Ci sono momenti in cui l’arte diventa un ponte tra mondi apparentemente distanti. È quello che accade nelle opere di Bai Yiyi, l’artista cinese di trentadue anni che dal 1° ottobre porta a Milano la sua prima personale italiana, “Healing”, presso la Galleria Poggiali in Foro Buonaparte.

La tecnica che unisce oriente e occidente

Shanghai è la sua base, ma il linguaggio di Bai Yiyi parla una lingua universale. Le sue tele nascono da una tecnica puntinista rivoluzionaria che fonde il dian hua della pittura classica cinese con la pixelazione digitale contemporanea. Non è semplice decorazione: ogni punto di colore è una particella di energia che vibra sulla superficie, creando opere luminose dove i confini tra corpo e spirito si dissolvono in un unico flusso cosmico.

La sua ricerca si radica nella filosofia daoista, ma dialoga con la fisica moderna. Come scrive la curatrice Elisa Carollo, “nei suoi dipinti è possibile assistere a diversi tipi di mondi interiori”, quasi fossero finestre spalancate su dimensioni parallele della coscienza.

Dall’osservazione delle folle all’esplorazione dell’io

Il percorso artistico di Bai Yiyi racconta una metamorfosi dello sguardo. Se nei lavori precedenti l’artista osservava le folle urbane, ora rivolge l’attenzione verso l’interiorità, concependo il corpo umano come un microcosmo in dialogo perpetuo con l’universo. È un cambio di prospettiva che trasforma ogni dipinto in un esercizio filosofico e spirituale.

La pratica pittorica diventa meditazione: ogni gesto non mira a ricomporre immagini, ma a catturare stati di coscienza e flussi di energia vitale. È qui che risiede il senso profondo del titolo “Healing” – la dimensione terapeutica dell’arte che diventa atto di cura per l’individuo e per la collettività.

Il riconoscimento internazionale di un talento emergente

Il mondo dell’arte internazionale ha già riconosciuto il valore di questa ricerca. Le opere di Bai Yiyi sono state esposte in prestigiose fiere come Art Basel Miami, Frieze Seoul e Frieze Los Angeles, mentre le sue tele entrano nelle collezioni del Singapore Art Museum, della White Rabbit Gallery di Sydney, dello Speed Art Museum negli Stati Uniti e della Wemhöner Foundation in Germania.

La Galleria Poggiali, con sedi a Milano, Firenze e Pietrasanta, si conferma ancora una volta attenta nel promuovere l’arte contemporanea attraverso mostre di qualità, offrendo al pubblico italiano l’opportunità di scoprire uno degli artisti più promettenti della scena cinese contemporanea.

L’arte come via di consapevolezza

“Healing” si configura come un percorso di sintonizzazione e consapevolezza, dove l’esperienza estetica si trasforma in invito alla riconnessione con le energie vitali che sostengono l’esistenza. In un’epoca di accelerazione e disconnessione, l’arte di Bai Yiyi propone una pausa necessaria, uno spazio di contemplazione dove ritrovare l’equilibrio perduto.

La mostra, visitabile fino al 13 dicembre, rappresenta un’occasione unica per immergersi in questa cosmologia alternativa dove astrazione e figurazione si incontrano per restituire una visione unitaria della realtà. Un’esperienza che va oltre la semplice contemplazione artistica, trasformandosi in viaggio interiore verso la riscoperta della profonda relazione tra corpo, coscienza e universo.