Il ghiaccio di Cortina d’Ampezzo si prepara ad accogliere uno degli spettacoli più affascinanti delle Olimpiadi Invernali: il curling. Una disciplina che combina strategia millimetrica, precisione assoluta e sintonia di squadra, capace di trasformare una pista ghiacciata in una scacchiera vivente dove ogni mossa può ribaltare l’esito di una partita.

A Milano Cortina 2026, dal 4 al 22 febbraio, il curling sarà l’unica disciplina a disputarsi ininterrottamente per tutti i 19 giorni della manifestazione. Lo spettacolo sul ghiaccio nello Stadio Olimpico di Cortina inizierà con due giorni d’anticipo rispetto alla Cerimonia di Apertura: il 4 febbraio alle ore 19:05 prenderanno il via le competizioni olimpiche di doppio misto, dando ufficialmente inizio al calendario sportivo dei Giochi.

Le origini scozzesi e il lungo cammino verso l’Olimpo

Le prime testimonianze del curling risalgono al XVI secolo in Scozia, dove il gioco nacque come passatempo sui laghetti ghiacciati. In quegli albori si giocava utilizzando comuni sassi come se fossero bocce, ben lontani dalle sofisticate stone odierne. Il primo club di curling viene fondato in Scozia nel 1716, segnando l’inizio della formalizzazione di questo sport che avrebbe conquistato il mondo.

Il percorso olimpico del curling è stato tortuoso quanto affascinante. Il curling fece la sua prima apparizione ai Giochi Olimpici Invernali a Chamonix nel 1924, con la Gran Bretagna che sconfisse Francia e Svezia. Ma in una curiosa svolta della storia, il debutto olimpico del curling a Chamonix non venne ufficialmente riconosciuto come evento da medaglia dal Comitato Olimpico Internazionale fino al 2006, quando finalmente quella competizione venne considerata disciplina olimpica ufficiale e non più evento dimostrativo.

Il curling è stato ripresentato come evento dimostrativo a Lake Placid 1932, Calgary 1988 e Albertville 1992, per poi ritornare ufficialmente a Nagano 1998 con gli eventi maschile e femminile. Il doppio misto è stato introdotto a Pyeongchang 2018, completando il trittico di specialità che vedremo anche a Cortina.

Le regole del gioco: quando il granito danza sul ghiaccio

Il curling si disputa su una superficie chiamata rink, una striscia di ghiaccio stretta circa 5 metri e lunga circa 45 metri. Al culmine del rink troviamo un bersaglio chiamato house o casa, composto da tre cerchi concentrici del diametro di 4, 8 e 12 piedi, con il centro chiamato button, il punto di riferimento per l’assegnazione dei punteggi.

Ma è il ghiaccio stesso a nascondere uno dei segreti di questo sport. La pratica del pebbling permette di renderlo ruvido depositando delle gocce sulla superficie, così che le stone possano essere direzionate dall’azione della scopa, rallentate o accelerate con un’azione di frizione millimetrica.

L’essenza del gioco risiede nella struttura delle partite. Una partita di curling si divide in 10 round o end nelle competizioni a squadre, mentre alle Olimpiadi di Pechino 2022, gli end erano 8 per il doppio misto. Ogni squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco, detto end, in cui ogni giocatore lancia due pietre.

Per iniziare il gioco, ci si affida al classico lancio della monetina: generalmente chi vince sceglie sempre di tirare per secondo per favorirsi l’ultimo tiro, spesso decisivo. Questo vantaggio dell’ultimo lancio, chiamato hammer o martello, rappresenta un elemento cruciale della strategia. Il martello viene sempre passato alla squadra che ha perso l’ultimo turno, rendendo le partite equilibrate ed avvincenti.

Il calcolo dei punti è ingegnoso nella sua semplicità: durante ciascun end una sola squadra va a punteggio, in base al numero di stone piazzate più vicino al centro della house prima della più vicina stone degli avversari. Una squadra può quindi segnare uno o più punti per ogni end, a seconda di quante sue stone sono più vicine al centro rispetto alla migliore stone avversaria.

Le stone: capolavori di granito dall’isola di Ailsa Craig

Nessun’altra area al mondo produce granito con la miscela di resilienza e di resistenza a calore e umidità di questa piccola isola scozzese al largo della costa dell’Ayrshire. Il materiale delle stone si chiama Trefor, un componente estraibile in un solo posto al mondo, una cava in Galles, mentre il corpo principale di una stone da curling è realizzato con il comune granito verde di Ailsa Craig, mentre il resto della pietra è realizzato con granito blue hone.

Le stone olimpiche hanno dimensioni standardizzate: 278mm di diametro, 136mm di altezza ed un peso di 20kg. Con sede nell’Ayrshire, dal 1851 squadre di artigiani levigano queste pietre producendo le stone da curling utilizzate nelle ultime cinque edizioni dei Giochi Olimpici Invernali, presso la Kays Curling, unica azienda autorizzata a produrre questi manufatti destinati alle competizioni olimpiche.

