In zona Tortona, Fiore si presenta come un wine bar che rifugge le mode passeggere per abbracciare una filosofia di sostanza. Il locale è frutto della visione condivisa di Alberto Bloise, fondatore dell’agenzia Cultivar, Luca Fiore e Giorgio Miccoli, nomi noti della scena musicale grazie all’etichetta Ultimo Tango, e Alessio Cuozzo, attivo nel mondo della moda. Questa squadra di creativi ha dato vita a uno spazio che mescola con intelligenza vino, cucina e musica, senza cercare di essere un format replicabile ma puntando sull’identità milanese più genuina.

L’architettura di Fiore: radica, acciaio e luci soffuse per un ambiente senza tempo

Lo studio Parasite 2.0, già distintosi per il progetto del ristorante Sandì, ha firmato architettura e interni di Fiore con una visione precisa: creare qualcosa di senza tempo, lontano dalle tendenze che inondano Instagram. Gli architetti Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo hanno lavorato a stretto contatto con il team di Cultivar, traducendo in materia la loro esperienza nei bar più esclusivi del mondo. Il risultato è uno spazio che gioca su contrasti materici raffinati: radica di legno, acciaio grezzo e un sistema di illuminazione studiato nei minimi dettagli. L’atmosfera che si respira è quella di un luogo pensato per durare nel tempo, dove ogni elemento dialoga con gli altri senza sovrapposizioni inutili. Il design non urla ma sussurra, lasciando spazio al vino e alle persone di essere protagonisti della scena.

Una cantina da oltre trecento etichette curata da un newyorkese innamorato dell’Italia

Il vero tesoro di Fiore risiede nella carta dei vini, che conta oltre 300 etichette provenienti da Italia, Francia e resto del mondo. A curarla è Luis Turano, sommelier trentunenne newyorkese che ha fatto le ossa alla leggendaria Ostreria Fratelli Pavesi vicino Piacenza, tempio della cucina emiliana e dei vini naturali con riconoscimento Bib Gourmand Michelin. La selezione privilegia i vini naturali ma non si limita a essi, con una fascia di prezzo pensata per essere accessibile e democratica. Turano ha costruito una proposta che sa parlare tanto agli appassionati quanto a chi si avvicina per la prima volta a questo universo. Ad affiancare il vino, tre cocktail alla spina realizzati in collaborazione con Freni e Frizioni, storico cocktail bar romano: Spritz, Paloma e Americano, preparazioni pronte che mantengono alta la qualità senza compromessi.

La cucina di Fiore: semplicità d’autore con la consulenza dello chef Aldo Ritrovato

Il menu di Fiore è snello, di sostanza, e cambia ciclicamente seguendo prodotti e stagionalità. A studiarlo insieme al team è stato lo chef Aldo Ritrovato, titolare della celebrata Gastronomia Stadera in zona Crocetta, un nome che ha lasciato la stella Michelin conquistata a IT Milano per aprire un progetto più personale e popolare. In carta si trovano taglieri di salumi e formaggi (15 euro), toast (12 euro), hummus con radicchio (12 euro), carciofo gratinato con fonduta di pecorino (10 euro) e carciofo alla romana (10 euro). Il piatto forte è l’insalata di gallina (14 euro), una preparazione che testimonia l’attenzione alle materie prime di territorio selezionate con rigore. Il menu è destinato ad ampliarsi con proposte che guardano al mondo: dagli hot-dog con Champagne serviti a mezzanotte durante i weekend, alle ostriche con salsiccia, abbinamenti arditi che strizzano l’occhio alla tradizione francese dei bistrot più audaci.

Musica e convivialità: quando il wine bar diventa luogo di aggregazione

Fiore non vuole definirsi listening bar, ma la musica è parte integrante del progetto. Una postazione modulare ospita dj set curati da selector musicali attenti, che non si limitano al weekend ma animano le serate durante tutta la settimana. L’idea è quella di un bar di quartiere fatto bene, dove si può passare per un calice di vino al termine della giornata lavorativa, fermarsi a cena o semplicemente lasciarsi trasportare dalle atmosfere notturne. Il locale si inserisce in Via SAvona con discrezione ma carattere, portando nel tessuto urbano milanese un punto di riferimento per chi cerca autenticità senza rinunciare alla qualità. Non è un posto dove ostentare, ma dove stare bene, godendosi un bicchiere di vino naturale in compagnia, ascoltando musica selezionata con cura e assaggiando piatti che rispettano le stagioni e i produttori del territorio.