Il fischio di una locomotrice d’epoca che risuona nella mattinata campana, il profumo di velluto antico che accoglie i passeggeri, il ritmo lento dei binari che attraversano vallate dimenticate dal turismo di massa. L’Irpinia Express non è semplicemente un treno: è una macchina del tempo che ricollega le città agli angoli più remoti della Campania interna, quella verde e verticale che sfida gli stereotipi mediterranei. A bordo delle storiche automotrici ALn 668, simbolo della rinascita ferroviaria italiana del dopoguerra, migliaia di viaggiatori stanno riscoprendo che il viaggio può valere quanto la destinazione.

Il treno che racconta settant’anni di storia italiana

Le ALn 668 rappresentano uno dei capitoli più significativi dell’ingegneria ferroviaria nazionale. Progettate dalla FIAT Ferroviaria nel 1954 e prodotte tra il 1956 e il 1983, queste automotrici rivoluzionarono il trasporto su rotaia grazie a un’intuizione tecnica brillante: la collocazione dei motori sotto il pavimento, che garantiva maggiore spazio per i passeggeri. Fu una scelta lungimirante che permise di ottimizzare gli interni senza sacrificare la potenza, rendendo questi convogli adatti sia alle pianure che alle tortuose linee appenniniche.

Durante le Olimpiadi di Roma del 1960, le ALn 668 trasportarono circa 271.000 viaggiatori, certificando un’affidabilità che portò alla costruzione di quasi 800 esemplari. Furono l’orgoglio delle linee secondarie italiane, quelle che collegavano i piccoli centri alle città capoluogo, garantendo mobilità anche nelle zone più isolate. Oggi, mentre molte di queste automotrici sono state dismesse dal servizio ordinario, alcune unità hanno trovato nuova vita nel turismo ferroviario. L’Irpinia Express utilizza proprio questi mezzi storici, restaurati con cura maniacale nei loro dettagli originali: la livrea grigio azzurro e beige pergamena, gli interni in velluto, i finestrini ampi che permettono di abbracciare il paesaggio con lo sguardo.

La ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio: un corridoio tra due mondi

La linea ferroviaria che collega Avellino a Rocchetta Sant’Antonio non è mai stata tra le più celebri d’Italia, eppure custodisce una bellezza discreta che emerge chilometro dopo chilometro. Inaugurata nel 1895, questa ferrovia attraversa l’Irpinia centrale e orientale, un territorio caratterizzato da colline ondulate, vigneti che producono alcuni dei vini più pregiati del Sud Italia, borghi medievali arroccati e vallate dove il tempo sembra essersi fermato a un’epoca precedente alla motorizzazione di massa.

Il progetto dell’Irpinia Express nasce dalla collaborazione tra la Regione Campania e la Fondazione FS, con l’obiettivo di valorizzare questo patrimonio ferroviario spesso trascurato. L’Associazione InLocoMotivi, che da anni si batte per la conservazione delle ferrovie storiche del Sud Italia, cura ogni singolo viaggio con attenzione ai dettagli: dalle guide che raccontano la storia dei luoghi attraversati alla scelta delle tappe, sempre legate a eventi culturali ed enogastronomici del territorio.

Viaggiare su questa tratta significa lasciarsi alle spalle l’autostrada e immergersi in un paesaggio rurale autentico. Dal finestrino scorrono immagini che sembrano estratte da un quadro impressionista: campi coltivati a grano e girasole in estate, boschi di castagni che in autunno si tingono di rosso e oro, vigneti disposti a terrazzamenti che producono l’Aglianico e il Taurasi, tra i rossi più apprezzati della viticultura italiana. I campanili dei paesi si stagliano contro il cielo, annunciando la presenza di comunità che hanno preservato tradizioni secolari.

Gesualdo: dove la musica incontra la pietra

Tra le tappe più affascinanti dell’Irpinia Express spicca Gesualdo, borgo medievale riconosciuto tra i “Borghi più Belli d’Italia” e intriso di storia musicale. Il paese deve il suo nome e la sua fama a Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613), principe, compositore e figura controversa del tardo Rinascimento italiano. Carlo Gesualdo, cresciuto alla corte napoletana del padre frequentata dai migliori musicisti, si rifugiò a Gesualdo dopo aver assassinato nel 1590 la moglie Maria d’Avalos e il suo amante sorpresi insieme nel letto.