La scopa: strumento magico di precisione millimetrica

L’elemento che più di tutti cattura l’immaginazione degli spettatori è la scopa, e il frenetico movimento di sweeping che accompagna ogni lancio. Quando si spazza, le scope hanno due effetti sul sasso: riducono l’attrito sotto la pietra e diminuiscono l’effetto del curl. Le pietre curlano di più mano a mano che rallentano: se si spazza subito aumenta la distanza percorsa dal sasso e si raddrizza il percorso, viceversa se si spazza nella parte finale del percorso aumenta il curl e la distanza percorsa lateralmente.

Gran parte delle urla che si sentono durante una partita di curling provengono dallo skip che chiama la linea del tiro o dagli spazzatori che chiamano la forza. Una coreografia perfetta di comunicazione, timing e sforzo fisico che trasforma una pietra di 20 chili in uno strumento di precisione chirurgica.

I ruoli in squadra: una gerarchia di maestria

Ogni team si compone da 4 giocatori che tirano uno alla volta. Normalmente il primo ad effettuare il lancio, chiamato lead, è il giocatore con meno doti o meno esperienza nel gioco. Il secondo è un buon puntista e ha anche il compito di dover eliminare le stone avversarie. Successivamente tocca al terzo giocatore a cui normalmente toccano le giocate più rischiose.

Il culmine della strategia è incarnato dallo skip: colui a cui è affidato il tiro più importante e di norma è il giocatore con più esperienza, stabilisce la tattica, consiglia i compagni su ogni lancio e tira per ultimo. Durante gli end, gli skip stazionano nella house e da lì dirigono il gioco come maestri d’orchestra, valutando le infinite variabili tattiche che si intrecciano sul ghiaccio.

Curiosità e aneddoti olimpici: dal pupazzo di neve all’oro italiano

Il curling riserva momenti di eccezionale drammaticità e record inusuali. Ad ogni end, una squadra di curling può segnare un massimo di 8 punti nel torneo a squadre o 6 nel doppio misto. Un 8-0 o 6-0 accumulato in un solo parziale è un’evenienza più unica che rara, soprattutto a livelli olimpici. Quando questa situazione si verifica, esiste un termine colorito per descriverla: il pupazzo di neve.

Il Water Cube, che ospitò il nuoto ai Giochi di Pechino 2008, è stato trasformato in Ice Cube per i Giochi del 2022, e ha ospitato gli eventi di curling, un esempio straordinario di sostenibilità olimpica e riconversione degli impianti.

Quando il 12 aprile 1912 il Titanic affondò, si presentò il problema di dove collocare temporaneamente i corpi recuperati dalle gelide acque dell’Atlantico settentrionale. Incredibilmente, furono utilizzate le piste di curling di Halifax, in Canada, per conservare i corpi in attesa dell’identificazione e della sepoltura.

Tra le celebrità appassionate di questo sport spicca George Clooney, mentre nel film Aiuto diretto nel 1965 da Richard Lester, i Beatles tentano di giocare a curling in una sequenza ambientata sulle Alpi austriache. Anche James Bond ha praticato il curling sulle Prealpi bernesi nel 1969, in 007 Al servizio segreto di Sua Maestà.

Il medagliere storico: il dominio del Nord America

Tra le nazioni più medagliate al mondo nel curling alle Olimpiadi al primo posto c’è il Canada, con 11 medaglie: 6 ori, 3 argenti, 2 bronzi. Seguono Svezia con 9 medaglie: 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi, e Gran Bretagna con 4: 2 ori, 1 argento e 1 bronzo.

Il canadese Kevin Martin è stato uno dei migliori giocatori di curling di sempre secondo gli esperti. Soprannominato The Old Bear, ha vinto un oro e un argento con il Canada ai Giochi. Tra le donne una delle migliori giocatrici di curling è la canadese Kaitlyn Lawes, due volte campionessa olimpica con il Canada.

L’Italia del curling: dalla scoperta al trionfo olimpico

In Italia, la Federazione italiana sport del ghiaccio riconosce il curling come attività sportiva nel 1953. L’esordio degli azzurri sulla platea internazionale avvenne alle Olimpiadi di Torino 2006, dove la nazionale maschile chiuse al settimo posto e quella femminile all’ultimo, conquistando appena una vittoria in nove partite.

L’Italia si è accorta del curling nel 2006, alle Olimpiadi invernali di Torino. Lo ha guardato con diffidenza per anni, raccontandolo con snobismo. Per anni si è parlato di scope, di pentole, di posture particolari. Bocce sul ghiaccio, si diceva. Una pratica che generava simpatia più che ammirazione.

Poi arrivò Pechino 2022, e tutto cambiò. Nel doppio misto, l’Italia ha vinto a Beijing 2022 il suo primo oro olimpico, nonché la prima medaglia olimpica di sempre, nel curling. Stefania Constantini e Amos Mosaner contro i norvegesi Kristin Skaslien e Magnus Nedregotten hanno riscritto la storia azzurra, vincendo la medaglia d’oro nella finale di curling misto battendo la Norvegia 8-5.

