Un mausoleo romano sepolto tra le montagne albanesi, un porto inghiottito dal Mediterraneo, un banchetto dipinto per il dio del vino, una fanciulla di marmo greco in terra etrusca e coccodrilli intrecciati in un mosaico termale: sono le cinque finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” 2026, giunto alla dodicesima edizione. Il riconoscimento sarà consegnato venerdì 30 ottobre, mentre il pubblico può votare fino al 15 ottobre mettendo un “mi piace” alla foto della scoperta preferita sulla pagina Facebook ufficiale della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
Un premio nato nel ricordo di un archeologo che difese il suo sito
Istituito nel 2015 dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum insieme alla rivista Archeo, il premio è l’unico a livello mondiale dedicato alle scoperte degli archeologi. A scegliere la vincitrice sono i direttori delle testate internazionali partner della Borsa, da Antike Welt a Current Archaeology, da Archéologia a Dossiers d’Archéologie.
Fino al 2024 portava il nome di Khaled al-Asaad, lo studioso che diresse il museo e l’area archeologica di Palmira dal 1963 al 2003 e che nel 2015 fu ucciso dai militanti dello Stato islamico proprio per la sua difesa del sito. Dal 2024 il premio si chiama “Palmyra”: un omaggio alla campagna #Unite4HeritageforPalmyra, lanciata nel 2016, e al gemellaggio con Paestum siglato nel 2018.
Il primo mausoleo romano d’Albania, tra iscrizione bilingue e fili d’oro
Tutto è cominciato con un mucchio di blocchi di pietra insolitamente regolari, notato dagli abitanti di Strikçan, nella valle di Bulqizë. Gli archeologi dell’Istituto di Archeologia albanese vi hanno riconosciuto la prima tomba monumentale di epoca romana mai documentata nel Paese: una struttura di circa 9 per 6 metri, con scalinata, anticamera e camera sepolcrale alta 2,40 metri, databile al III o IV secolo d.C.
All’interno compare un’iscrizione bilingue, in greco e in latino, dedicata a Giove e a un defunto di nome Gellianus. Nonostante la tomba sia stata saccheggiata almeno due volte, sono rimasti armi, oggetti in osso, vetri e frammenti di tessuto intessuti di fili d’oro: tracce di un personaggio di rango elevato, vissuto in una zona montuosa tuttora nota per i suoi giacimenti minerari.
Il porto sommerso che nessuna fonte antica aveva mai citato
Sulla costa egiziana, a circa trenta miglia a ovest di Alessandria, la missione guidata dall’archeologa dominicana Kathleen Martínez ha individuato i resti di un porto di età tolemaica ora sott’acqua, legato al tempio di Taposiris Magna. Le indagini, condotte con l’esploratore Robert Ballard, hanno restituito ancore e strutture in pietra; la stessa Martínez sottolinea che nessun testo antico menziona un porto in questo luogo.
Il porto si allinea con il tunnel scavato nell’arenaria scoperto nel 2022, lungo circa 1.300 metri e profondo una dozzina sotto terra. Per Martínez, che cerca da oltre vent’anni la tomba di Cleopatra proprio a Taposiris Magna, è un indizio a favore della sua ipotesi. Ma la tesi resta controversa: la maggior parte degli studiosi colloca la sepoltura della regina ad Alessandria, e il porto, di per sé, non prova nulla in merito. Prova invece che il sito fu un crocevia marittimo molto più importante di quanto si pensasse.
Il corteo del dio del vino sulle pareti di una sala da banchetto
A Pompei, nell’insula 10 della Regio IX, gli scavi del Parco archeologico diretto da Gabriel Zuchtriegel hanno riportato in luce la Casa del Tiaso. La sala da banchetto è decorata da una megalografia di secondo stile (40-30 a.C.): un fregio a figure quasi a grandezza naturale che raffigura il corteo di Dioniso.
Satiri e baccanti sfilano su piedistalli come se fossero statue, ma con movimenti e vesti che le fanno sembrare vive. Le baccanti sono danzatrici e insieme cacciatrici feroci, una con un capretto sgozzato sulle spalle. Al centro, una giovane donna sembra avviarsi all’iniziazione ai misteri. L’unico confronto noto è la celebre Villa dei Misteri, scoperta più di un secolo fa; qui però compare un tema nuovo, quello venatorio, con un secondo registro di animali e cacciagione.
La testa di una fanciulla greca in marmo emersa in territorio etrusco
A Vulci, nel Lazio, il progetto Vulci Cityscape delle Università di Friburgo e Magonza ha restituito, nell’area di un tempio monumentale scoperto nel 2021, la testa in marmo di una kore, ritrovata nell’estate 2024. È attribuita a una bottega attica dei primi decenni del V secolo a.C. e conserva il caratteristico sorriso arcaico, un alto diadema, orecchini a disco, occhi in terracotta e ciglia in metallo, oltre a tracce della policromia originaria.
Oggi la scultura è all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, dove vengono studiati colori, materiali e tecniche di lavorazione. Per gli studiosi è un raro esempio di grande statuaria greca fuori dalla Grecia, e un nuovo tassello nei rapporti tra Greci ed Etruschi.
Coccodrilli, delfini e fenicotteri sul pavimento di un bagno romano
Ad Eraclea al Latmo, in Turchia, nell’area dove secondo il mito il pastore Endimione dormiva il suo sonno eterno, i ricercatori dell’Università di Selçuk guidati da Zeliha Gider Büyüközer hanno scavato un bagno romano che per anni i contadini avevano usato come stalla. Nel frigidarium sono emersi sei coccodrilli disposti uno di fronte all’altro, animali estranei alla fauna locale: secondo la responsabile degli scavi potrebbero indicare un mosaicista itinerante, formatosi in regioni dove questi rettili vivevano.
Nell’ambiente caldo, quattro delfini agli angoli circondano i fenicotteri, specie ancora presente nell’area, che stringono nel becco anguille realizzate con tessere di pietra rossa. L’ottima conservazione si deve alla muratura, rimasta in piedi quasi fino al tetto.
Come votare e cosa raccontano queste cinque scoperte
Cinque storie, quattro Paesi e un filo comune: la capacità del passato di riemergere dove meno ce lo aspettiamo, dal sottosuolo di un villaggio di montagna ai fondali del Mediterraneo. A chi vorrà esprimere la propria preferenza basta una visita alla pagina Facebook della Borsa entro il 15 ottobre; la scelta definitiva spetterà però ai direttori delle riviste partner, che proclameranno la vincitrice il 30 ottobre.
Curioso per natura, vivo la vita come se non ci fosse un domani.
Appassionato di enogastronomia e viaggi, racconto storie di sapori, tradizioni e culture attraverso itinerari culinari e destinazioni autentiche. Esploro territori, scopro vini, piatti e prodotti locali, condividendo esperienze sensoriali e consigli pratici per viaggiatori enogastronomici. Amo immergermi nelle tradizioni di ogni luogo, catturando l’essenza di culture diverse e facendo emergere il legame tra territorio e gastronomia. Con uno stile vivace e coinvolgente, trasformo ogni racconto in un’esperienza da gustare e vivere, ispirando chi desidera scoprire il mondo attraverso i suoi sapori autentici. Per me, viaggio e cucina sono strumenti di conoscenza e confronto, capaci di unire le persone e arricchire l’anima.