Nell’isolamento di questo borgo irpino, circondato dalle valli dell’Ufita e del Fredane, il principe coltivò ossessivamente la passione per la musica, componendo madrigali di straordinaria complessità armonica che anticipavano di secoli la sensibilità moderna. Le sue composizioni, caratterizzate da cromatismi audaci e da un’intensità emotiva senza precedenti, sono oggi considerate tra i vertici della polifonia rinascimentale.

Il Castello di Gesualdo, che domina il borgo dall’alto della collina, conserva ancora l’atmosfera di quella corte tardo-rinascimentale. Il castello, fondato nel VII o nel IX secolo e documentato nel XII, fu trasformato in corte tardo-rinascimentale da Carlo Gesualdo e presenta quattro bastioni rotondi fortemente scarpati. Passeggiando tra le sale affrescate e i cortili interni, è facile immaginare il principe mentre componeva le sue opere tra quelle mura, lontano dal mondo che lo aveva condannato.

Il centro storico di Gesualdo si sviluppa secondo una pianta circolare concentrica tipica dei borghi medievali, con vicoli in pietra calcarea che si snodano attorno al castello. Le chiese, i palazzi nobiliari del Seicento come i Palazzi Pisapia e Mattioli, le fontane storiche come la Fontana dei Putti del 1605 e la Fontana d’Alabastro del 1688, compongono un tessuto urbano di rara coerenza estetica. Durante il periodo natalizio, questi spazi si trasformano in scenografie viventi: mercatini artigianali, presepi, stand gastronomici dove assaggiare i prodotti tipici irpini come il pomodorino seccagno, il sedano di Gesualdo e l’olio extravergine Irpinia Colline dell’Ufita DOP.

Tra borghi e sapori: l’Irpinia che resiste

L’Irpinia è una terra che ha conosciuto momenti tragici, dal terremoto devastante del 1980 allo spopolamento delle aree interne, eppure ha saputo preservare un’identità forte. I borghi che l’Irpinia Express attraversa durante l’anno – Aquilonia, Frigento, Nusco, Sant’Angelo dei Lombardi, Calitri – sono esempi di comunità che hanno scelto di rimanere e di valorizzare il proprio patrimonio.

Aquilonia, ricostruita dopo il sisma del 1930 secondo un piano urbanistico razionalista, offre ai visitatori un’esperienza più intima rispetto ai grandi mercatini turistici. Qui i prodotti locali vengono venduti direttamente dai produttori, permettendo un incontro autentico con chi coltiva la terra e alleva il bestiame. I salumi irpini, il caciocavallo podolico stagionato nelle grotte naturali, le castagne essiccate, il miele di castagno, sono solo alcune delle eccellenze enogastronomiche che caratterizzano questa provincia.

La cucina irpina affonda le radici in una tradizione contadina fatta di ingredienti semplici ma di altissima qualità. Le lachene (tagliatelle fresche), i fagioli locali, la minestra maritata (zuppa di verdure e carne), i formaggi di latte di pecora e capra, accompagnati dai vini rossi strutturati come l’Aglianico e il Taurasi, rappresentano un patrimonio gastronomico che sta conquistando riconoscimenti internazionali. Fermarsi a pranzo in una trattoria di paese durante un viaggio sull’Irpinia Express non è solo un momento di ristoro, ma un’immersione nella cultura locale.

Il turismo lento come risposta alla frenesia

L’Irpinia Express si inserisce in un movimento più ampio che sta ridefinendo il concetto stesso di turismo. Il turismo lento, basato sulla valorizzazione del viaggio e non solo della meta, sulla scoperta dei territori interni piuttosto che delle destinazioni di massa, sulla sostenibilità ambientale e sulla conservazione del patrimonio culturale, rappresenta un’alternativa concreta al modello turistico tradizionale.

Viaggiare a bordo di un treno storico significa rallentare deliberatamente, rinunciare alla velocità dell’alta velocità ferroviaria per abbracciare il ritmo di un’altra epoca. I passeggeri hanno tempo di osservare il paesaggio, di conversare tra loro, di lasciare che l’esperienza del viaggio sedimenti nell’anima prima di arrivare a destinazione. È un approccio che si contrappone alla logica del “vedo tutto in un giorno” e privilegia la profondità all’estensività.

