Quando il sole estivo invita a rinfrescarsi con qualcosa di speciale, il Southside si presenta come una risposta sofisticata e irresistibile. Questo cocktail a base di gin, lime, menta fresca e sciroppo di zucchero racchiude in sé un equilibrio perfetto tra note botaniche, acidità agrumata e freschezza erbacea. Meno conosciuto del Mojito, suo cugino caraibico, il Southside merita però un posto d’onore nel repertorio di ogni amante dei cocktail classici. La sua storia affascinante, le sue origini controverse e la sua capacità di conquistare anche i palati più esigenti lo rendono un drink che vale la pena conoscere e celebrare.
Le origini misteriose di un classico
La storia del Southside è avvolta in un alone di mistero che aggiunge fascino a ogni sorso. La prima ricetta stampata risale al 1917, quando apparve nel libro di Hugo Ensslin “Recipes for Mixed Drinks”, l’ultimo manuale di cocktail pubblicato prima del Proibizionismo americano. In quella versione originale, chiamata Southside Fizz, il drink conteneva sia limone che lime ed era allungato con acqua di seltz.
Ma da dove deriva il nome? Si ipotizza che prenda il nome dal quartiere South Side di Chicago o dal Southside Sportsmen’s Club di Long Island. La leggenda più intrigante, sebbene non completamente verificata, collega il cocktail ad Al Capone e ai gangster della Chicago del Proibizionismo. La storia racconta che i gangster del South Side dovessero vendere gin di produzione locale di qualità inferiore, e i baristi iniziarono ad aggiungere zucchero, agrumi e menta per mascherarne il sapore aspro.
Una versione più accreditata colloca la nascita del drink al Southside Sportsmen’s Club di Long Island, dove ricchi newyorkesi si recavano per pescare e cacciare, e dove una locanda era famosa per i suoi Mint Julep. Nel 1866 il locale fu acquistato e trasformato in un club privato, e i celebri drink alla menta evolsero fino a dare vita al Southside.
Un terzo filone storico identifica il 21 Club di Manhattan come custode della ricetta, dove durante il Proibizionismo questo speakeasy serviva una versione raffinata del cocktail. Il 21 Club ha continuato a servire il Southside per decenni, contribuendo a preservarne la ricetta e la fama.
Quale che sia la vera origine, la versione moderna del Southside come “daiquiri al gin con menta” è probabilmente dovuta all’influenza del leggendario bartender Sasha Petraske e del suo bar Milk & Honey, che lo ha perfezionato e diffuso nella scena della mixology contemporanea.
La ricetta classica: semplicità ed equilibrio
Il Southside è un esempio perfetto di come pochi ingredienti di qualità possano creare un’esperienza sensoriale memorabile. Ecco la ricetta classica:
Ingredienti:
- 60 ml di gin (preferibilmente un London Dry o Plymouth Gin)
- 22-25 ml di succo di lime fresco
- 20 ml di sciroppo semplice (rapporto 1:1 acqua e zucchero)
- 6-8 foglie di menta fresca
- Ghiaccio
- Rametto di menta per guarnire
Preparazione:
- Posizionare le foglie di menta in uno shaker. Invece di pestare eccessivamente la menta, che può renderla amara, si consiglia di “battere” le foglie tra le mani per rilasciare gli oli essenziali senza danneggiarle.
- Aggiungere il gin, il succo di lime fresco e lo sciroppo semplice nello shaker.
- Riempire lo shaker con ghiaccio e shakerare vigorosamente per 10-15 secondi, fino a quando l’esterno dello shaker diventa freddo al tatto.
- Filtrare con un doppio colino (fine strainer) in una coppa Martini o in una coupe ben fredda, per ottenere un cocktail limpido e senza frammenti di menta.
- Guarnire con un rametto di menta fresca, eventualmente “schiaffeggiato” tra le mani per rilasciare ulteriore aroma.
Note tecniche:
- La scelta del gin è fondamentale: un London Dry gin come Beefeater offre un profilo pulito, mentre un Plymouth gin risulta più aromatico. Gin botanici come Tanqueray o Bombay Sapphire funzionano altrettanto bene.
- Limone vs. lime: Il 21 Club prepara tradizionalmente il Southside con succo di limone, che offre un’acidità più equilibrata e classica. Il lime, invece, dona una nota più pungente e tropicale. Entrambe le versioni sono legittime e deliziose.
- Varianti classiche: Il Southside Fizz prevede l’aggiunta di acqua di seltz, servito in un bicchiere highball con ghiaccio. Il Southside Royale sostituisce l’acqua di seltz con champagne, per una versione ancora più celebrativa.
Gli abbinamenti perfetti
Il Southside è un cocktail versatile e raffinato, che si presta magnificamente ad accompagnare diverse occasioni gastronomiche. La sua freschezza mentolata e l’acidità agrumata lo rendono ideale per aperitivi estivi, ma le sue note botaniche del gin gli conferiscono anche una complessità che merita attenzione.
Abbinamenti consigliati:
Antipasti e finger food: Il Southside si sposa perfettamente con ceviche o cocktail di gamberi, dove i sapori leggeri e agrumati si armonizzano con la freschezza del drink. Mini tartellette con formaggio di capra e erbe aromatiche, bruschette al pomodoro e basilico, o crostini con ricotta e menta creano contrasti deliziosi.
Piatti principali: La versatilità del Southside lo rende un accompagnamento eccellente per pollo alla griglia, esaltando gli elementi erbacei e agrumati del cocktail. Anche il pesce grigliato, soprattutto spigola o orata con un filo di limone, trova nel Southside un partner ideale. Le insalate erbacee con vinaigrette agli agrumi rappresentano un matrimonio naturale di sapori.
Formaggi e salumi: Formaggi freschi come mozzarella di bufala, burrata o formaggi di capra completano splendidamente l’acidità del cocktail, mentre prosciutto crudo e salame creano un contrasto salino-fresco particolarmente piacevole.
Frutti di mare: Ostriche, gamberi e altri frutti di mare crudi si abbinano magnificamente al Southside, con il drink che complementa l’acidità e la dolcezza di questi piatti delicati.
Dessert: Per chi ama chiudere con dolcezza, un sorbetto al limone o lime può echeggiare le note agrumate del cocktail, mentre una crostata alla frutta con base burrosa bilancia l’acidità del drink.
Il momento giusto:
Il Southside brilla soprattutto durante i pomeriggi estivi, servito in giardino o su una terrazza assolata. È perfetto per garden party, brunch domenicali, o come aperitivo prima di una cena leggera di pesce. La sua eleganza lo rende adatto anche a occasioni più formali, mentre la sua natura dissetante lo consiglia per eventi all’aperto come barbecue raffinati o feste in piscina.
Il Southside è molto più di un semplice cocktail: è un viaggio attraverso la storia americana, dalla ribellione del Proibizionismo all’eleganza dei country club, fino alla riscoperta della mixology contemporanea. La sua capacità di coniugare semplicità e raffinatezza, freschezza e carattere, lo rende un classico senza tempo che merita di essere riscoperto e celebrato. Che preferiate la versione con lime o con limone, servito liscio o come Fizz, il Southside rimane un esempio perfetto di come quattro ingredienti possano creare pura magia liquida.

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.






























