Un mondo sospeso tra realtà e favola, dove la frenesia di Milano sembra dissolversi in un abbraccio di calore e tranquillità. L’ambiente si svela rustico ma elegante, con due sale interne illuminate dal tepore delle stufe e una grande veranda vetrata che si apre su un giardino silenzioso. L’arredamento, animato da tovaglie e lampadari in motivi scozzesi e dominato da tonalità rosse, avvolge gli ospiti in un’atmosfera intima, che si accende di luci soffuse soprattutto durante il periodo natalizio, trasformando il locale in un piccolo rifugio fiabesco.
È un luogo dove la natura si intreccia con la tradizione, perfetto per cene romantiche o momenti raccolti in famiglia, capace di evocare ricordi lontani e suscitare un senso di pace. Il menù, è un’ode ai sapori genuini della Lombardia, un viaggio attraverso piatti che raccontano storie di casa e di un passato che vive nei profumi e nei sapori. Qui il risotto giallo si fonde con l’ossobuco, mentre la rostisciada e il rognone si offrono con quella sapiente semplicità che emoziona il palato. La cotoletta, fiore all’occhiello della cucina, si presenta nella versione classica di vitello con l’osso o nella generosa variante di maiale, detta “orecchia d’elefante”, croccante e avvolgente. Le paste fresche, le zuppe di verdura e i dolci, tutti fatti in casa con ingredienti di stagione, aggiungono un tocco di genuinità e dolcezza, con la crema al mascarpone e il tiramisù che chiudono il pasto con leggerezza e golosità.
CONTATTI
Via Selvanesco, 36
02 534698
www.algarghet.it
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 19.00-00.00
Mercoledì: 19.00-00.00
Giovedì: 19.00-00.00
Venerdì: 19.00-00.00
Sabato: 12.00-16.00 | 19.00-00.00
Domenica: 12.00-16.00 | 19.00-00.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

































