Lo snowboard nacque negli Stati Uniti negli anni Sessanta dalla voglia di libertà e dalla ricerca di nuovi modi per sfidare la montagna innevata. Nel 1965 Sherman Poppen, un ingegnere del Michigan, realizzò lo “snurfer”, un monosci che i suoi figli utilizzavano di traverso, alla maniera del surf. Quello che iniziò come un gioco si trasformò rapidamente in una passione che avrebbe cambiato per sempre il panorama degli sport invernali.
Nel 1977 J. Burton Carpenter sviluppò modelli di tavola innovativi, con strati laminati e fibre di vetro, dando vita ai primi snowboard da competizione. Negli anni Ottanta la disciplina prese piede in tutto il mondo, attirando l’interesse di surfisti e skater. Gli Stati Uniti ospitarono i primi campionati mondiali nel 1983 e la prima Coppa del mondo nel 1987.
Il cammino verso il riconoscimento olimpico fu travagliato. Nel 1990 nacque l’International Snowboard Federation, che operava in opposizione alla FIS, regolamenta la disciplina dal 1994 ed è l’unica riconosciuta dal CIO. Lo snowboard fece il suo debutto nel programma olimpico a Nagano 1998, inizialmente con sole due specialità: slalom gigante e halfpipe.
Le cinque anime dello snowboard olimpico: dalla velocità alle evoluzioni aeree
Lo snowboard olimpico è un universo variegato che unisce discipline di velocità e specialità freestyle, ciascuna con caratteristiche uniche che mettono alla prova abilità diverse degli atleti.
L’halfpipe, lo slopestyle e il big air sono discipline freestyle in cui gli atleti vengono giudicati in base ai trick eseguiti. Nell’halfpipe gli atleti eseguono una serie di trick mentre scendono lungo un pendio con la forma di semi-cilindro, vengono valutati per l’ampiezza e la difficoltà dei salti. La rampa ha pareti verticali che possono raggiungere i sei-sette metri di altezza, dove i rider volano letteralmente eseguendo rotazioni e capriole in sequenza.
Il percorso dello slopestyle è progettato affinché ogni atleta possa scegliere quali ostacoli sfruttare per fare i suoi trick. I rider scendono individualmente lungo un tracciato ricco di rail, box e salti di diverse dimensioni, componendo una performance che viene valutata per creatività, difficoltà tecnica ed esecuzione.
Il big air rappresenta l’essenza della spettacolarità: un unico salto monumentale da una rampa gigante, dove l’atleta ha tre tentativi per eseguire il trick più difficile e impressionante possibile. La suspense è totale, ogni centesimo conta nella valutazione finale.
Lo snowboard cross e lo slalom gigante parallelo sono invece gare di velocità, dove vince chi taglia per primo il traguardo. La gara di snowboard cross si svolge lungo un percorso composto da differenti sezioni in cui gli atleti devono affrontare gobbe, onde, paraboliche e salti diversificati. Dopo una fase di qualificazione a cronometro, sedici uomini e otto donne si affrontano in batterie da quattro, con i primi due di ogni batteria che accedono alle semifinali e quindi alle finali. La regola fondamentale: l’atleta che si trova all’interno ha il diritto di impostare la traiettoria preferita.
Nello slalom gigante parallelo, due snowboarder scendono contemporaneamente lungo due tracciati paralleli. Il formato è spettacolare: ogni concorrente percorre sia il tracciato blu che quello rosso, i tempi vengono sommati e i sedici migliori avanzano alla fase a eliminazione diretta, dove ogni errore può costare carissimo.
L’evoluzione olimpica: da Nagano a Milano-Cortina
A Nagano 1998 le gare erano lo slalom gigante e l’halfpipe. I primi vincitori della medaglia d’oro furono la tedesca Nicola Thost e lo svizzero Gian Simmen nell’halfpipe, mentre nello slalom gigante trionfarono la francese Karine Ruby e il canadese Ross Rebagliati.
A Salt Lake City 2002 venne inserito lo slalom gigante parallelo, a Torino 2006 esordì lo snowboard cross, a Sochi 2014 lo slopestyle e a Pyeongchang 2018 il big air. L’ultimo evento aggiunto è stato lo snowboard cross a squadre miste a Beijing 2022, una prova entusiasmante dove un uomo e una donna gareggiano in sequenza per la stessa squadra.
Nel 2026 le gare si disputeranno a Livigno, in Valtellina, sulle nevi del Piccolo Tibet italiano, con undici eventi totali che metteranno in palio trentatré medaglie olimpiche.
