La realtà che vediamo attraverso gli schermi dei nostri smartphone sta cambiando forma. Non più soltanto catturata, ma plasmata, rimodellata, trasformata con un semplice comando vocale o testuale. Meta ha introdotto nell’ottobre 2025 strumenti di editing basati sull’intelligenza artificiale direttamente nelle Instagram Stories, portando nelle mani di milioni di utenti un potere creativo che fino a pochi anni fa era appannaggio esclusivo dei professionisti del fotoritocco.
Quando la realtà diventa malleabile
Immaginate di trovarvi davanti alla Torre Eiffel, circondati da decine di turisti che rovinano la vostra foto perfetta. Oppure pensate a quel tramonto magnifico che avete fotografato, ma con un dettaglio fastidioso in primo piano. Con il nuovo menu “Restyle”, accessibile tramite l’icona del pennello nel compositore delle Storie, gli utenti possono ora digitare comandi come “rimuovi”, “aggiungi” o “cambia” per modificare qualsiasi elemento visivo. La folla scompare. L’oggetto indesiderato si dissolve. Il cielo si tinge di tonalità più drammatiche.
Gli utenti possono trasformare abiti, inserire sfondi al tramonto, cambiare il colore dei capelli o convertire immagini in stili come anime, acquerello o grafica 8-bit. Non si tratta più di semplici filtri che si sovrappongono alla realtà: è la realtà stessa che viene ricreata, pixel dopo pixel, secondo la volontà dell’utente e l’interpretazione dell’algoritmo.
L’evoluzione silenziosa dell’editing fotografico
Fino a poco tempo fa, le capacità di editing con intelligenza artificiale di Meta erano confinate alle interazioni con il chatbot Meta AI. Si trattava di un’esperienza separata, quasi sperimentale, che richiedeva l’uscita dal flusso naturale di creazione dei contenuti. Ora tutto avviene all’interno dell’ecosistema Instagram, senza interruzioni, senza frizioni.
L’interfaccia è stata progettata per essere intuitiva e immediata: si seleziona una foto dalla propria galleria, si tocca l’icona del pennello, si sceglie il tipo di modifica desiderata e si digita una descrizione di ciò che si vuole ottenere. Meta suggerisce di includere nei prompt il soggetto, l’illuminazione, l’atmosfera, la composizione, lo stile e la location per ottenere risultati più precisi.
Il prezzo invisibile della creatività algoritmica
Ma questa democratizzazione dell’editing fotografico ha un costo, anche se non monetario. L’utilizzo di questi strumenti richiede l’accettazione dei Termini di Servizio AI di Meta, che autorizzano l’azienda ad analizzare le immagini e i tratti del viso degli utenti per generare nuovi contenuti. In altre parole, ogni volta che chiediamo all’intelligenza artificiale di modificare il nostro aspetto o il nostro ambiente, stiamo alimentando un sistema che impara, memorizza, analizza.
Secondo l’accordo di servizio, quando vengono caricate foto per l’editing, Meta è autorizzata a “riassumere i contenuti delle immagini, modificare le immagini e generare nuovi contenuti basati sull’immagine”. È un patto faustiano dell’era digitale: creatività illimitata in cambio di dati biometrici e comportamentali.
L’effetto virale della manipolazione visiva
Instagram ha pensato anche alla dimensione sociale di questi strumenti. L’azienda sta introducendo un adesivo “add yours” che permette agli utenti di condividere i propri prompt, consentendo ad altri di iterare sulle stesse modifiche. È facile immaginare come questo possa innescare trend virali basati su specifiche trasformazioni AI: un’onda di utenti che si trasformano in personaggi dei cartoni animati, che inseriscono elementi fantastici nei loro ambienti quotidiani, che creano realtà parallele sempre più sofisticate e sempre meno distinguibili dall’originale.
La capacità di applicare le modifiche anche ai video amplifica ulteriormente il potenziale creativo e, conseguentemente, i rischi connessi alla manipolazione dei contenuti. Gli utenti possono applicare effetti ai video brevi, come far apparire neve o aggiungere fiamme, trasformando clip ordinarie in scenari straordinari con pochi tocchi.
Il contesto più ampio della strategia AI di Meta
Questo aggiornamento non è un caso isolato, ma parte di una strategia più ampia di Meta per integrare l’intelligenza artificiale in ogni aspetto dei suoi prodotti social. L’azienda è stata recentemente vista testare una funzione “Write with Meta AI” che aiuta gli utenti di Instagram a generare commenti per i post. Il mese scorso Meta ha lanciato un nuovo feed video generato dall’AI chiamato “Vibes” nell’app Meta AI, con dati che mostrano un aumento degli utenti attivi giornalieri su iOS e Android a 2,7 milioni al 17 ottobre, rispetto a circa 775.000 di quattro settimane prima.
L’intelligenza artificiale sta diventando il tessuto connettivo dell’esperienza social media, non più un’aggiunta opzionale ma una componente strutturale del modo in cui creiamo, condividiamo e consumiamo contenuti digitali.
Autenticità nell’era della post-produzione istantanea
Rimane aperta una domanda fondamentale: cosa accade al concetto di autenticità quando chiunque può trasformare istantaneamente la propria realtà? Quando le foto delle vacanze, i selfie, i momenti quotidiani possono essere riscritti algoritmicamente prima ancora di essere condivisi?
Alcuni osservatori sollevano preoccupazioni su privacy e consenso, specialmente quando vengono utilizzati strumenti di editing profondo che coinvolgono volti, corpi o sembianze di altre persone. C’è anche la questione della qualità e dell’autenticità: l’AI può ancora produrre risultati imperfetti o anomali, creando quella che potremmo definire una “valle inquietante” visiva, dove le immagini sono abbastanza realistiche da sembrare vere, ma sufficientemente artificiali da risultare disturbanti.
Il dibattito tra espressione creativa e manipolazione della realtà è destinato ad intensificarsi. Instagram, con i suoi oltre due miliardi di utenti, sta trasformando questo dibattito da speculazione filosofica a esperienza quotidiana di massa. Ogni storia pubblicata, ogni foto ritoccata dall’AI, ogni trend virale basato su trasformazioni algoritmiche contribuisce a ridefinire i confini tra ciò che è reale e ciò che è costruito.
Verso un futuro di immagini liquide
Il rollout della funzione Restyle sta avvenendo gradualmente e potrebbe non essere ancora disponibile in tutte le regioni o per tutti gli utenti. Ma è solo questione di tempo prima che questi strumenti diventino ubiqui, prima che la possibilità di modificare istantaneamente la realtà visiva diventi una competenza tanto comune quanto scattare una foto.
Stiamo entrando in un’era di immagini liquide, dove la distinzione tra cattura e creazione si fa sempre più sfumata. Instagram non sta semplicemente aggiungendo una nuova funzionalità: sta ridefinendo cosa significhi documentare la propria vita nell’era digitale. E con questa ridefinizione arrivano opportunità straordinarie, ma anche responsabilità che ancora stiamo imparando a comprendere e gestire.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

































