In via Savona 96, nel quartiere dei Navigli, nasce uno spazio dove respiro e movimento si fondono con musica e filosofia. Venerdì 21 novembre inaugura il primo studio milanese di Jivamukti Yoga, il secondo in Italia dopo Roma: un metodo nato nella New York degli anni Ottanta che trasforma la pratica tradizionale in un’esperienza multisensoriale, capace di coinvolgere corpo e mente attraverso sequenze dinamiche, mantra e meditazione.
Un metodo che unisce tradizione e contemporaneità
Il Jivamukti Yoga fu creato nel 1984 da Sharon Gannon e David Life, due artisti newyorkesi che hanno saputo reinterpretare gli insegnamenti antichi per l’Occidente moderno. La pratica si distingue per l’intensità fisica – sequenze fluide sincronizzate al respiro – e per l’attenzione alla dimensione spirituale: lo studio delle scritture yogiche, il canto dei mantra, la meditazione guidata. Cinque principi fondamentali strutturano l’esperienza: non violenza, devozione, studio filosofico, potere del suono e meditazione. Un approccio che va oltre il tappetino, diventando stile di vita fondato su compassione e consapevolezza.
Tre donne e una visione condivisa
Dietro il nuovo studio milanese ci sono Caterina Yuka Sforza, Claudia Schettini e Kari Aloisi, tre professioniste con percorsi diversi accomunate dalla stessa passione. Per loro lo yoga rappresenta uno strumento di relazione autentica, uno spazio dove ritrovare equilibrio e costruire comunità. L’obiettivo dichiarato è creare un luogo inclusivo, dove chiunque possa sentirsi accolto ed esplorare il proprio cammino personale, lontano dalla performance e vicino all’ascolto.
Weekend inaugurale aperto a tutti
Dal 21 al 23 novembre, il nuovo studio ospiterà lezioni gratuite guidate da insegnanti formati nel metodo Jivamukti, provenienti dall’Italia e dall’estero. Tre giorni di pratica per scoprire ritmo, energia e filosofia di una disciplina che ha conquistato celebrità internazionali e praticanti in tutto il mondo. Un’occasione per entrare in contatto con uno yoga che non è solo asana, ma esperienza immersiva fatta di musica, intenzione e senso di appartenenza.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

































