Site icon NN Mag

Mohammed Aziz, il libraio di Rabat che ha letto 4.000 libri e vive tra le pagine della Medina

libraio Mohammed Aziz Rabat Medina Capitale Mondiale del Libro 2026, Mohammed Aziz, il libraio di Rabat che ha letto 4.000 libri e vive tra le pagine della Medina

Nell’anno in cui Rabat porta il titolo di Capitale Mondiale del Libro UNESCO 2026, c’è un uomo che quella vocazione la incarna da oltre mezzo secolo, senza cerimonie né riconoscimenti ufficiali. Si chiama Mohammed Aziz, ha settantadue anni, e da quando ne aveva quindici non ha mai smesso di leggere. Ogni giorno. Per almeno otto ore. Seduto su due cuscini consumati, circondato da torri di carta stampata che si alzano fino al soffitto della sua minuscola libreria nel cuore della Medina di Rabat.

Mohammed Aziz, il libraio più antico della Medina di Rabat

Sulla Avenue Mohammed V, l’arteria principale che attraversa la città antica, c’è un angolo che i passanti imparano a riconoscere. Non per l’insegna — non c’è nessuna insegna — ma per quell’uomo seduto sull’uscio, il libro aperto in grembo, lo sguardo che scivola tra le righe con la stessa concentrazione di uno studioso rinascimentale. Mohammed Aziz è lì dal 1967, quando aprì la sua libreria dopo aver venduto libri all’aperto, all’ombra di un albero. Oggi è riconosciuto come il libraio più anziano della Medina di Rabat, un punto di riferimento culturale che ha resistito a decenni di cambiamenti, crisi economiche e alla tentazione sempre più diffusa dello schermo digitale.

Il negozio misura circa un metro e mezzo per un metro e mezzo. Non ci sarebbe spazio per un tavolo, né per una sedia decente. L’unico arredo, oltre alle pile di volumi accatastati in ogni direzione disponibile, è un giaciglio dove Aziz riposa quando il corpo chiede tregua alla mente.

He is Mohamed Aziz, a 71 year old bookseller from Rabat, Morocco, has owned his bookstore

Una vendetta contro la povertà trasformata in amore per i libri

La storia di Mohammed Aziz comincia nell’ombra. Rimasto orfano a sei anni, il piccolo Mohammed dovette arrangiarsi: andò a pescare per guadagnare qualche dirham, abbastanza da permettersi di continuare a studiare. Ma a quindici anni la realtà lo sopraffece: i libri di testo costavano troppo, e nessuna rete di protezione era pronta a sostenerlo. Lasciò la scuola con un’amarezza che non lo avrebbe mai abbandonato del tutto.

Fu quella stessa amarezza a trasformarlo. «Questa è la mia vendetta sulla mia infanzia, sulla mia situazione, sulla mia povertà», ha dichiarato Aziz in un’intervista a Morocco World News, indicando con un gesto largo la sua torre di riviste e romanzi. Non una resa, dunque. Una rivalsa costruita pagina dopo pagina, anno dopo anno. I libri che da bambino non poteva permettersi sono diventati la sua casa, il suo lavoro, il suo unico lusso.

Oltre 4.000 libri letti in quattro lingue

I numeri, in questo caso, hanno il sapore della leggenda. Mohammed Aziz ha letto più di 4.000 libri — alcuni riportano cifre ancora più alte, fino a 5.000 — in arabo, francese, inglese e spagnolo. Non scorre i testi distrattamente: li studia, li assimila, li fa propri. «Ho vissuto più di 4.000 vite», ha detto una volta, con quella semplicità disarmante che appartiene solo a chi conosce davvero la propria strada.

La sua giornata lavorativa dura dodici ore. Comincia al mattino presto con un giro tra i vicoli della Medina, alla ricerca di venditori ambulanti di libri usati da cui acquistare i titoli migliori. Poi torna al negozio, aggiunge i nuovi arrivi alle pile esistenti e si siede a leggere. Si ferma solo per mangiare, pregare e, di tanto in tanto, aiutare qualche cliente. L’unico libro che sfoglia ogni giorno, prima di ogni cosa, è il suo Corano rosso dalle pagine ingiallite: lo legge prima di ogni chiamata alla preghiera, in una ritualità che tiene insieme fede e cultura come fili dello stesso tessuto.

Un libraio in un paese che ancora lotta con l’analfabetismo

La storia di Aziz acquista un peso ancora più significativo se letta sullo sfondo del contesto marocchino. Quando aprì la sua libreria nel 1967, il tasso di analfabetismo nel paese si aggirava intorno all’87%. Oggi, secondo i dati dell’Alto Commissario per la Pianificazione del Marocco, la quota è scesa intorno al 32% — un progresso innegabile, ma che significa ancora che circa tre marocchini su dieci non possono leggere un libro. Mohammed Aziz lo sa bene, e quella statistica lo tormenta: vende in media uno o due libri al giorno, in una città che ha ancora molta strada da fare sul fronte dell’alfabetizzazione.

Eppure non ha mai pensato di chiudere. «Starò qui finché tutti sapranno leggere», ha promesso. E ci sono due sole cose che lo fanno davvero arrabbiare: i libri con le pagine mancanti e i bambini costretti a lavorare invece di studiare.

Rabat Capitale Mondiale del Libro 2026: la città che Aziz incarna

Nel 2024, l’UNESCO ha designato Rabat come Capitale Mondiale del Libro per il 2026, riconoscendo la città marocchina come crocevia culturale capace di coniugare tradizione e modernità nel segno della lettura. Con 54 case editrici, la terza fiera internazionale del libro più grande dell’Africa e una rete crescente di librerie indipendenti, Rabat si è guadagnata il titolo con un programma che punta all’inclusione e all’empowerment di donne e giovani attraverso la lettura. Le celebrazioni ufficiali sono iniziate il 23 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.

In questo contesto, Mohammed Aziz non è semplicemente un commerciante di libri usati: è il simbolo vivente di ciò che Rabat vuole essere. Una città dove i libri non sono un privilegio, ma un diritto. Dove la cultura non si espone nei palazzi del potere, ma si respira negli angoli della Medina, tra gli odori di menta e spezie, nell’ombra di un portone antico.

Un giaciglio, due cuscini e migliaia di vite vissute

A qualsiasi ora capiti di passare davanti alla sua libreria, lo troverete lì. Seduto o sdraiato, il libro tra le mani, indifferente al rumore della città. Mohammed Aziz non ha bisogno di molto: due cuscini, luce sufficiente per leggere, e libri — sempre nuovi libri da scoprire, da abitare, da custodire. In un’epoca in cui l’attenzione si misura in secondi e i contenuti si consumano in scorrimento verticale, quest’uomo è una anomalia meravigliosa. Un archivio vivente. Una biblioteca con un cuore che batte.

La sua storia non è quella di un eroe epico, ma di qualcosa di più raro: un uomo che ha trasformato la propria mancanza in abbondanza, e che offre agli altri — silenziosamente, giorno dopo giorno — la possibilità di fare lo stesso.

Exit mobile version