L’antica città fondata nel 1254 emerge dalle montagne abruzzesi come un libro aperto sulla storia d’Italia, dove ogni pietra racconta secoli di dominazioni, ricostruzioni e rinascite. A 721 metri di altitudine, lungo le sponde del fiume Aterno, questa metropoli medievale svela ai visitatori un patrimonio architettonico e spirituale di straordinaria ricchezza, custode di tradizioni millenarie e arte sacra di inestimabile valore.
L’eredità del numero novantanove
La città si presenta ai visitatori con una caratteristica unica nel panorama urbanistico italiano: la struttura medievale basata sul numero 99. Questo simbolo ricorre ovunque, dalle 99 chiese originarie alle 99 piazze e fontane, creando un labirinto di vicoli e scorci che trasformano ogni passeggiata in un viaggio nella storia. L’architettura urbana, plasmata nei secoli da terremoti e ricostruzioni, mantiene intatta la sua magia medievale, dove palazzi signorili si alternano a edifici religiosi di incomparabile bellezza, testimoni silenziosi di un passato glorioso che continua a vivere nel presente.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio: santuario della Perdonanza Celestiniana
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio rimase gravemente danneggiata e fu necessario provvedere al restauro della facciata e a un totale rifacimento dell’interno, ma la sua importanza spirituale rimane immutata. Questo straordinario esempio di architettura romanica abruzzese, fondato da Papa Celestino V nel XIII secolo, custodisce uno dei tesori più preziosi della cristianità: la Porta Santa che si apre ogni anno durante la Perdonanza Celestiniana, istituita nel 1294 come il primo Giubileo della storia cristiana.
La facciata a coronamento orizzontale, impreziosita da tre magnifici rosoni, cattura immediatamente l’attenzione del visitatore. Il rosone centrale, capolavoro dell’arte lapidaria medievale, rappresenta un universo di simboli cristiani che sembrano danzare nella pietra calcarea bianca e rosa. L’interno, restaurato dopo i danni del terremoto del 2009, conserva l’atmosfera mistica che ha reso questo luogo meta di pellegrinaggi per oltre sette secoli.
Il mausoleo di Celestino V, Papa del “gran rifiuto” dantesco, domina l’abside con la sua solennità. Qui riposa il santo eremita che introdusse il perdono universale, e la sua presenza spirituale permea ogni angolo della basilica. Durante la celebrazione della Perdonanza, il 28 e 29 agosto, migliaia di fedeli attraversano la Porta Santa per ottenere l’indulgenza plenaria, rivivendo una tradizione che precede di sei anni il più famoso Giubileo romano. L’esperienza di visitare Collemaggio durante questi giorni trasforma la semplice visita turistica in un viaggio dell’anima, dove arte, storia e spiritualità si fondono in un’armonia perfetta.
Basilica di San Bernardino: scrigno dell’arte rinascimentale
La maestosa Basilica di San Bernardino, sviluppatasi a partire dal XV secolo per accogliere il corpo del Santo senese, costituisce un preziosissimo scrigno con i suoi più alti esempi di arte sacra abruzzese. Questa imponente struttura rinascimentale si erge nel centro storico come una cattedrale dell’arte, dove ogni cappella racconta storie di devozione e maestria artistica attraverso i secoli.
La facciata, opera di Cola dell’Amatrice, rappresenta uno dei più raffinati esempi di architettura rinascimentale nell’Abruzzo. Le sue proporzioni perfette e la decorazione scultorea creano un effetto scenografico di rara eleganza, mentre il portale centrale, adornato con bassorilievi raffiguranti episodi della vita del santo, invita il visitatore a varcare la soglia di questo tempio dell’arte.
