Ogni mattina, tra metà ottobre e metà novembre, un convoglio bianco e blu parte da Domodossola e comincia a salire. Fuori dal finestrino i castagni sono diventati oro, le faggete ruggine, le betulle un giallo quasi trasparente. Il Treno del foliage è in servizio fino al 15 novembre 2026, e il picco dei colori, dicono da sempre i ferrovieri della valle, non lo decide nessun calendario.

Un binario che unisce Piemonte e Canton Ticino

La Ferrovia Vigezzina-Centovalli collega Domodossola a Locarno dal 25 novembre 1923. Misura circa 52 chilometri, passa su 83 ponti, infila 31 gallerie e impiega poco meno di due ore per attraversare due Paesi. Gli italiani la chiamano Vigezzina, gli svizzeri Centovallina: è lo stesso treno, con un nome diverso a seconda del lato del confine.

Non è un convoglio nato per i turisti e non gira solo in autunno. Collega tutto l’anno il Verbano-Cusio-Ossola con il Locarnese, e nelle settimane del foliage la compagnia propone un biglietto dedicato con andata e ritorno e una fermata intermedia a scelta. La prenotazione del posto, in questo periodo, è obbligatoria.

Dalla valle dei pittori alle Centovalli

Da Domodossola la linea risale la Valle Vigezzo, soprannominata «valle dei pittori» per la tradizione artistica dei suoi paesi. Il punto più alto si tocca a Santa Maria Maggiore, poco sopra gli 800 metri, dove le facciate dipinte e la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini raccontano quella stessa storia. Poi arriva Re, con il Santuario della Madonna del Sangue, e il treno passa il confine.

Da lì comincia la discesa lungo le Centovalli: gole strette, torrenti, piccoli nuclei aggrappati ai pendii. Il tracciato cambia continuamente direzione, quindi il paesaggio si alterna sui due lati della carrozza e conviene non sedersi con troppe certezze.

Intragna, il paese tra i fiumi

La sosta più fotografata è Intragna. Il nome, secondo la tradizione locale, deriva dal latino «tra i fiumi», perché il borgo sorge sulla roccia dove si incontrano l’Isorno e la Melezza. Qui svetta il campanile della chiesa di San Gottardo: 65 metri, il più alto del Canton Ticino. Il Museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte ricorda tra l’altro i tanti abitanti della zona che emigravano come spazzacamini. Poco più avanti il treno attraversa l’Isorno su un ponte metallico che, per il suo aspetto, è tra i soggetti più ritratti dell’intera linea.

Quando partire e quanto si spende

Le tariffe indicate per il 2026 sono di 36 euro in seconda classe e 46 in prima nei giorni feriali, e di 42 e 51 euro il sabato, la domenica e i festivi. Chi può scegliere un martedì o un giovedì troverà prezzi più bassi e, di solito, meno gente a bordo. Da Milano si raggiunge Domodossola con collegamenti ferroviari diretti, e la gita si organizza anche in giornata.

Il foliage resta un fenomeno naturale: temperature e piogge anticipano o ritardano i colori, e nessuno può promettere l’istante esatto in cui il bosco diventa un incendio. A metà novembre le chiome si spogliano, ma la ferrovia continua a correre. Il viaggio, in fondo, non finisce quando cadono le foglie: quel treno da Domodossola a Locarno parte tutto l’anno, e c’è chi giura che la linea sia più bella proprio quando nessuno la guarda.