L’iniziativa campana si colloca in un panorama nazionale che sta riscoprendo le ferrovie turistiche. Dalla Ferrovia dei Templi in Sicilia al Trenino Verde della Sardegna, dal Treno della Neve in Abruzzo alla Ferrovia Vigezzina-Centovalli tra Piemonte e Svizzera, l’Italia sta valorizzando un patrimonio ferroviario che sembrava condannato all’abbandono. Le linee secondarie, quelle che negli anni Ottanta e Novanta erano state progressivamente chiuse o ridotte al minimo sindacale, stanno trovando nuova vita come attrattori turistici.

Sostenibilità e innovazione: il futuro delle ALn 668

Paradossalmente, i treni storici stanno diventando anche simboli di innovazione sostenibile. Due unità delle automotrici ALn 668 sono state restaurate e riconvertite per funzionare a Biometano Liquido, primo treno storico italiano ed europeo con questa caratteristica. Il progetto, curato da Ecomotive Solutions in collaborazione con Fondazione FS, Snam e Hitachi Rail, ha trasformato i motori diesel originali in propulsori a ciclo Otto alimentati a biocarburante rinnovabile, riducendo le emissioni di CO2 dell’80%.

Questa riconversione dimostra che è possibile coniugare la conservazione del patrimonio storico con le esigenze ambientali contemporanee. Le ALn 668, che avevano prestato servizio sulle linee secondarie italiane per quasi settant’anni prima della dismissione dal servizio ordinario nel 2025, possono continuare a viaggiare su binari resi obsoleti dall’elettrificazione, garantendo collegamenti turistici sostenibili nelle aree interne del Paese.

Informazioni pratiche per viaggiare

L’Irpinia Express opera principalmente nei fine settimana, con un calendario che varia mensilmente in base agli eventi territoriali. Durante il periodo natalizio, le corse verso i mercatini di Gesualdo e Aquilonia rappresentano l’appuntamento più atteso dell’anno, permettendo di unire la scoperta dei borghi alla magia delle feste.

I biglietti hanno un costo accessibile – generalmente tra 10 e 16 euro per adulti andata e ritorno, metà prezzo per ragazzi dai 4 ai 12 anni, gratuito sotto i 4 anni – e possono essere prenotati attraverso il circuito Trenitalia o contattando direttamente gli enti organizzatori. La partenza avviene sempre dalla stazione di Avellino al mattino, con rientro serale nel capoluogo irpino, permettendo ai viaggiatori di trascorrere diverse ore nei borghi di destinazione.

Per chi desidera approfondire l’esperienza, è possibile abbinare il viaggio in treno a visite guidate organizzate dalle Pro Loco locali, degustazioni nei frantoi e nelle cantine del territorio, escursioni nei parchi regionali circostanti. L’Irpinia offre anche una rete di agriturismi e strutture ricettive che permettono di prolungare il soggiorno e vivere il territorio con maggiore intensità.

Un treno contro lo spopolamento

Dietro l’aspetto romantico del viaggio in treno storico si cela anche una strategia di sviluppo territoriale. Le aree interne italiane, quelle lontane dai grandi assi di comunicazione e dalle città metropolitane, soffrono da decenni un progressivo spopolamento, con giovani che emigrano verso i centri urbani in cerca di opportunità lavorative e servizi. L’Irpinia non fa eccezione: molti paesi hanno visto dimezzarsi la popolazione dagli anni Ottanta a oggi.

Iniziative come l’Irpinia Express contribuiscono a invertire questa tendenza, portando visitatori, visibilità e risorse economiche nei borghi. Il turismo esperienziale genera un indotto che va ben oltre il settore ricettivo: ristoratori, produttori agricoli, artigiani, guide turistiche, tutti traggono beneficio dall’arrivo di viaggiatori interessati a conoscere il territorio in profondità. Inoltre, la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico locale rafforza il senso di identità delle comunità residenti, incentivandole a rimanere e a investire nel proprio territorio.

Conclusione

Salire sull’Irpinia Express significa compiere una scelta di viaggio che va oltre la semplice logistica. È un gesto di resistenza culturale contro l’omologazione turistica, un modo di riappropriarsi del tempo e dello spazio, un’occasione per ascoltare storie che altrimenti rimarrebbero sepolte tra le colline. È la scoperta di una Campania alternativa, fatta di borghi silenziosi e paesaggi intatti, dove la bellezza non è urlata ma sussurrata.

In un’epoca dominata dalla velocità e dall’efficienza, l’Irpinia Express insegna che esistono percorsi alternativi, più lenti ma più ricchi di significato. E che a volte, per andare avanti, bisogna saper guardare indietro, conservando la memoria di ciò che eravamo per costruire meglio ciò che vogliamo diventare.