Quando si pensa ai cocktail moderni che hanno lasciato il segno nella mixology contemporanea, lo Spicy Fifty occupa senza dubbio un posto d’onore. Questo drink affascinante rappresenta l’equilibrio perfetto tra note dolci e piccanti, tra eleganza floreale e calore audace. Un cocktail che sa sorprendere, regalando un’esperienza sensoriale completa: dolcezza iniziale che si trasforma gradualmente in freschezza agrumata, per concludersi con un finale piccante che lascia un piacevole formicolio sul palato.
La storia di un classico moderno
Lo Spicy Fifty nasce nel 2004-2005 dalla creatività di Salvatore Calabrese, uno dei bartender più celebri al mondo, conosciuto affettuosamente come “The Maestro“. Il cocktail fu creato specificamente come signature drink per il menu inaugurale del suo bar, il Salvatore at Fifty, raffinato cocktail bar situato all’interno del club privato Fifty a St. James, uno dei quartieri più eleganti di Londra. Il locale aprì le porte nel febbraio del 2005, e lo Spicy Fifty divenne immediatamente uno dei suoi drink più richiesti.
Il nome del cocktail è un gioco di parole che richiama sia il numero 50, presente nel nome del locale, sia il carattere “spicy” (piccante) conferito dal peperoncino rosso. Calabrese, italiano di Maiori sulla Costiera Amalfitana ma londinese d’adozione dal 1980, si ispirò ai piatti dello chef stellato Jean-Georges Vongerichten, che lavorava nel ristorante asiatico Rama, situato nello stesso edificio del bar. La cucina fusion asiatica di Vongerichten, con il suo uso predominante del peperoncino, diede a Calabrese l’intuizione per creare un cocktail che sposasse perfettamente questi sapori arditi.
La genesi dello Spicy Fifty ha però anche un’altra interessante sfaccettatura. Nel giugno 2004, il giovane bartender Myles Cunliffe vinse il terzo posto nella UKBG Cocktail Challenge con un cocktail chiamato MyZo, che presentava notevoli similitudini: vodka alla vaniglia Stolichnaya, cordiale ai fiori di sambuco, agrumi e peperoncino. Lo stesso Calabrese era presente alla cerimonia, dove consegnò personalmente a Cunliffe l’assegno da mille sterline. Questa combinazione di ingredienti – vodka alla vaniglia, sambuco e peperoncino – rifletteva le tendenze della mixology londinese di metà anni 2000, quando questi elementi stavano conquistando la scena dei cocktail bar della capitale britannica.
Il riconoscimento ufficiale dello Spicy Fifty arrivò nel 2020, quando il cocktail fu inserito nella lista degli IBA Official Cocktails nella categoria “New Era Drinks”, affiancandosi così ai grandi classici della mixology mondiale. Questo riconoscimento ha consacrato definitivamente il drink come un moderno classico, apprezzato dai bartender professionisti di tutto il mondo.
La ricetta classica
La preparazione dello Spicy Fifty richiede precisione e ingredienti di qualità. Ecco la ricetta ufficiale IBA:
Ingredienti:
- 50 ml di vodka alla vaniglia (preferibilmente Stolichnaya Vanil)
- 15 ml di cordiale ai fiori di sambuco
- 15 ml di succo di lime fresco
- 10 ml di sciroppo di miele (rapporto 2:1, due parti di miele e una di acqua)
- 2 fettine sottili di peperoncino rosso fresco
- Ghiaccio
Preparazione:
Il procedimento inizia con la pestatura del peperoncino alla base dello shaker, per rilasciarne gli oli essenziali e il caratteristico calore piccante. Successivamente, si aggiungono tutti gli altri ingredienti: la vodka alla vaniglia, che conferisce morbidezza e rotondità al drink, il cordiale ai fiori di sambuco che porta note floreali ed eleganti, il succo di lime appena spremuto per l’acidità necessaria all’equilibrio, e lo sciroppo di miele che avvolge il tutto con la sua dolcezza naturale.
