C’è un momento preciso in cui la ragione cede il passo all’istinto: è quando il Master of Ceremonies pronuncia le tre parole che scatenano il caos. “Pronti… Attenti… Rotola!” Un formaggio da cinque chilogrammi prende velocità su un pendio vertiginoso e, nell’arco di un secondo, decine di esseri umani si lanciano all’inseguimento, sfidando gravità, equilibrio e ogni logica convenzionale. Siamo a San Valentino di Brentonico, sul Monte Baldo, in Trentino, e quello che va in scena non è un cortometraggio surreale bensì il XIV Campionato Italiano di Cheese Rolling, svoltosi il 31 maggio 2026. Un evento che, edizione dopo edizione, si sta ritagliando uno spazio sempre più ampio nel panorama delle manifestazioni sportive — o presunte tali — di tutto il mondo.
Il rito della discesa: come funziona la gara più assurda d’Italia
Il meccanismo è di una semplicità disarmante, eppure il risultato è di una complessità spettacolare. I concorrenti, suddivisi in manche da 15 a 20 partecipanti, si allineano in cima alla pista “Muro” — una pista nera da sci durante i mesi invernali, riconvertita per l’occasione in un teatro di sfide mozzafiato. Al segnale, la forma di formaggio viene lanciata e i corridori si gettano in picchiata nel tentativo di raggiungerla prima degli avversari. Vince chi taglia il traguardo per primo, non necessariamente chi cattura il formaggio: impresa praticamente impossibile, dato che il formaggio raggiunge velocità ben superiori a quelle di qualsiasi essere umano in corsa.
Quel che ne consegue è uno spettacolo che oscilla tra l’atletismo e il cabaret: cadute roboanti, rincorse disperate, equilibrismi improvvisati e scivolate che strappano risate e applausi a un pubblico sempre più numeroso. L’edizione 2026 ha fatto registrare il tutto esaurito, con migliaia di spettatori giunti da ogni angolo d’Italia e dall’estero.
Da Cooper’s Hill alle Alpi: la storia di una tradizione che attraversa l’Europa
Per capire il Cheese Rolling di Brentonico, occorre fare un passo indietro di qualche secolo e attraversare la Manica. Tutto nasce a Cooper’s Hill, nel Gloucestershire, in Inghilterra, dove questa bizzarra tradizione affonda le radici in un passato lontanissimo. I partecipanti gareggiano lungo una collina di 180 metri inseguendo una ruota di formaggio Double Gloucester, e la manifestazione conta oltre 600 anni di storia — o almeno così si ritiene, dato che il primo documento scritto risale al 1826, quando fu inviato un messaggio al banditore di Gloucester per arginare la folla crescente, a riprova che la tradizione fosse già allora consolidata e popolare.
Le origini esatte rimangono avvolte nel mistero. Alcuni sostengono che i pagani rotolassero fasci di rovi ardenti giù dalla collina come rito per celebrare il nuovo anno, mentre buns e dolci venivano sparsi sulla cima come offerta per un raccolto abbondante. Qualunque sia la verità storica, ciò che è certo è che Cooper’s Hill è oggi una delle manifestazioni folkloristiche più famose al mondo, capace di attirare ogni primavera migliaia di spettatori e temerari da ogni continente.
Ed è proprio quella follia inglese ad aver ispirato, nel 2008, la nascita del corrispettivo italiano. L’Altopiano di Brentonico ha saputo fare propria quella tradizione d’oltremanica, adattandola al contesto alpino e attribuendole un’identità tutta italiana. Brentonico è oggi riconosciuta come seconda sede ufficiale al mondo della disciplina dopo la storica Cooper’s Hill, un riconoscimento che ha dato ulteriore visibilità all’intero territorio del Monte Baldo.
Una giornata intera tra adrenalina, verticale e gastronomia
Il Campionato Italiano non si esaurisce nella sola corsa in discesa. Il programma si articola su due giornate che fondono sport, tradizione e festa popolare. La domenica si apre con la “Mezzogiorno Verticale”: una prova in salita lungo lo stesso pendio che nel pomeriggio ospiterà le manche di discesa, mettendo alla prova resistenza e preparazione atletica dei concorrenti in senso letteralmente opposto. È una sfida nella sfida, un anticipo muscolare di quello che attende nel cuore del pomeriggio.