L’interno, in stile barocco, è dovuto alla ricostruzione dell’edificio in seguito al terremoto del 1703 a opera di più progettisti — tra i quali sicuramente Filippo Barigioni, Sebastiano Cipriani e Giovan Battista Contini — e conserva importanti opere d’arte di Andrea della Robbia, Francesco Bedeschini, Pompeo Cesura, Rinaldo Fiammingo e Donato Teodoro, oltre al già citato Silvestro dell’Aquila. Il mausoleo di San Bernardino, capolavoro di Silvestro dell’Aquila, si staglia nell’abside come un trionfo della scultura rinascimentale. I suoi marmi policromi, lavorati con una precisione orafa, narrano la vita del santo attraverso scene di commovente realismo.
Il soffitto ligneo a cassettoni, ornato di oro zecchino e opera di Ferdinando Mosca, trasforma lo sguardo verso l’alto in un’esperienza mistica. Ogni cassettone è un piccolo universo decorativo che riflette la luce delle candele creando giochi cromatici di indescrivibile bellezza. L’organo monumentale, le tele di scuola napoletana e le cappelle laterali arricchite da affreschi e sculture completano questo straordinario museo di arte sacra, dove il silenzio della preghiera si sposa con l’estasi estetica in un connubio perfetto tra fede e bellezza.
Forte Spagnolo: fortezza rinascimentale nel verde urbano
Nel 1534, per volere di Don Pedro di Toledo, viceré spagnolo, sorse questa possente fortezza che oggi rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura militare rinascimentale in Italia centrale. Il Forte Spagnolo non fu solo un presidio militare, ma un simbolo del potere imperial-spagnolo che trasformò per sempre il volto della città, creando una cittadella fortificata nel tessuto urbano medievale.
La sua struttura quadrangolare con bastioni angolari si integra armoniosamente nel paesaggio urbano, circondato da un ampio parco che offre uno dei polmoni verdi più apprezzati dai cittadini aquilani. Le mura spesse oltre tre metri racchiudono cortili interni dove il silenzio regna sovrano, interrotto solo dal cinguettio degli uccelli che hanno fatto dei bastioni la loro dimora. L’architettura militare rinascimentale si esprime qui in tutta la sua maestosità funzionale, dove ogni elemento costruttivo rispondeva a precise esigenze difensive ma anche estetiche.
All’interno del forte, il Museo Nazionale d’Abruzzo custodisce una delle più importanti collezioni di arte abruzzese, dal periodo romano al XVIII secolo. Gli ambienti restaurati ospitano capolavori della pittura e della scultura locale, tra cui opere di Andrea De Litio e preziosi esempi di oreficeria medievale. I sotterranei del forte, recentemente aperti al pubblico, offrono un viaggio affascinante nelle viscere della storia, dove le antiche prigioni e i depositi di armi raccontano storie di assedi, battaglie e prigionia.
Il parco che circonda la fortezza, con i suoi viali alberati e le aree verdi perfettamente curate, trasforma la visita in un’esperienza di relax urbano unica. Durante le serate estive, il forte diventa teatro di concerti e spettacoli all’aperto, mentre le sue mura illuminate creano un’atmosfera magica che trasporta i visitatori in un’epoca dove il tempo sembra essersi fermato tra storia e natura.
Duomo dei Santi Giorgio e Massimo: rinascita dalla devastazione
Nel centro nevralgico della città, su Piazza del Duomo, si erge la cattedrale che più di ogni altro edificio rappresenta la capacità di rinascita degli aquilani. Originariamente edificata nel XIII secolo, la struttura attuale è il risultato di numerose ricostruzioni seguite ai devastanti terremoti che hanno segnato la storia cittadina, l’ultimo dei quali, nel 2009, ha richiesto un nuovo imponente cantiere di restauro.
La facciata neoclassica del XIX secolo, opera dell’architetto Giuseppe Valadier, si distingue per l’eleganza delle sue linee e per il portico a tre arcate che accoglie i fedeli con solenne maestosità. Il campanile settecentesco, miracolosamente sopravvissuto ai terremoti, svetta sulla piazza creando uno degli skyline più riconoscibili della città. La sua mole possente, scandita da bifore e decorazioni lapidee, segna il ritmo delle ore con un suono di campane che riecheggia tra i vicoli del centro storico da oltre tre secoli.