Si riempie lo shaker di ghiaccio e si shaker vigorosamente fino a quando il cocktail non è perfettamente freddo. La fase finale prevede la doppia filtrazione in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata: questa operazione è fondamentale per ottenere una texture setosa e per evitare che semi di peperoncino o pezzetti finiscano nel bicchiere.
Il garnish è semplice ma scenografico: un peperoncino rosso intero adagiato sul bordo del bicchiere. Attenzione però: il peperoncino è solo decorativo e non va mangiato, a meno di non voler affrontare un’esperienza decisamente troppo piccante!
Il risultato è un cocktail dal colore giallo pallido tendente al dorato, con un profumo che anticipa la complessità del gusto: vaniglia dolce, note floreali di sambuco, freschezza agrumata e un accenno speziato. Al palato, lo Spicy Fifty si svela gradualmente: inizia con dolcezza vellutata, evolve in freschezza citrica e termina con un finale piccante che lascia un calore piacevole e persistente.
Gli abbinamenti gastronomici
Lo Spicy Fifty è un cocktail estremamente versatile quando si tratta di abbinamenti culinari, ma eccelle particolarmente con la cucina fusion asiatica, proprio come aveva immaginato il suo creatore. Il profilo aromatico complesso e l’equilibrio tra dolce e piccante lo rendono il compagno ideale per piatti che presentano caratteristiche simili.
Cucina asiatica: L’abbinamento più naturale è con la cucina thai, vietnamita e fusion. Piatti come pad thai, curry rosso, tom yum, involtini primavera piccanti e noodles saltati trovano nello Spicy Fifty un alleato perfetto. La vaniglia e il miele del cocktail bilanciano il piccante dei piatti, mentre il lime rinfresca il palato tra un boccone e l’altro. Anche il sushi piccante, come i roll con tonno speziato o il sashimi accompagnato da wasabi, si sposa magnificamente con questo drink: le note floreali del sambuco esaltano la delicatezza del pesce, mentre il peperoncino del cocktail dialoga con quello della preparazione.
Antipasti e finger food: Lo Spicy Fifty è eccellente come aperitivo accompagnato da tartare di pesce, ceviche, gamberi al lime e peperoncino o carpacci marinati. L’acidità del cocktail prepara il palato e stimola l’appetito, mentre la componente piccante anticipa i sapori vivaci dei piatti.
Formaggi e salumi: Sorprendentemente, questo cocktail si abbina bene anche con formaggi stagionati dal gusto intenso, come pecorino o parmigiano, e con salumi speziati come la soppressata piccante o il chorizo. Il contrasto tra la dolcezza del miele e la sapidità di questi alimenti crea un’esperienza gustativa intrigante.
Dessert: Per i più audaci, lo Spicy Fifty può accompagnare desserts al cioccolato fondente con peperoncino, sorbetti agli agrumi o dolci a base di vaniglia. L’importante è che il dessert non sia eccessivamente dolce, per non sovrastare le sfumature del cocktail.
Quanto alla temperatura di servizio, è fondamentale che lo Spicy Fifty sia servito ghiacciato: la freschezza esalta tutti gli ingredienti e rende più piacevole la componente piccante. Il momento ideale per gustarlo è come aperitivo, nel tardo pomeriggio o all’inizio della serata, oppure come digestivo dopo una cena ricca di sapori decisi.
Lo Spicy Fifty rappresenta l’evoluzione della mixology moderna: un cocktail che non si limita a dissetare, ma racconta una storia di creatività, innovazione e rispetto per gli ingredienti. Ogni sorso è un viaggio sensoriale che parte dalla dolcezza, attraversa la freschezza e approda al calore piccante – un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta, possibilmente nell’ambiente raffinato di un cocktail bar di qualità, dove la mano esperta di un bartender saprà renderlo indimenticabile.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
