata nel 1575 Marianna de Leyva: la stessa che, costretta a prendere i voti, divenne la tormentata Gertrude, la Monaca di Monza immortalata da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Era nipote del conte Tommaso Marino, e fu proprio tra quelle mura che iniziò la sua storia. Visitare quella sala significa, in qualche modo, toccare la carta su cui Manzoni scrisse uno dei personaggi più oscuri e affascinanti della letteratura italiana.
Come funzionano le visite: prenotazione obbligatoria e guide professioniste
Le visite si svolgeranno su prenotazione obbligatoria tramite il portale dedicato (https://palazzomarinomilano.madeticket.it/it/shop/biglietti) e richiederanno la presentazione di un documento d’identità valido. Le guide professioniste sono formate da Civita Mostre e Musei, società specializzata nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Il percorso dura circa 75 minuti e prevede partenze ogni 30 minuti, dalle 14.30 alle 16.30. I visitatori attraverseranno il Cortile e il Loggiato d’Onore, la Sala Alessi con i suoi affreschi mitologici delle Nove Muse, l’Aula del Consiglio comunale e la stessa Sala Marra.
“Palazzo Marino non è solo la casa del Sindaco e di tutti i milanesi e le milanesi” ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala, “ma è un palazzo ricco di arte e di storia, dove la vita della città è raccontata attraverso i protagonisti che lo hanno abitato fin dal principio.” Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco, ha sottolineato come “la bellezza generi benessere e conoscenza” e come il progetto rappresenti un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato.
Una domenica diversa, nel palazzo che racconta Milano
C’è qualcosa di simbolico nel fatto che un palazzo nato come dimora privata di un uomo potentissimo e inviso ai milanesi diventi oggi il luogo più accessibile della città, aperto a chiunque voglia entrare senza pagare un biglietto. La “Domenica al museo”, promossa dal Ministero della Cultura, ha già trasformato il rapporto tra i cittadini e i grandi musei civici e statali. Ora tocca anche a questo edificio cinquecentesco, con le sue storie di amore e potere, di guerra e rinascita, di monache e banchieri. Una domenica al mese, dalle 14.30, Milano offre ai suoi abitanti qualcosa di raro: il tempo per fermarsi, varcare una soglia familiare eppure sconosciuta, e ascoltare quello che le pietre hanno da dire.
Per prenotare: https://palazzomarinomilano.madeticket.it/it/shop/biglietti

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