C’è un momento, entrando nella grande sala dell’organo dell’Istituto dei Ciechi di Milano, in cui smetti di capire dove finisce il mondo e dove cominci tu. I cinque velari monumentali si animano davanti ai tuoi occhi, paesaggi che si auto-generano, suoni che si stratificano e si moltiplicano ad ogni passo. Non sei uno spettatore. Sei parte di qualcosa di vivo. È questa l’esperienza che Geely Auto ha scelto di portare alla Milano Design Week 2026: non uno stand, non un’auto su un piedistallo, ma un’installazione immersiva che pone domande filosofiche sul rapporto tra essere umano, tecnologia e natura.
L’installazione “Anima Mundi” trasforma la Design Week in un manifesto culturale
Anima Mundi. A Visionary Impulse, progettata dallo studio multidisciplinare Dotdotdot, è visitabile fino al 26 aprile negli spazi della Fondazione Istituto dei Ciechi in Via Vivaio 7, nel cuore del Porta Venezia Design District. Il progetto nasce da una collaborazione tra un brand automobilistico cinese in rapida espansione internazionale e uno studio italiano specializzato nella creazione di ambienti narrativi esperienziali, con una metodologia che unisce storytelling, tecnologia interattiva e co-design.
L’installazione non si limita a stupire visivamente. Ogni presenza umana all’interno dello spazio genera e modifica specifici paesaggi sonori: più persone entrano, più l’ecosistema audiovisivo si intensifica, fino a raggiungere momenti di climax collettivo. Il suono – un battito profondo e pulsante che evoca una vibrazione terrestre primordiale – è il vero dispositivo guida dell’esperienza, pensato non a caso per una sala nata nell’istituto dedicato a chi non vede. “L’ascolto accompagna la comprensione del visivo, attivando un piano percettivo ed emotivo più che cognitivo”, spiega Laura Dellamotta, General Manager e co-founder di Dotdotdot.
Il concetto di “Rinascimento Tecnologico” ridefinisce il ruolo dell’innovazione automobilistica
Dietro la poetica dell’installazione c’è una visione industriale e culturale precisa. Geely Auto, gruppo con sede a Hangzhou in Cina e parte di Zhejiang Geely Holding Group, ha scelto il concetto di Rinascimento Tecnologico come filo conduttore della propria presenza in Italia, avviata nel 2025. Un’etichetta ambiziosa, ma non priva di sostanza: nel 2025 il gruppo ha raggiunto vendite cumulative di oltre 3 milioni di unità, con una crescita anno su anno del 39%, e le vendite di veicoli a nuova energia hanno superato 1,6 milioni di unità, con un incremento del 90%.
Il messaggio che Geely vuole trasmettere attraverso Anima Mundi non riguarda però i numeri, ma un cambio di paradigma: la tecnologia non come promessa astratta, ma come strumento di connessione tra persone, specie e ambienti. L’installazione rende tangibile, attraverso l’esperienza sensoriale, una visione dell’innovazione in cui l’essere umano non è al centro in senso dominante, ma in armonia con ciò che lo circonda – ecosistema, natura, altre specie.
Milano come laboratorio: perché i brand globali scelgono il design per parlare di futuro
La scelta della Milano Design Week come palcoscenico non è casuale. Negli ultimi anni, l’evento milanese – che attrae oltre 300.000 visitatori da tutto il mondo – è diventato uno dei luoghi privilegiati in cui l’industria automobilistica ridefinisce la propria identità culturale, ben oltre i confini del Salone dell’Auto. BMW, Lexus, Mercedes-Benz, ma anche brand emergenti del settore elettrico, hanno trasformato il Fuorisalone in un campo di sperimentazione narrativa, capendo che la sfida per conquistare nuovi mercati si vince anche attraverso l’immaginario, non solo le prestazioni tecniche.
Geely, distribuita in Italia da Jameel Motors – operatore internazionale presente in oltre 10 paesi – porta a Milano anche la prima apparizione italiana del nuovo Geely E2, integrato nell’installazione come simbolo tangibile di una mobilità che ambisce a essere, contemporaneamente, sostenibile, stilisticamente rilevante e accessibile. È un’auto che vuole essere letta come un’esperienza, non come un mezzo di trasporto.
Dotdotdot e la nuova frontiera del design esperienziale immersivo
Lo studio Dotdotdot, con base a Milano, rappresenta una delle realtà più interessanti nel panorama del design esperienziale europeo. Specializzato nella progettazione di ambienti che connettono spazio fisico e dimensione digitale, ha costruito negli anni un metodo in cui la tecnologia interattiva non è mai fine a se stessa, ma serve a generare consapevolezza e conoscenza attraverso l’emozione. Il principio che guida Anima Mundi è quello della filosofia neoplatonica dell’anima mundi – l’anima del mondo, il principio vitale che connette e anima tutta la realtà – reinterpretato con gli strumenti del design computazionale e della sound design immersiva.
È una scelta concettuale coraggiosa per un brand automobilistico: lasciare che un’installazione filosofica e sensoriale parli per te, senza mostrare direttamente il prodotto, richiede fiducia nella forza delle idee e nella capacità del pubblico di percepire connessioni sottili. Ed è, in fondo, esattamente questo che Anima Mundi chiede ai suoi visitatori: sintonizzarsi, riconoscere distanze, relazioni, risonanze. Come dentro un’auto intelligente. Come dentro un ecosistema vivo.

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