Il cielo sopra il Pacifico non è mai stato così confortevole. Mentre la maggior parte dei passeggeri si rassegna a volare ripiegati su se stessi per lunghe ore, con le ginocchia schiacciate contro lo schienale davanti e la schiena che supplica pietà, alcune compagnie aeree stanno riscrivendo le regole del viaggio in classe economica. Non si tratta più solo di sopravvivere a un volo transcontinentale, ma di attraversarlo distesi, come se si dormisse nel proprio letto.
L’innovazione non arriva dalle cabine di prima classe, dove il lusso è da sempre garantito a chi può permetterselo. Arriva invece dall’ultima fila, quella dove tradizionalmente viaggia chi cerca solo il prezzo più basso. E questa volta la rivoluzione ha un nome preciso: Air New Zealand.
Lo Skycouch che ha cambiato le regole del gioco
Era il 2011 quando la compagnia neozelandese presentò lo Skycouch, un’idea tanto semplice quanto geniale. Tre sedili standard in economy che, grazie a poggiapiedi regolabili, si trasformano in una superficie orizzontale di circa 155 centimetri di lunghezza e 74 centimetri di larghezza. Non è un letto king size, certo, ma è sufficiente per sdraiarsi completamente, soprattutto se si viaggia da soli o in coppia.
Il sistema è stato progettato pensando alle famiglie con bambini piccoli, ma ha conquistato anche i viaggiatori singoli disposti a investire qualche centinaio di dollari in più rispetto al biglietto standard. La compagnia fornisce biancheria extra, cuscini più grandi di quelli tradizionali e una cintura di sicurezza estensibile che permette di rimanere allacciati anche da distesi. Per i genitori con neonati, sono disponibili imbracature speciali e un pod opzionale dove far dormire i più piccoli in sicurezza.
I dati parlano chiaro: su una tratta come Auckland-San Francisco, prenotare lo Skycouch per un passeggero singolo può costare circa 605 dollari in più rispetto a un sedile economy standard. Una cifra inferiore ai 450 dollari che separano l’economy dalla premium economy, e ben lontana dai 3.800 dollari richiesti per un posto in business class con letto completamente reclinabile.
Il prossimo capitolo: dormire in una cuccetta a 10.000 metri
Ma Air New Zealand non si è fermata allo Skycouch. Nel febbraio-marzo 2026, la compagnia debutterà con lo Skynest sulla rotta ultra-lunga Auckland-New York, un volo che può durare fino a 18 ore. Si tratta di sei cuccette disposte su tre livelli, simili a quelle dei treni notturni, collocate tra la cabina premium economy e quella economy. Ogni pod misura 2,03 metri di lunghezza e 58 centimetri di larghezza, ed è equipaggiato con cuscini a grandezza naturale, lenzuola, coperte, tappi per le orecchie, luce di lettura regolabile, presa USB e sistema di ventilazione dedicato.
I passeggeri potranno prenotare sessioni di quattro ore a un costo stimato tra i 400 e i 600 dollari neozelandesi (circa 250-380 dollari americani). Le ricerche sul sonno hanno dimostrato che quattro ore sono sufficienti per completare due cicli REM e ottenere un riposo profondo e rigenerante. Tra una sessione e l’altra, l’equipaggio avrà 30 minuti per pulire e riallestire il pod.
Inizialmente previsto per settembre 2024, lo Skynest ha subito diversi ritardi a causa di problemi nella consegna dei nuovi Boeing 787-9 Dreamliner. Tuttavia, i dirigenti della compagnia hanno confermato che il prodotto è reale, testato e pronto per il lancio. Jeremy O’Brien, Chief Customer Officer di Air New Zealand, lo ha descritto come “letti a castello nel cielo”, un’opzione pensata per dare ai passeggeri economy l’opportunità di riposare adeguatamente sui voli più lunghi.
La concorrenza si muove: Thai Airways e il lusso riciclato
Mentre Air New Zealand innova dal nulla, Thai Airways ha adottato una strategia diversa ma altrettanto interessante. Nell’ottobre 2025, la compagnia thailandese ha lanciato il Premium Economy Plus su rotte selezionate da Bangkok verso Chennai, Dhaka, Hyderabad, Giacarta e Kathmandu. Il trucco? Utilizzare aerei Airbus A330-300 ex Virgin Atlantic, mantenendo la configurazione originale che include 31 sedili business class completamente reclinabili in layout a spina di pesce.
Invece di vendere questi sedili come business class tradizionale, Thai Airways li ha riposizionati come un’opzione premium economy di fascia alta. Il risultato è un prodotto ibrido: posti letto completamente piatti, accesso diretto al corridoio per ogni passeggero, schermo HD da 11,1 pollici e area snack dedicata, il tutto a un prezzo presumibilmente inferiore a quello della business class standard.
