Mancano ormai poche settimane all’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, e dietro le quinte si muove un esercito di diciottomila volontari che rappresenta molto più di una semplice forza lavoro: è l’anima stessa dell’evento, il suo volto umano, la voce che accoglierà il mondo sulle nostre montagne e nelle nostre città.

Un’Italia che parla novantaquattro lingue

I numeri del programma Team26 raccontano una storia sorprendente di partecipazione globale. Quasi centotrentamila candidature sono arrivate da oltre 170 paesi per contendersi i diciottomila posti disponibili: una competizione più serrata di quella che si svolgerà sulle piste da sci. Chi sono questi volontari? Vengono da 94 nazionalità diverse: dopo l’Italia, guidano la classifica Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Un mosaico di lingue, culture ed esperienze che trasformerà le sedi olimpiche in un laboratorio di incontro tra popoli.

La giovinezza come motore

Quasi uno su due ha meno di trentacinque anni: è questa la cifra generazionale di Team26, un’iniziativa che però riesce a unire le età, coinvolgendo anche volontari più maturi. Il 58% porta con sé esperienze pregresse nel volontariato sportivo, mentre per il restante 42% sarà un debutto assoluto in questo mondo. Un dato colpisce: durante la fase di selezione, il 46% dei candidati si è dichiarato disponibile per entrambi gli eventi, Olimpici e Paralimpici, dimostrando un impegno che va oltre la vetrina dei grandi nomi dello sport.

La parità raggiunta

C’è un traguardo già conquistato prima ancora che inizino le gare: il 51% dei volontari è donna, un equilibrio perfetto che rispecchia i valori di inclusione proclamati dal movimento olimpico. Non è un dettaglio statistico, ma il segno tangibile di come lo sport possa essere terreno di uguaglianza concreta, non solo di dichiarazioni d’intenti.

L’attesa che cresce

Mentre l’Italia si prepara ad accogliere atleti da tutto il mondo, questi diciottomila volontari completano la loro formazione, studiano i protocolli, immaginano i volti che incontreranno. Saranno loro a guidare gli spettatori, a risolvere i piccoli problemi quotidiani, a regalare sorrisi nelle giornate più fredde. Saranno loro a far sentire casa chi casa non è, a tradurre non solo le lingue ma anche le emozioni di un evento che segnerà la storia sportiva del paese.