L’interno, completamente restaurato dopo il 2009, presenta un impianto basilicale a tre navate dove l’arte contemporanea si sposa con la tradizione millenaria. Le opere d’arte recuperate dal sisma, tra cui preziosi dipinti e sculture lignee, sono state ricollocate con criterio scientifico, creando un percorso espositivo che valorizza tanto l’aspetto devozionale quanto quello artistico. L’altare maggiore, realizzato con marmi policromi, domina il presbiterio con la sua solennità moderna, mentre le vetrate istoriate filtrano la luce naturale creando suggestioni cromatiche che variano con il passare delle ore.
La cripta sottostante, recentemente resa accessibile ai visitatori, conserva testimonianze archeologiche della primitiva chiesa medievale e resti di epoca romana, trasformando la visita in un viaggio attraverso duemila anni di stratificazioni storiche. Qui, nel silenzio delle profondità, la storia della città rivela i suoi segreti più antichi, dalle fondamenta romane alle sepolture medievali, in un dialogo continuo tra passato e presente che rende ogni visita un’esperienza di scoperta archeologica e spirituale.
Chiesa di San Giuseppe Artigiano: gioiello nascosto dell’arte contemporanea
Tra i vicoli meno battuti del centro storico, questa chiesa moderna rappresenta una delle sorprese più affascinanti per i visitatori attenti all’arte contemporanea applicata all’architettura sacra. Costruita negli anni Cinquanta per sostituire un edificio religioso distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, San Giuseppe Artigiano incarna la capacità di innovazione della comunità aquilana nel coniugare tradizione e modernità.
L’architettura razionalista della facciata, caratterizzata da linee pulite e da un uso sapiente del cemento armato e della pietra locale, crea un dialogo interessante con il tessuto urbano medievale circostante. L’interno, progettato secondo i canoni liturgici del Concilio Vaticano II, privilegia la partecipazione attiva dei fedeli attraverso uno spazio unitario dove l’altare diventa il fulcro visivo e spirituale dell’intera composizione architettonica.
Le vetrate artistiche, realizzate da maestri vetrai locali, trasformano la luce naturale in un caleidoscopio di colori che si proiettano sulle pareti creando un’atmosfera di raccoglimento e contemplazione. I temi iconografici, ispirati alla figura di San Giuseppe come patrono dei lavoratori, si sviluppano attraverso simboli del lavoro artigianale e della creatività umana, rendendo questo spazio sacro particolarmente caro agli artisti e agli artigiani della città.
Il campanile a vela, elemento caratterizzante dell’architettura ecclesiastica contemporanea, si staglia contro il cielo aquilano con la sua essenzialità geometrica, mentre le campagne circostanti fanno da cornice a questa moderna espressione di fede. Durante le celebrazioni serali, l’illuminazione artistica dell’edificio crea effetti scenografici di grande suggestione, trasformando la visita in un’esperienza multisensoriale dove architettura, luce e suono si fondono in un’armonia contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le radici cristiane della comunità.
Palazzo dell’Emiciclo: sede del potere regionale e teatro della democrazia
Nell’elegante Viale delle Medaglie d’Oro, questo imponente edificio degli anni Trenta rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura istituzionale del periodo fascista in Abruzzo. Progettato come sede della Provincia, oggi ospita il Consiglio Regionale dell’Abruzzo e si distingue per la sua monumentale facciata curvilinea che ha dato il nome all’intero complesso architettonico.
L’architettura razionalista dell’edificio, caratterizzata da superfici lisce in travertino locale e da un uso sapiente delle proporzioni classiche, crea un effetto scenografico di grande impatto. L’emiciclo che dà il nome al palazzo, ispirato ai teatri antichi, simboleggia la trasparenza democratica e il dialogo tra istituzioni e cittadini. Le ampie vetrate e i porticati conferiscono leggerezza alla struttura, mentre i giardini circostanti, progettati secondo i canoni dell’architettura paesaggistica italiana, offrono un’oasi di verde nel tessuto urbano.
