La neve si trasforma in un palcoscenico bianco dove il corpo diventa arte e il rischio si fonde con la bellezza. Lo sci acrobatico, o freestyle, rappresenta una delle discipline più spettacolari e coinvolgenti del programma olimpico invernale, un’esplosione di creatività e coraggio che sfida le leggi della fisica a ogni discesa. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, questa disciplina tornerà a incantare il pubblico sulle nevi di Livigno, con quindici eventi che metteranno alla prova i limiti dell’impossibile.

Le radici di questo sport affondano negli anni Trenta in Norvegia, quando alcuni sciatori iniziarono a improvvisare figure acrobatiche durante l’allenamento. Ma è negli Stati Uniti, tra gli anni Sessanta e Settanta, che il freestyle prende forma come sport agonistico, inizialmente chiamato con il colorito nome di “hotdogging”, un termine che evocava perfettamente l’anima ribelle e spettacolare della disciplina. Era uno sport senza regole, pericoloso, praticato da sciatori che volevano andare oltre i confini dello sci tradizionale, trasformando ogni discesa in uno spettacolo adrenalinico.

La Federazione Internazionale Sci riconobbe il freestyle come disciplina nel 1979, introducendo regolamenti che eliminarono gli elementi più pericolosi senza però soffocare lo spirito di libertà che caratterizza questo sport. La prima Coppa del Mondo si svolse nella stagione 1979-1980, mentre i primi Campionati mondiali ebbero luogo a Tignes nel 1986.

Il battesimo olimpico e la disciplina scomparsa

Lo sci acrobatico fece il suo debutto olimpico come sport dimostrativo ai Giochi di Calgary 1988, con gare di moguls maschile e femminile, aerials e ballet. Quella prima apparizione olimpica rappresentò un momento storico, ma nascose anche una storia affascinante e malinconica: quella del balletto sugli sci, o acroski.

Il balletto sugli sci era una disciplina dove gli atleti interpretavano un brano musicale con salti, piroette e passaggi coreografici, simili al pattinaggio artistico ma con sci e racchette su una discesa innevata. Gli atleti indossavano tute dai colori sgargianti tipici degli anni Ottanta, con tessuti luccicanti e maniche gonfie. La performance di Hermann Reitberger della Germania Ovest alla finale maschile alle Olimpiadi di Calgary includeva brani come “Don’t Let Me Be Misunderstood” e musica classica.

Paradossalmente, fu proprio l’ingresso alle Olimpiadi a decretare il declino dell’acroski. La principale ragione del suo insuccesso fu la scarsa audience televisiva, e il Comitato Olimpico Internazionale non era entusiasta di aggiungere un altro sport che richiedesse una giuria per determinare i vincitori. Dal 2000 la FIS cessò ogni competizione in questa disciplina, lasciando il balletto sugli sci come un ricordo affascinante di un’epoca in cui lo sport osava sperimentare forme diverse di espressione.

Quattro anni dopo Calgary, i moguls divennero sport da medaglia ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville 1992, mentre gli aerials a Lillehammer 1994. Da allora, il programma olimpico del freestyle si è arricchito progressivamente: lo skicross ha fatto il suo debutto a Vancouver 2010, lo slopestyle e l’halfpipe sono stati aggiunti a Sochi 2014, mentre il big air e il mixed team aerials hanno debuttato a Beijing 2022.

Le discipline che sfidano la gravità

Il moguls, o gobbe, è la disciplina più antica del freestyle olimpico. Gli atleti devono scendere lungo un percorso ripido disseminato di dossi, eseguendo due salti obbligatori durante la discesa. La giuria valuta la qualità delle curve, la difficoltà e l’esecuzione dei salti, oltre alla velocità. Ogni gobba richiede un perfetto controllo del corpo, ogni salto è un momento di sospensione dove l’atleta deve dimostrare creatività e precisione tecnica. A Milano-Cortina 2026 debutterà anche il dual moguls, dove due atleti si sfidano testa a testa sulla stessa pista, aggiungendo il brivido della competizione diretta.