La leggenda di Shaun White e i protagonisti che hanno fatto la storia
Se c’è un nome che ha definito un’intera epoca dello snowboard olimpico, quello è Shaun White. Nato con una grave malformazione cardiaca che richiese due interventi a cuore aperto prima dei cinque anni, il “Flying Tomato” (soprannominato così per la sua caratteristica chioma rossa) ha riscritto i limiti del possibile nell’halfpipe.
White ha vinto tre ori olimpici nell’halfpipe a Torino 2006, Vancouver 2010 e Pyeongchang 2018, diventando lo snowboarder più medagliato della storia olimpica. Detiene il record di punti ai Giochi olimpici in halfpipe, stabilito prima nel 2006 con 46,1 e portato poi nel 2010 a 48,4, ed è l’unico snowboarder ad aver ottenuto un punteggio di 100 in halfpipe agli Winter X Games di Aspen 2012.
La sua ultima apparizione olimpica a Beijing 2022 fu carica di emozione. Cinque mesi prima di PyeongChang 2018 aveva avuto bisogno di 62 punti di sutura sul viso dopo un incidente, ma sei settimane dopo era già in Austria ad allenarsi. A Pechino, a 35 anni, si ritirò dal palcoscenico olimpico con un quarto posto, lasciando spazio alle nuove generazioni.
Nel medagliere olimpico dello snowboard gli Stati Uniti dominano con 35 medaglie, seguono Svizzera con 14 e Canada con 17. Le snowboarder più medagliate ai Giochi Olimpici sono le statunitensi Lindsey Jacobellis e Jamie Anderson, con due ori e un argento a testa.
Il medagliere azzurro: dalle prime gioie all’esplosione contemporanea
La storia dello snowboard italiano alle Olimpiadi iniziò con una medaglia d’argento che fece sognare. La prima medaglia assoluta ai Giochi Olimpici dello snowboard italiano fu quella di Thomas Prugger, con l’argento nello slalom gigante a Nagano 1998. L’altoatesino della Val Pusteria chiuse alle spalle del canadese Ross Rebagliati, regalando all’Italia un podio storico.
Per vedere nuovamente l’Italia sul podio dello snowboard olimpico bisognò attendere le Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002, quando Lidia Trettel vinse la medaglia di bronzo nello slalom gigante parallelo. La trentina di Cavalese confermò il talento azzurro nelle discipline alpine della tavola.
Poi arrivò il digiuno. A Torino 2006, in casa, nessuna medaglia. Lo stesso a Vancouver 2010 e Sochi 2014. Ma dietro le quinte stava crescendo una generazione destinata a cambiare tutto.
La snowboarder italiana Michela Moioli ha vinto la prima medaglia d’oro italiana dello snowboard ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018 nella specialità dello snowboard cross. La bergamasca di Alzano Lombardo, dopo una caduta devastante a Sochi 2014 che le causò la rottura del legamento crociato mentre era in lotta per il bronzo, tornò più forte che mai.
A Beijing 2022 Moioli fu portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici Invernali ed è medaglia d’argento nel team event di snowboard cross a squadre miste, in coppia con Omar Visintin. In Cina Visintin vinse anche il bronzo nella prova individuale: fu la prima volta che l’Italia dello snowboard conquistò più di una medaglia in una singola edizione delle Olimpiadi.
Il bilancio complessivo del medagliere italiano nello snowboard olimpico conta quattro medaglie: un oro, due argenti e un bronzo. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.
I campioni azzurri che sfideranno il mondo a Milano-Cortina
La squadra italiana che si presenterà a Livigno nel febbraio 2026 è una delle più competitive della storia azzurra. Michela Moioli rimane il faro dello snowboard cross femminile. Nel gennaio 2022 a Cortina d’Ampezzo è diventata la donna italiana col maggior numero di vittorie nella Coppa del mondo di snowboard. Nel 2025 è riuscita nell’impresa di vincere il titolo iridato ai Campionati mondiali in Engadina, conquistando finalmente l’unico titolo che le mancava in bacheca.
Al suo fianco, Omar Visintin rappresenta la costanza ai massimi livelli. Nato a Merano nel 1989, specialista dello snowboard cross, è uno degli unici italiani ad essere salito due volte sul podio olimpico in questa disciplina. La sua resilienza è leggendaria: dopo un grave infortunio a dicembre 2021 con trauma cranico e lussazione del gomito, tornò per vincere due medaglie a Pechino.
Lorenzo Sommariva è un altro nome da tenere d’occhio nello snowboard cross maschile. Fisico imponente (oltre cento chili di pura potenza), ha conquistato diversi podi in Coppa del Mondo e rappresenta la nuova generazione dello snowboard cross azzurro.