La strategia ha senso economico: su tratte regionali brevi, dove la domanda di business class è limitata, Thai Airways può riempire i sedili premium senza sostenere i costi completi del servizio business (pasti gourmet, amenity kit, accesso alle lounge). È un approccio pragmatico che massimizza l’utilizzo dell’aeromobile e offre comfort a viaggiatori che cercano qualità senza potersi permettere tariffe di lusso.
Un mercato in evoluzione: comfort accessibile o segmentazione infinita?
Queste iniziative riflettono una tendenza più ampia nell’industria aerea: l’iper-segmentazione delle cabine. Negli ultimi dieci anni, le compagnie hanno moltiplicato le categorie di servizio: basic economy, economy standard, economy plus, premium economy, business lite, business standard, business premium, first class e, in alcuni casi, suite private.
Delta Air Lines sta valutando l’introduzione di una “Basic Business Class” che offrirebbe sedili completamente reclinabili ma senza i benefici accessori come bagaglio incluso o accesso alle lounge. L’idea è semplice: vendere comfort fisico senza i costi operativi del servizio premium completo.
Il rischio è che questa frammentazione confonda i passeggeri e crei aspettative difficili da gestire. Ma il potenziale è enorme. Secondo esperti del settore, molti viaggiatori dichiarano di volere più spazio e comfort, ma al momento della prenotazione scelgono sempre il biglietto più economico. Le compagnie stanno cercando di colmare questo divario offrendo upgrade accessibili che non richiedono il salto di prezzo verso le classi premium tradizionali.
Alternative più economiche: TAP Air Portugal e Lufthansa
Non tutti possono permettersi centinaia di dollari extra per uno Skycouch o uno Skynest. Per chi cerca soluzioni più economiche, alcune compagnie europee offrono la possibilità di prenotare sedili vuoti accanto al proprio posto. TAP Air Portugal e Lufthansa, ad esempio, permettono ai passeggeri di acquistare l’intera fila sui voli a lungo raggio, garantendo spazio per distendersi.
La differenza principale? Nessun poggiapiedi trasformabile, nessuna biancheria extra fornita dalla compagnia. I passeggeri devono portare il proprio cuscino e la propria coperta, ma il risparmio può essere significativo. È una soluzione intermedia per chi vuole più spazio senza pagare per servizi aggiuntivi.
Il verdetto: vale davvero la pena?
Viaggiatori che hanno testato lo Skycouch su voli di 12-14 ore riportano esperienze generalmente positive. Una giornalista di Afar, alta 160 centimetri, ha riferito di essere riuscita a dormire comodamente, anche se con le ginocchia leggermente piegate. Famiglie con bambini piccoli lo descrivono come un cambiamento radicale rispetto ai sedili standard, dove i genitori devono tenere i figli in braccio per tutta la durata del volo.
I recensori concordano su un punto: lo Skycouch è preferibile alla premium economy per chi cerca principalmente la possibilità di sdraiarsi, anche se la premium economy offre pasti migliori e più spazio personale in posizione seduta. La business class rimane superiore per servizio completo, densità inferiore di passeggeri e minori distrazioni durante la notte, ma costa quattro o cinque volte di più.
Per viaggiatori alti oltre 180 centimetri, lo spazio può risultare limitato, con i piedi che sporgono leggermente nel corridoio. Ma anche in questo caso, molti lo ritengono comunque migliore rispetto a rimanere seduti per un’intera notte di volo.
Cosa ci riserva il futuro
L’introduzione dello Skynest nel 2026 sarà un banco di prova importante. Se i passeggeri dimostreranno di essere disposti a pagare per sessioni di sonno di quattro ore, altre compagnie potrebbero seguire l’esempio. Il mercato globale dei voli ultra-lunghi è in espansione, con rotte come Singapore-New York (19 ore) e Perth-Londra (17 ore) che richiedono soluzioni innovative per il benessere dei passeggeri.
Air New Zealand ha vinto il premio per la migliore classe economy del 2024, proprio grazie a queste innovazioni. L’azienda ha dimostrato che, anche per una compagnia relativamente piccola di un paese lontano, l’innovazione può fare la differenza in un settore dominato da giganti internazionali.
Il CEO Greg Foran ha dichiarato l’obiettivo di “creare la migliore esperienza di volo al mondo”, estendendo questo impegno anche alla qualità del sonno. La ricerca dimostra che la prima notte lontano da casa è la più difficile per riposare bene, quindi tutto ciò che viene fatto a bordo mira a creare un senso di calma: illuminazione studiata, rituali del sonno con tisane e balsami rilassanti, scelte alimentari più salutari e tessuti traspiranti.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.


