All’interno, gli ambienti di rappresentanza conservano decorazioni pittoriche e scultoree degli anni Trenta, testimonianza dell’arte applicata del periodo. L’Aula Consiliare, con la sua acustica perfetta e l’arredamento originale, rappresenta il luogo dove si svolge la democrazia regionale abruzzese. Durante le sedute aperte al pubblico, i visitatori possono assistere ai dibattiti politici scoprendo dall’interno i meccanismi della democrazia rappresentativa.
Il Salone delle Feste, utilizzato per cerimonie ufficiali e manifestazioni culturali, stupisce per l’eleganza degli affreschi che narrano la storia dell’Abruzzo attraverso allegorie e simboli regionali. Le sale minori, adibite a uffici e commissioni, mantengono l’atmosfera solenne dell’architettura istituzionale novecentesca, mentre la terrazza panoramica, accessibile durante eventi speciali, offre una vista privilegiata sui monti che circondano la città, dal Gran Sasso alla Maiella, creando un collegamento visivo tra il potere politico e la maestosità del paesaggio abruzzese.
Tesori nascosti nei dintorni
L’entroterra aquilano custodisce alcuni dei paesaggi più spettacolari d’Italia, dove natura e storia si intrecciano creando scenari di incomparabile bellezza. A soli trenta chilometri dalla città, Rocca Calascio domina la valle con la sua fortezza medievale, considerata tra i castelli più alti d’Europa a 1.460 metri di altitudine. Questo borgo-fortezza, reso celebre dal cinema internazionale, offre panorami mozzafiato sul Gran Sasso e sui campi di Navelli, famosi per la coltivazione dello zafferano DOP.
Santo Stefano di Sessanio, borgo medievale perfettamente conservato, rappresenta un esempio unico di turismo sostenibile e recupero architettonico. Le sue case-torri in pietra calcarea, gli archi e le scalinate esterne creano un’atmosfera da fiaba medievale, mentre l’Albergo Diffuso trasforma l’intero borgo in una struttura ricettiva di lusso immersa nella storia. I vicoli lastricati, le botteghe artigianali e i ristoranti gourmet fanno di questo piccolo centro uno dei Borghi più Belli d’Italia.
La Piana di Navelli, con i suoi campi geometrici di zafferano che in autunno si tingono di viola, offre uno spettacolo naturale unico al mondo. Qui, tra borghi fortificati e tratturi della transumanza, la tradizione agricola millenaria continua a produrre l’oro rosso d’Abruzzo, mentre i percorsi di trekking e mountain bike permettono di esplorare questo territorio autentico dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo.
Sapori autentici della tradizione montana
La gastronomia aquilana affonda le radici nella cultura pastorale e montana dell’Abruzzo interno, dove ricette tramandate per generazioni continuano a deliziare i palati più esigenti. Gli arrosticini, spiedini di carne ovina cotti alla brace, rappresentano il simbolo culinario della regione, ma la tradizione locale offre specialità uniche come i cazzellitti, dolci natalizi alle mandorle e miele, e la mortadella di Campotosto, presidio Slow Food dalle carni delicate e profumate.
Il pecorino di Farindola, formaggio stagionato in grotte naturali, accompagna perfettamente i vini locali come il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano, mentre l’olio extravergine di oliva delle colline aquilane, con il suo sapore fruttato e leggermente piccante, esalta i sapori della cucina territoriale. La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, piccola e saporita, viene utilizzata in zuppe e contorni che scaldano le fredde serate montane.
I ristoranti del centro storico propongono menu che valorizzano i prodotti a chilometro zero, dalla pasta alla chitarra con ragù di agnello ai torrioni, dolci tipici natalizi ricoperti di cioccolato. Le trattorie familiari custodiscono ricette segrete tramandate di generazione in generazione, mentre le enoteche storiche offrono degustazioni di vini locali accompagnati da formaggi e salumi della tradizione pastorale abruzzese, creando esperienze gastronomiche autentiche che raccontano la storia del territorio attraverso i sapori.