Nel parallelo, Maurizio Bormolini e Roland Fischnaller sono autentiche certezze. Bormolini ha vinto la Coppa del mondo di parallelo e quella di slalom gigante parallelo nella stagione 2024-2025, oltre all’oro ai Campionati del mondo di Engadina 2025 nello slalom parallelo a squadre. Fischnaller, classe 1980, originario del Sud Tirolo, si è riconfermato Campione del mondo di slalom gigante parallelo in Engadina 2025, diventando il più anziano Campione mondiale nelle discipline invernali in una gara individuale. A Milano-Cortina sarà alla sua settima Olimpiade.
Il futuro però si chiama Ian Matteoli. Il torinese nato il 30 dicembre 2005 si dedica al big air e allo slopestyle, ed è diventato il primo italiano a salire sul podio di Coppa del Mondo nel big air. Ha ottenuto il sesto posto agli X Games 2025: nessun italiano era mai entrato in top 10 in questa manifestazione.
La giovanissima Lisa Francesia Boirai, classe 2008, rappresenta la grande scommessa dello snowboard cross femminile. Moioli stessa la indica come la sua possibile erede. La valdostana di Courmayeur si è già qualificata ai quarti di finale in Coppa del Mondo alla sua prima presenza nel circuito maggiore.
Altri nomi da seguire sono Lucia Dalmasso e Elisa Caffont nel parallelo femminile, Tommaso Leoni e Niccolò Colturi nello snowboard cross maschile, mentre Loris Framarin e Nicola Liviero cercheranno di lasciare il segno nelle discipline freestyle.
Livigno: il Piccolo Tibet che ospiterà lo spettacolo della tavola
Il Livigno Snow Park sarà il teatro di tutte le undici gare di snowboard di Milano-Cortina 2026. La località valtellinese, situata a oltre 1800 metri di altitudine, offre condizioni ideali per lo snowboard con la sua neve abbondante e il suo clima favorevole. Gli impianti sono stati progettati seguendo gli standard più elevati per garantire sicurezza e spettacolarità.
Le gare si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026, regalando sedici giorni di emozioni ininterrotte. L’halfpipe vedrà i rider volare a decine di metri d’altezza sopra le pareti della rampa. Il big air tower offrirà una piattaforma di lancio che permetterà acrobazie mai viste prima. Il tracciato dello snowboard cross serpeggerà tra salti mozzafiato e paraboliche vertiginose, mentre i tracciati paralleli metteranno alla prova nervi saldissimi nelle sfide testa a testa.
Verso febbraio 2026: la montagna chiama, la tavola risponde
Lo snowboard a Milano-Cortina 2026 promette di essere uno degli spettacoli più emozionanti dell’intera manifestazione olimpica. L’Italia si presenta con una squadra competitiva in quasi tutte le discipline, forte di una tradizione che negli ultimi anni è esplosa dopo decenni di attesa.
La bergamasca Moioli, ormai leggenda vivente dello sport azzurro, andrà a caccia di un tris olimpico mai realizzato prima da un’azzurra. Visintin cercherà di confermarsi sul podio dopo i trionfi di Pechino. I giovani Matteoli e Francesia Boirai potrebbero regalare sorprese clamorose. E i veterani del parallelo Fischnaller e Bormolini hanno ancora tanta fame di gloria.
Ma al di là dei risultati, lo snowboard rappresenta l’anima ribelle e innovativa degli sport invernali. Nato dalla voglia di libertà e cresciuto nell’underground, oggi è disciplina olimpica consolidata che continua a evolversi e stupire. Ogni edizione porta nuove acrobazie impossibili, nuovi limiti infranti, nuove storie di cadute e resurrezioni.
A Livigno, sulle nevi di casa, l’Italia avrà l’occasione di scrivere nuovi capitoli di questa storia meravigliosa. Il pubblico italiano potrà vivere da vicino l’emozione dei salti che sfidano la gravità, la tensione delle sfide gomito a gomito, la bellezza di uno sport che unisce tecnica, coraggio e creatività in una danza sulle nevi.
La montagna chiama. La tavola risponde. Milano-Cortina 2026 sarà indimenticabile.
TITOLO: Snowboard Milano-Cortina 2026: Moioli, Visintin e i giovani azzurri pronti alla sfida olimpica a Livigno
META DESCRIZIONE: Tutto sullo snowboard alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: dalle discipline olimpiche alla storia della tavola, dal medagliere italiano ai campioni azzurri che gareggeranno a Livigno. Le stelle Moioli, Visintin, Fischnaller e il talento Matteoli pronti a scrivere nuove pagine di storia.
FRASE CHIAVE:

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































