Tra le vie di Cremona, città che respira note da cinque secoli, si prepara a schiudere un capitolo inedito della storia del rock. Dal 26 al 28 settembre, negli spazi dell’Electric Sound Village di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, prende vita “Pagine di Rock”, una mostra che trasforma documenti ingialliti e contratti dimenticati in finestre spalancate su un’epoca irripetibile.
Non è solo nostalgia, ma archeologia emotiva quella che ci attende: dalla Summer of Love del 1967 all’assassinio di John Lennon nel 1980, tredici anni che hanno riscritto i codici della musica mondiale. Dietro questa operazione culturale c’è Mariano Freschi, presidente dell’Associazione Made in Rock APS e collezionista di rock memorabilia, che ha trasformato quarant’anni di passione in un patrimonio di oltre 45mila pezzi tra documenti, fotografie, strumenti e oggetti di scena.
I segreti nascosti dietro le quinte
La mostra svela i retroscena più intimi e sorprendenti della musica rock. Tra i 200 pezzi selezionati dalla sterminata collezione di Freschi, emerge la copertina del primo numero di Rolling Stone con John Lennon che indossa un elmetto inglese, simbolo di un’epoca di rivoluzioni culturali e sociali. Ma sono i dettagli apparentemente insignificanti a restituire l’umanità di questi giganti: le ricevute dei taxi di Roger Taylor, bassista dei Queen, che prenotava le corse sotto lo pseudonimo “Howie”, trasformando ogni spostamento in un piccolo gioco di identità segrete.
Ancora più rivelatrice è la storia del contratto dei Black Sabbath che Ozzy Osbourne inizialmente rifiutò di firmare nel 1970, terrorizzato dalla violenza che caratterizzava i concerti dell’epoca. Un documento che racconta non solo di una band, ma di un intero movimento musicale che cresceva tra entusiasmo e paura, tra genialità artistica e tensioni sociali.
Quando gli studi di registrazione diventavano campi di battaglia
I documenti esposti rivelano anche gli intrecci creativi e le rivalità che animavano gli studi di registrazione. Particolarmente affascinante è la testimonianza delle ore di registrazione usufruite dai Queen nel 1997 negli stessi studios dove i Sex Pistols stavano incidendo l’album che li rese celebri. Questo “intreccio di spazi”, come lo definisce Freschi, scatenò una disputa accesa tra Freddy Mercury e Sid Vicious, trasformando i luoghi della creatività in arene di confronto generazionale.
La collezione custodisce anche memorie più intime, come il manoscritto di “Mississippi Queen” inviato via fax da Leslie West dei Mountain, arricchito dai suoi disegni personali. “Era bello”, ricorda il collezionista, “aspettavo in piedi anche tutta la notte, per il fuso orario, per scrivere” – un aneddoto che restituisce la magia di un’epoca in cui la comunicazione era rituale e attesa.
L’Italia e il rock: un amore difficile
La mostra non dimentica il panorama italiano, dedicando uno spazio significativo ai caldi anni Settanta attraverso le pagine di “Ciao 2001”, la rivista che introdusse il rock nel nostro paese. Un pannello espone la prima pagina del Corriere della Sera del 1971, quando il concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli di Milano fu annullato per il lancio di fumogeni da parte di contestatori.
Quell’episodio segnò una frattura storica: dal 1971 fino al 1981, con l’arrivo dei Police, nessuna grande band internazionale osò più esibirsi in Italia, per il timore di aggressioni e violenze. Un decennio di silenzio forzato che privò il pubblico italiano delle esibizioni dal vivo più significative di quegli anni.
Il futuro del patrimonio musicale
Roberto Biloni, Presidente di CremonaFiere, sottolinea come questa iniziativa rappresenti l’evoluzione naturale di una tradizione lunga 500 anni: “La musica come tutto il resto si evolve e crea nuove connessioni, nuovi generi e coinvolge sempre di più gli appassionati”. L’Electric Sound Village, giunto alla seconda edizione, si conferma lo spazio dedicato alla liuteria elettrica e alla storia della musica rock, dimostrando come Cremona sappia guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Made in Rock APS, associazione riconosciuta e iscritta al RUNTS, ha come missione la valorizzazione, la promozione e la diffusione della musica rock e della cultura ad essa legata. La mostra non è quindi solo un’esposizione nostalgica, ma un progetto culturale che mira a trasmettere alle nuove generazioni la ricchezza di un patrimonio musicale che ha trasformato il mondo.
Tra contratti inediti, poster di concerti mitici e strumenti che hanno suonato sui palchi più importanti del pianeta, “Pagine di Rock” promette di essere molto più di una semplice mostra: un viaggio nel tempo che dimostra come la grande musica nasca sempre dall’incontro tra genio creativo, circostanze storiche e, spesso, piccoli segreti umani che la rendono immortale.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.




