Gli aerials, o salti, rappresentano forse l’essenza più pura dello spirito freestyle. Gli sciatori utilizzano un trampolino con pendenza del 37%, e una volta staccati devono compiere salti mortali ed evoluzioni acrobatiche, come per esempio un triplo salto mortale con quattro o cinque avvitamenti. Il punteggio massimo è 150 punti, calcolato moltiplicando i punti per l’esecuzione (massimo 30) per il grado di difficoltà (massimo 5). In quei pochi secondi di volo, gli atleti disegnano traiettorie impossibili nell’aria, sfidando la gravità con una grazia che lascia il pubblico senza fiato.

Lo skicross è pura adrenalina allo stato puro. Quattro atleti si lanciano contemporaneamente su un tracciato artificiale caratterizzato da salti vertiginosi, curve paraboliche e dossi. Il contatto fisico è ammesso, purché non si danneggi deliberatamente l’avversario. Le batterie eliminatorie trasformano ogni gara in una battaglia serrata dove strategia, velocità e coraggio si mescolano in un cocktail esplosivo.

L’halfpipe è un teatro semicircolare dove gli atleti volano da un lato all’altro di una struttura a forma di mezzo tubo, eseguendo rotazioni, grab e trick sempre più complessi. L’altezza dei salti, la difficoltà delle manovre e la fluidità dell’esecuzione vengono valutate da cinque giudici.

Lo slopestyle trasforma lo snowpark in un percorso di ostacoli dove rail, box e kicker diventano strumenti per esprimere creatività. Gli atleti devono dimostrare ampiezza, originalità e qualità tecnica lungo un tracciato che premia chi osa di più.

Il big air, debuttato a Beijing 2022, è l’estremo concentrato dello spettacolo: un’unica rampa gigante da cui lanciarsi per eseguire il trick più difficile possibile. Gli atleti hanno tre run a disposizione per impressionare i giudici con la massima difficoltà tecnica e uno stile impeccabile.

Il digiuno italiano e la ricerca della prima medaglia

L’Italia ha una storia particolare con lo sci acrobatico. Nonostante la partecipazione di numerosi atleti sin dalla prima edizione olimpica del 1992, nessun azzurro è mai riuscito a salire sul podio. Un digiuno che pesa e che alimenta la voglia di riscatto in vista dell’appuntamento casalingo.

Tra i protagonisti azzurri del freestyle è impossibile non citare Silvia Marciandi, che 22 anni fa alle Olimpiadi francesi di Albertville ottenne il settimo posto nelle Moguls, dando il via alla storia azzurra in questa disciplina. Nel 2014, a Sochi, Silvia Bretagna sfiorò la miglior prestazione azzurra di sempre, concludendo in ottava posizione nello slopestyle. La bressanonese entrò nella storia azzurra di questo sport salendo sul podio in una prova di ski slopestyle della Coppa del mondo, piazzandosi al terzo posto.

A Beijing 2022, Simone Deromedis è stato il più giovane in gara nello ski cross maschile, chiudendo al quinto posto, sfiorando quella medaglia che tutti gli azzurri inseguono da oltre trent’anni. Ma il giovane trentino ha dimostrato di avere il talento giusto per colmare questo vuoto.

Il medagliere mondiale dello sci acrobatico vede il dominio assoluto del Nord America. Gli Stati Uniti hanno vinto 33 medaglie nel freestyle (11 ori, 13 argenti, nove bronzi), mentre gli atleti del Canada sono saliti più spesso sul gradino più alto del podio con 12 medaglie d’oro, 12 d’argento e 6 di bronzo.

