Trenta secondi. Trenta secondi esatti separano il momento in cui ci si lascia andare dalla fine della corsa. È il tempo che impiega lo scivolo più lungo e più alto del mondo per trasformare un adulto ragionevole in un bambino urlante di gioia. Siamo a Stratford, nel cuore est di Londra, nel Queen Elizabeth Olympic Park — il parco olimpico che ha ospitato i Giochi del 2012 — e quello che si vede svettare nel cielo è la ArcelorMittal Orbit, una struttura in acciaio rosso e contorto che da sola racconta una storia di ambizione, arte e vertigine.

L’ArcelorMittal Orbit: storia di una torre che sfida la gravità

Progettata dall’artista Anish Kapoor e dall’ingegnere strutturale Cecil Balmond, l’ArcelorMittal Orbit fu inaugurata in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012. Con i suoi 114,5 metri di altezza, è la struttura pubblica in acciaio più alta del Regno Unito. La forma non passa inosservata: è una spirale caotica e deliberata, ispirata vagamente alla Torre di Babele e ai turbini dell’universo. L’obiettivo del sindaco Boris Johnson e del magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal era creare un’icona per l’East London, un simbolo del rinnovamento di un quartiere storicamente povero ma pieno di energia vitale. Quello che nessuno aveva ancora previsto, però, era che la torre sarebbe diventata un trampolino.

Zip World London: quando l’arte incontra l’adrenalina

Nel 2016, la Orbit si era rivelata un flop commerciale: pochi visitatori, costi di gestione elevati, un asset costoso difficile da valorizzare. Fu allora che entrò in scena l’artista belga Carsten Höller, con un’idea tanto semplice quanto sbalorditiva: avvolgere la torre con uno scivolo tubolare che ne percorresse l’intera altezza. Non uno scivolo decorativo, non un gioco per bambini, ma una vera e propria attrazione da record mondiale. Il progetto fu completato e oggi Zip World London gestisce quello che è ufficialmente riconosciuto come lo scivolo più lungo e più alto al mondo: 178 metri di lunghezza, dodici avvolgimenti attorno alla struttura, una velocità massima di circa 24 chilometri all’ora e una discesa che dura — appunto — trenta secondi di pura euforia sensoriale.

Cosa si prova davvero durante la discesa

Chi ha provato lo scivolo descrive un’esperienza difficilmente catalogabile. Non è la caduta libera di un bungee jumping, né la velocità secca di una zip line. È qualcosa di più surreale: il corpo viene avvolto dal tubo trasparente, la città di Londra appare e scompare oltre la plastica, la Torre di Londra, il Tamigi, lo skyline di Canary Wharf diventano fotogrammi stroboscopici. La sensazione di disorientamento spaziale è parte integrante del progetto artistico di Höller, che ha sempre concepito i suoi scivoli come strumenti di alterazione della percezione, non semplici attrazioni turistiche. I visitatori salgono in cima alla torre con l’ascensore panoramico — che offre di per sé una vista straordinaria a 360 gradi su Londra — e poi scelgono se scendere a piedi o affidarsi al tubo. La maggior parte sceglie il tubo.

Il Queen Elizabeth Olympic Park: un’eredità olimpica che continua a trasformarsi

Il contesto in cui si trova lo scivolo non è meno straordinario dell’attrazione stessa. Il Queen Elizabeth Olympic Park è diventato negli anni uno dei più riusciti esempi di rigenerazione urbana in Europa. Quello che era un’area industriale dismessa e contaminata nel distretto di Stratford è oggi un parco pubblico da 227 ettari con giardini, canali, impianti sportivi all’avanguardia e attrazioni culturali come il London Stadium — ora sede del West Ham United — e il London Aquatics Centre firmato da Zaha Hadid. L’East London, a lungo percepito come la parte dimenticata della capitale, ha vissuto una trasformazione demografica e culturale profonda. Lo scivolo dell’Orbit è, in questo senso, molto più di un’attrazione: è il simbolo visibile di una città che non smette di reinventarsi.

Arte pubblica e turismo esperienziale: il modello che funziona

L’installazione di Carsten Höller sull’Orbit non è un caso isolato. Negli ultimi anni, le grandi città hanno scoperto il potere del turismo esperienziale: non basta più avere un monumento da guardare, bisogna offrire qualcosa da sentire. Il Edge di New York, il Copenhill di Copenaghen — dove si scia sul tetto di una centrale termica — o le installazioni di Höller stesso al Tate Modern di Londra sono tutti esempi di questa tendenza. Lo scivolo dell’Orbit si inserisce perfettamente in questa logica, unendo arte contemporanea, ingegneria e pura sensazione fisica in un’esperienza impossibile da replicare digitalmente. È, per usare il linguaggio del marketing, Instagram-proof: nessuna foto rende davvero l’idea. Bisogna esserci.

Informazioni pratiche per visitare Zip World London

Lo scivolo si trova all’interno del Queen Elizabeth Olympic Park a Stratford, raggiungibile con la metropolitana di Londra (linee Jubilee, Central e DLR fino alla stazione di Stratford). Le esperienze offerte da Zip World sulla torre includono la discesa con lo scivolo e diverse opzioni di visita panoramica. I biglietti vanno prenotati online sul sito ufficiale di Zip World. L’attrazione è consigliata a chi non soffre di claustrofobia e ha una discreta tolleranza al disorientamento. Per chi preferisce non scivolare, la vista dalla cima della Orbit vale comunque il prezzo del biglietto: in una giornata limpida, l’orizzonte di Londra si apre per decine di chilometri in ogni direzione, e quella città infinita — caotica, stratificata, viva — appare tutta intera, come un respiro trattenuto che finalmente si scioglie.