Milano, per un fine settimana, cambia prospettiva. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 il FAI apre al pubblico luoghi normalmente inaccessibili, mentre sabato 10 la Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, porta mostre, laboratori, performance e visite negli spazi dell’arte contemporanea.
Due appuntamenti diversi, ma capaci di comporre un unico itinerario attraverso una città che custodisce il passato dietro portoni spesso chiusi e, nello stesso tempo, continua a interrogare il presente attraverso gli artisti. Il consiglio è di preparare un percorso senza fretta: dal Settecento di Tiepolo ai grattacieli di CityLife, dai rifugi della guerra alle installazioni di oggi. Le aperture FAI sono a contributo libero, mentre gli appuntamenti AMACI aderenti alla manifestazione sono gratuiti, secondo le modalità indicate dai singoli organizzatori.
Giornate FAI d’Autunno a Milano: 13 luoghi da visitare tra storia e architettura
È un viaggio nella Milano delle stanze segrete e delle architetture che raccontano epoche lontanissime. Le Giornate FAI d’Autunno, giunte alla 15ª edizione, coinvolgono in Italia più di 700 luoghi in 350 città; a Milano il programma comprende 13 aperture, undici accessibili a tutti e due riservate agli iscritti FAI.
Nel centro storico si può entrare a Palazzo Cusani, in via Brera, tra sale settecentesche, affreschi e stucchi, oppure attraversare Palazzo Dugnani, dove il grande ciclo di Giambattista Tiepolo restituisce alla città la teatralità del Settecento. Poco distante, il Palazzo delle Finanze conduce dal caveau storico al rifugio antiaereo, mentre Palazzo Isimbardi permette di vedere la grande tela L’apoteosi di Angelo della Vecchia e ambienti normalmente non aperti al pubblico.
A questa Milano monumentale si affianca quella dell’abitare borghese e dell’architettura moderna: Villa Necchi Campiglio, bene del FAI progettato da Piero Portaluppi, apre i suoi ambienti e il giardino con iniziative speciali; la sede di Banco BPM in piazza Meda conduce invece nel Salone Centrale, nell’Archivio Storico e nello storico caveau.
Poi lo sguardo sale. A Porta Nuova c’è Gioia22, torre di oltre 120 metri progettata da Pelli Clarke & Partners; a Palazzo Lombardia si raggiunge il Belvedere del 39° piano, mentre a CityLife CityWave, firmata BIG – Bjarke Ingels Group, consente di osservare da vicino uno dei nuovi simboli architettonici della città.
Il percorso FAI attraversa anche la memoria più drammatica del Novecento con il rifugio antiaereo di piazza Grandi, costruito nel 1936 e recuperato negli anni Duemila. Infine, domenica, la Fondazione Renzo Piano al Politecnico apre gli spazi che custodiscono progetti e modelli dell’architetto genovese. Restano due aperture riservate agli iscritti FAI: Dolce & Gabbana Casa, dedicata al rapporto fra moda, design e artigianato, e Casa BFF e BFF Gallery, dove architettura contemporanea e arte convivono negli spazi della sede bancaria al Portello.
Per orari, eventuali prenotazioni, accessibilità e modalità di ingresso fa fede il catalogo ufficiale del FAI, che raccomanda di verificare la scheda del singolo luogo prima della visita.
Giornata del Contemporaneo a Milano: mostre, musei, atelier e laboratori
Sabato 10 ottobre Milano diventa una grande mappa dell’arte contemporanea. La 22ª Giornata del Contemporaneo è promossa da AMACI con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e coinvolge musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti e artisti. Il catalogo ufficiale registra 30 appuntamenti nel territorio milanese; il programma comprende mostre, visite guidate, laboratori, installazioni e aperture di studi.
Il luogo dove concentrare più esperienze è Pirelli HangarBicocca, con XYZ di Aki Sasamoto e Abitare lo spazio di Luciano Fabro, oltre alla visita guidata a I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 di Anselm Kiefer. Per le famiglie sono previsti anche due Family Lab, dedicati rispettivamente ai bambini di 4-7 e 6-10 anni.
Al Museo del Novecento si può partecipare alla visita gratuita dedicata ai nuovi FOCUS900 e alla mostra su Tommaso Trini, mentre il laboratorio Che ritmo! Superfici da ascoltare, materia da suonare accompagna bambini e adulti dentro la ricerca di Enrico Castellani. Alle Gallerie d’Italia l’arte passa anche attraverso il tatto, con Arte con Tatto, percorso per bambini, e con la visita Sulle tracce dell’artista, dedicata ad Arnaldo Pomodoro.
Il programma si dirama poi tra gallerie e spazi indipendenti. Alla Fondazione Galleria Milano si incontrano la mostra Viaggio attorno a un Tavolo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari e la proiezione del film di Raffaele Andreassi dedicato a Cavaliere. In Brera, ArTour Brera ottobre 2026 presenta 17 artisti internazionali da MADE4ART, mentre alla MiartGallery la personale Inside Who? di Emiliano Aiello affronta il tema dell’identità.
Fra fotografia, memoria e nuove geografie ci sono RI-SCATTI. Prima che sia notte al PAC, dedicata alle esperienze di donne migranti e rifugiate, e La femme qui marche, progetto di Francesco Clerici e Khaoula Matri presentato nella PAC Project Room. Alla Casa della Memoria, This Is The End affronta guerre, migrazioni, crisi climatica, intelligenza artificiale e altre tensioni della contemporaneità attraverso due visite guidate.
Il percorso continua con Segno d’Acqua di Melissa McGill da Mazzoleni, Il presente plurale alle Pleiadi Art Gallery, In studio (ora come allora) di Giulio Paolini alla Galleria Christian Stein, Rigenerazioni di Françoise Bertolini da Manifiesto Blanco e Memorie di Valentino Albini e Paolo Masi alla The Open Box.
Più sperimentali gli appuntamenti che aprono atelier e archivi: Viafarini Open Studio presenta gli artisti in residenza; lo studio DAMSS racconta una ricerca fondata sull’economia circolare; Osti Ricami Alta Moda propone un laboratorio dedicato al ricamo contemporaneo; la Collezione Mail Art di Roberto Scala porta in primo piano la pratica dell’arte postale.
A completare la mappa milanese ci sono Mondo Insieme, mostra collettiva di libri d’artista alla Biblioteca Ostinata; Geografia delle anime di ARTMARGINEM; Risonanze alla Quadreria dell’800; Amare non mi sazia di Reverie; Origine dell’originario di HENRYTIMI; Twelve days war di Atefeh Khas alla Casa degli Artisti e la visita guidata a HARD ASSETS, progetto del Pini Art Prize.
È una Milano da attraversare a strati, dunque: la città dei palazzi e quella degli artisti, la memoria della guerra e le domande sul futuro, l’architettura monumentale e il gesto minuto di un ricamo. In un solo weekend, il passato si apre davanti al visitatore mentre il contemporaneo chiede di essere guardato senza formule precostituite. E forse è proprio questa la promessa più interessante: non una semplice agenda di appuntamenti, ma due modi diversi di tornare a guardare la stessa città.
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