Undici vittorie, zero sconfitte. Un percorso immacolato che ha dell’incredibile. Una vittoria dopo l’altra, la storia di Stefania Constantini da Cortina e di Amos Mosaner da Cembra è diventata patrimonio condiviso, orgoglio nazionale. L’8-5 nella finale contro la Norvegia è il risultato che stravolge le prospettive di un’intera disciplina. Per la prima volta il nostro curling ha vinto una medaglia olimpica, quella del metallo più prezioso.

Il paradosso italiano è tutto racchiuso in un numero: nella stagione 2021-22 la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio contava 365 tesserati più altri 49 nella divisione paralimpica. Tre impianti in tutto il paese, 350 tesserati, e un oro olimpico. Niente come il curling racconta alla perfezione le contraddizioni del nostro Paese.

Gli azzurri verso Milano Cortina 2026: il sogno di difendere l’oro in casa

Il curling ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si svolgerà presso il Cortina Curling Olympic Stadium, con la campionessa olimpica di doppio misto azzurra Stefania Constantini e molti altri tra i migliori curler del mondo.

Per la squadra maschile, l’Italia si presenta con il team capitanato da Joel Retornaz, e un gruppo composto dall’oro olimpico in carica di doppio misto Amos Mosaner più Sebastiano Arman, Mattia Giovanella e Giacomo Colli. Joel Retornaz va alla ricerca della quarta partecipazione olimpica, nonché la seconda nel proprio Paese dopo il debutto a Torino 2006.

Retornaz ha dichiarato: “La consapevolezza è molto diversa rispetto a Torino. Rispetto ad allora e alle altre due Olimpiadi successive posso dire che ce la giochiamo. Mai come ora posso dire che abbiamo le carte in regola per poter ottenere una medaglia”.

Per la squadra femminile, il roster comprende Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Giulia Zardini Lacedelli, Angela Romei ed Elena Antonia Mathis. Un gruppo giovane ma determinato, che ha fatto progressi straordinari negli ultimi anni.

Nel doppio misto, l’Italia difenderà l’oro di Beijing 2022 conquistato da Amos Mosaner e Stefania Constantini, quest’ultima originaria proprio di Cortina d’Ampezzo. L’Italia difenderà ben due titoli nel doppio misto con Stefania Constantini e Amos Mosaner: quello olimpico e quello mondiale ottenuto nel 2024 dal duo azzurro.

Un oro olimpico da imbattuti, un oro mondiale da imbattuti, 22 vittorie consecutive. Stefania Constantini ha raccontato: “Tra noi c’è tanta comunicazione, è un continuo collaborare per raggiungere l’obiettivo comune. Ci piacerebbe rappresentare l’Italia all’Olimpiade in casa. Sarebbe pazzesco”.

Gli otto Comitati Olimpici Nazionali che hanno ottenuto la quota per i Giochi nel doppio misto di curling sono: Italia (Paese ospitante), Canada, Estonia, Gran Bretagna, Norvegia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera. Nel curling maschile i qualificati sono: Italia (Paese ospitante), Canada, Cechia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia e Svizzera. Nel curling femminile: Italia (Paese ospitante), Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Repubblica di Corea, Repubblica Popolare di Cina, Svezia e Svizzera.

L’impatto dell’oro di Pechino sul movimento italiano

Se nella stagione 2021-22 la FISG contava 365 tesserati più altri 49 nella divisione paralimpica, per l’annata 2022-23 si è saliti a 427 iscritti più 46 per il curling paralimpico. Un incremento significativo, anche se ancora modesto in termini assoluti.

Nel 2023 è stato lanciato il progetto Curling@School, che punta a fare approdare questa disciplina nelle scuole italiane con l’obiettivo di far avvicinare i più giovani al curling. La speranza è trovare nelle scuole i nuovi Mosaner e le nuove Constantini.

La squadra maschile guidata da Joel Retornaz nel dicembre 2022 ha vinto la tappa stagionale dei Masters in Ontario. Si tratta del primo successo per un team italiano nel circuito del Grand Slam di curling, un traguardo storico che testimonia la crescita del movimento azzurro.

Cortina e il ritorno alle origini olimpiche

Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, teatro delle prime Olimpiadi Invernali italiane nel 1956, si prepara ad accogliere di nuovo i Giochi. Un ritorno carico di significato per una località che ha scritto pagine indelebili della storia olimpica italiana.

Stefania Constantini vince l’oro nel curling doppio misto a Pechino, originaria proprio di Cortina d’Ampezzo, tornerà a gareggiare nella sua città natale davanti al pubblico di casa. Un’emozione che pochi atleti hanno il privilegio di vivere: difendere un titolo olimpico sul ghiaccio dove tutto è cominciato.

Il curling, con la sua combinazione unica di atletismo, strategia e controllo emotivo, si prepara a scrivere nuove pagine di storia a Milano Cortina 2026. Gli azzurri, forti dell’oro di Pechino e di una crescita esponenziale negli ultimi anni, possono davvero ambire a confermare il dominio in una disciplina dove l’Italia, contro ogni pronostico, si è ritagliata un posto d’onore nel firmamento olimpico.