Accanto alle gare di Cheese Rolling, il programma include tornei di morra e briscola, tiro alla fune, dj set e una festa finale con gara di birre e salsicce, oltre a un’area kids con animazione per i più piccoli. Il risultato è una manifestazione che va ben oltre la semplice competizione sportiva, trasformandosi in un momento di aggregazione comunitaria in cui il confine tra partecipante e spettatore diventa volutamente sfumato.
Sicurezza e ironia: un equilibrio tutt’altro che banale
Non bisogna farsi ingannare dall’atmosfera goliardica dell’evento. Dietro ogni risata c’è un lavoro organizzativo meticoloso, soprattutto sul fronte della sicurezza. Gli organizzatori sono molto rigidi sull’utilizzo di casco, ginocchiere, gomitiere e calzature adatte per minimizzare il rischio di infortuni. Una precauzione tutt’altro che superflua, considerando la velocità che si raggiunge su un pendio che d’inverno ospita sciatori esperti.
È questa combinazione di leggerezza e responsabilità a rendere il Cheese Rolling un format di successo replicabile. Il pubblico ride, ma sa che i concorrenti sono protetti. I partecipanti si lanciano, ma conoscono i propri limiti. L’ironia è la chiave di accesso a un’esperienza che, altrimenti, rischierebbe di scivolare verso la semplice incoscienza.
Il valore territoriale di una gara fuori dagli schemi
Dietro la comicità delle cadute e l’adrenalina delle discese, si muove un ingranaggio economico e culturale di tutto rispetto. L’arrivo di migliaia di visitatori nel weekend del Cheese Rolling genera un indotto significativo per hotel, rifugi, ristoranti e attività locali dell’Altopiano di Brentonico, contribuendo a destagionalizzare un territorio tradizionalmente legato al turismo invernale. Ma l’impatto va oltre il semplice dato economico: l’evento costruisce un’identità, racconta una storia, collega un angolo di Trentino a una tradizione secolare inglese attraverso il filo rosso di una forma di formaggio che rotola.
Come spiega Francesco Zandonai, presidente dell’associazione organizzatrice La Colonnina: “La manifestazione richiama ogni edizione migliaia di persone e tante famiglie”. In un’epoca in cui l’overtourism affligge le destinazioni più blasonate, manifestazioni come questa dimostrano che il turismo esperienziale, autentico e radicato nella comunità locale, può essere una risposta efficace e sostenibile.
Quando il cibo è protagonista ma non va sprecato
Una riflessione, infine, merita il tema del rapporto con il cibo in un contesto come questo. Il formaggio che rotola giù dal pendio è prima di tutto un alimento, una risorsa che il territorio trentino produce con cura e passione. La domanda su cosa accada alle forme utilizzate nella competizione — se vengano recuperate, ridistribuite o vadano perdute — è tutt’altro che secondaria in un’epoca in cui la lotta agli sprechi alimentari è diventata una priorità culturale oltre che etica.
Il Cheese Rolling nella sua versione italiana sembra consapevole di questa tensione, cercando un equilibrio tra spettacolo e rispetto. La sfida, per le edizioni future, sarà quella di trasformare anche questo aspetto in un’opportunità narrativa: dimostrare che si può fare festa senza sprecare, che il divertimento e la responsabilità non sono antagonisti ma, proprio come un formaggio in discesa e un corridore temerario, possono correre nella stessa direzione.
Curioso per natura, vivo la vita come se non ci fosse un domani.
Appassionato di enogastronomia e viaggi, racconto storie di sapori, tradizioni e culture attraverso itinerari culinari e destinazioni autentiche. Esploro territori, scopro vini, piatti e prodotti locali, condividendo esperienze sensoriali e consigli pratici per viaggiatori enogastronomici. Amo immergermi nelle tradizioni di ogni luogo, catturando l’essenza di culture diverse e facendo emergere il legame tra territorio e gastronomia. Con uno stile vivace e coinvolgente, trasformo ogni racconto in un’esperienza da gustare e vivere, ispirando chi desidera scoprire il mondo attraverso i suoi sapori autentici. Per me, viaggio e cucina sono strumenti di conoscenza e confronto, capaci di unire le persone e arricchire l’anima.
