Tra i cocktail che hanno segnato la storia della miscelazione, il Ramos Gin Fizz si distingue per la sua complessità aromatica e per quella consistenza cremosa e vellutata che lo rende unico nel suo genere. Un drink che nasce dall’incontro perfetto tra gin, agrumi, panna e albume, arricchito da note floreali di acqua di fiori d’arancio e da un tocco speziato di vaniglia. Un’esperienza sensoriale che va ben oltre il semplice cocktail: è un viaggio nella New Orleans di fine Ottocento, quando la città era uno dei centri nevralgici della cultura del bere.
La nascita di una leggenda
La storia del Ramos Gin Fizz inizia nel 1888, quando Henry Charles Ramos acquista l’Imperial Cabinet Saloon situato all’incrocio tra Gravier e Carondelet Streets, nel cuore pulsante del distretto economico di New Orleans. Henry, conosciuto come Carl dai suoi amici, era un proprietario di bar rispettato nella comunità e conduceva il suo locale secondo principi di qualità e moderazione.
Tra il 1892 e il 1894, Henry crea il suo Ramos Fizz, inizialmente chiamato New Orleans Fizz. Nel 1900, il Kansas City Star definisce l’Imperial Cabinet “the most famous gin fizz saloon in the world”, consacrando il locale e il suo cocktail nell’olimpo della mixology mondiale.
Il successo fu immediato e travolgente. Prima del proibizionismo, oltre venti baristi erano incaricati di preparare esclusivamente quel cocktail per soddisfare tutte le richieste. Ma la vera particolarità stava nella preparazione: Ramos voleva che il suo Fizz fosse shakerato per 12 minuti. Per questo motivo, il barman si dotò dei cosiddetti “shaker boys”, giovani il cui unico compito era shakerare il drink con energia, passandosi lo shaker l’uno con l’altro come in una staffetta, fino allo sfinimento.
Durante il Martedì Grasso del 1915, trentacinque shaker boys servirono oltre 5000 Ramos Gin Fizz ai clienti esaltati dalle celebrazioni del Carnevale. Un record che testimonia quanto questo cocktail fosse diventato parte integrante dell’identità della città.
Con l’arrivo del Proibizionismo, Henry Ramos compì un gesto di generosità che permise al suo cocktail di attraversare i decenni: rese nota la ricetta segreta del suo drink più famoso, permettendo a tutti di preparare la bevanda e garantendo che la formula originale giungesse intatta fino ai giorni nostri. Nel 2011 il drink è stato inserito nella lista ufficiale IBA, ricevendo il riconoscimento internazionale che merita.
La ricetta classica
La preparazione del Ramos Gin Fizz richiede attenzione e tecnica. Secondo la ricetta ufficiale IBA, gli ingredienti sono: 45 ml di gin, 15 ml di succo di lime fresco, 15 ml di succo di limone fresco, 30 ml di sciroppo di zucchero (2:1), 60 ml di panna da montare, 1 albume, 3 gocce di acqua di fiori d’arancio, 2 gocce di estratto di vaniglia e un tocco di soda water per completare.
La tecnica di preparazione è fondamentale. Si versano tutti gli ingredienti (eccetto la soda) in uno shaker, si esegue un dry shake (senza ghiaccio) per due minuti, si aggiunge ghiaccio e si shakera energicamente per un altro minuto. Questo doppio passaggio è cruciale: il dry shake permette all’albume e alla panna di emulsionarsi perfettamente, creando quella texture setosa che caratterizza il drink.
Si filtra poi in un bicchiere highball senza ghiaccio e si completa con uno splash di soda water, aggiunta delicatamente per non smontare la schiuma. La guarnizione tradizionale prevede una scorza di limone, i cui oli essenziali vengono spruzzati sulla superficie del cocktail prima di lasciarla cadere nel bicchiere.
La scelta del gin è determinante: l’originale prevedeva l’uso di un Old Tom Gin, più dolce e rotondo rispetto ai moderni London Dry. Oggi molti bartender preferiscono gin con profili aromatici che si sposino bene con le note floreali dell’acqua di fiori d’arancio, creando un equilibrio armonico tra componente botanica e cremosità.
Il risultato finale è un cocktail dall’aspetto lattiginoso, coronato da una schiuma compatta e densa che può arrivare a superare il bordo del bicchiere. Al palato, l’esperienza è straordinaria: la dolcezza della panna e dello sciroppo viene bilanciata dall’acidità agrumata di limone e lime, mentre l’acqua di fiori d’arancio regala profumi delicati e la vaniglia aggiunge profondità. La soda alleggerisce il tutto, rendendo il drink sorprendentemente beverino nonostante la sua ricchezza.
Gli abbinamenti gastronomici
Il profilo aromatico complesso del Ramos Gin Fizz apre interessanti possibilità di abbinamento. Grazie alla sua leggerezza e freschezza, si abbina perfettamente a piatti leggeri e delicati come antipasti a base di pesce, insalate fresche o finger food come tartine al salmone e formaggi cremosi.
Il Ramos Gin Fizz, per il suo profilo cremoso, agrumato e floreale, si abbina bene a piatti americani da brunch o colazione dolce, seguendo la tradizione di New Orleans dove veniva consumato anche al mattino come bevanda corroborante. Perfetto quindi accanto a muffin salati, pancakes con bacon, o uova alla Benedict.
Per un aperitivo raffinato, considerate abbinamenti con crostacei marinati – scampi o gamberi conditi con un filo d’olio, limone e gin creano un richiamo diretto agli aromi del cocktail. I formaggi freschi e cremosi come robiola, stracchino o burrata bilanciano la componente acida senza sovrastare i delicati profumi floreali.
Interessante anche l’accostamento con pesci affumicati: il salmone in particolare trova nel Ramos un compagno ideale, dove la grassezza del pesce viene ripulita dall’acidità agrumata, mentre la cremosità del cocktail ne ammorbidisce la sapidità.
Per chi ama i contrasti, provate con finger food speziati o piccanti: il calore delle spezie viene mitigato dalla dolcezza della panna, creando un gioco di equilibri sorprendente. Samosa vegetali, tempura di verdure o piccoli bocconcini al curry possono regalare abbinamenti inaspettati.
È anche un’ottima scelta per accompagnare brunch estivi o aperitivi informali, grazie alla sua versatilità e al carattere festoso che lo rende protagonista di ogni occasione conviviale.
Il Ramos Gin Fizz rappresenta molto più di un semplice cocktail: è un’icona della mixology, testimone di un’epoca d’oro in cui la preparazione di un drink era considerata un’arte da coltivare con pazienza e dedizione. Ogni sorso racconta la storia di Henry Ramos, dei suoi shaker boys instancabili e di una New Orleans vibrante e creativa. Un classico immortale che continua a conquistare palati in tutto il mondo, una schiuma dopo l’altra.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