Gli azzurri di Milano-Cortina 2026: una nuova generazione

Per le Olimpiadi casalinghe di febbraio 2026, l’Italia si presenta con una squadra giovane e affamata di risultati. Miro e Flora Tabanelli, Simone Deromedis, Jole Galli e tutta la squadra azzurra di sci acrobatico tornano in questa importante stagione 2025/26 con un grande obiettivo: Milano Cortina 2026.

Flora Tabanelli è la punta di diamante del movimento azzurro. La stagione 2024/2025 ha visto la consacrazione della teenager azzurra, ancora minorenne e già due volte campionessa Olimpica Giovanile a Gangwon 2024. Ha svolto la stagione di Coppa del mondo al vertice, con sette podi, di cui tre vittorie, conquistando il globo di cristallo generale park & pipe e della specialità big air, posizionandosi al terzo posto della classifica slopestyle. Flora, oggi 17enne, ha conquistato una doppia medaglia d’oro nello slopestyle e nel big air ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Gangwon 2024.

Suo fratello Miro Tabanelli rappresenta l’altra metà di un duo fraterno destinato a scrivere pagine importanti dello sport italiano. I fratelli Flora e Miro Tabanelli, atleti italiani dello sci freestyle, sono attesi al loro debutto Olimpico sulle nevi di casa, e Livigno, dove si svolgeranno le gare della loro disciplina, è la base principale dei loro allenamenti durante tutto l’inverno.

Simone Deromedis è il campione su cui puntare nello skicross. Il 22enne trentino ha conquistato il titolo di campione del mondo dello skicross a Bakuriani, in Georgia, nel 2023. Si tratta della prima, storica medaglia per lo skicross azzurro, ottenuta nella sua prima vittoria in assoluto nel massimo circuito. Nella stagione 2024/2025, a quattro prove dal termine, resta il primatista della classifica generale con 799 punti ed un abbondante vantaggio sui due più diretti inseguitori.

Jole Galli rappresenta la punta di diamante femminile nello skicross. La livignasca ha conquistato il primo posto in gara a Gudauri ottenendo il quinto podio in carriera sul massimo circuito, il quarto della sua annata, nonché il secondo successo dopo quello firmato ad inizio febbraio in Val di Fassa.

La squadra azzurra è reduce da una stagione scintillante, con i fratelli Miro e Flora Tabanelli sugli scudi in big air e slopestyle, e Simone Deromedis e Jole Galli in skicross. La new entry è Maria Gasslitter, classe 2006, che affiancherà Flora Tabanelli nelle gare femminili.

Il sogno olimpico su neve di casa

Le gare di sci acrobatico a Milano-Cortina 2026 si svolgeranno interamente a Livigno, in Valtellina, tra il 7 e il 21 febbraio 2026. La località lombarda, situata a oltre 1800 metri di altitudine, offre le condizioni perfette per ospitare questo spettacolo di tecnica e audacia. Per gli atleti italiani, gareggiare davanti al pubblico di casa rappresenta un’opportunità unica e irripetibile.

La sfida è chiara: rompere il digiuno di medaglie che dura da oltre trent’anni. Deromedis ha già dimostrato di poter competere ai massimi livelli mondiali con il suo titolo iridato, Flora Tabanelli ha già scritto pagine di storia vincendo il globo di cristallo ancora adolescente, Jole Galli ha conquistato vittorie di prestigio in Coppa del Mondo. Il momento è arrivato, e la neve di Livigno potrebbe finalmente trasformarsi nel palcoscenico della gloria azzurra.

Lo sci acrobatico rappresenta l’essenza della libertà sugli sci, dove ogni atleta è chiamato a superare i propri limiti, a sfidare la paura, a trasformare il rischio in bellezza. È uno sport che parla il linguaggio dell’audacia e della creatività, dove la tecnica si fonde con l’arte e dove ogni discesa racconta una storia di coraggio. A Milano-Cortina 2026, quel racconto potrebbe finalmente avere il colore azzurro che gli italiani aspettano da troppo tempo.