Apprezzato al Torino Film Festival, nelle sale dal 25 agosto l’ultimo film documentaristico di Mario Balsamo che ci conduce in un viaggio intimista, nel passato di un’attrice dimenticata da tutti ma non da suo figlio.
Difficile per Balsamo aprire la sua vita alla cinepresa in maniera così invasiva, mettendo sulla pellicola passato, presente e sentimenti. Aveva già cominciato con il precedente Noi non siamo come James Bond. Il risultato è un viaggio ironico ma emotivo, che termina tra le braccia di una madre attrice, anche se per poco tempo.
Il progetto di Mario Balsamo si estende in un ventennio. Il film è spezzato con dei ritagli di un filmato casareccio in cui il regista, poco più giovane, spiega alla signora Balsamo il suo progetto per il film in questione. Tra la sorpresa e lo sconcerto, l’ex attrice Silvana Stefanini discorre con suo figlio su come dovrebbe proseguire questa pellicola. E quasi vent’anni dopo Balsamo esegue tutto come promesso.
Il documentarista italiano ci fa salire a bordo della sua auto tremendamente eccentrica, in compagnia della Stefanini che su richiesta di suo figlio sfoglia il copione di quel flop a cui prese parte anni e anni addietro: “La barriera della legge”, pellicola su cui il nome dell’obliata attrice ingiustamente non compare neanche tra i titoli di coda.
Il regista regala a sua madre l’opportunità di tornare sul set, inserendo tra i partecipanti del documentario un simpaticissimo Claudio Verdone che s’impegna personalmente in un provino con l’arzilla signora.
Mia madre fa l’attrice è il film che ogni figlio dovrebbe dedicare a sua madre. L’intimismo della pellicola è ammirabile e riflessivo. Inevitabile il rimando su se stesso a cui lo spettatore è obbligato. Balsamo filma la sua difficoltà nell’abbracciare, nel dimostrare affetto, la difficoltà nel dire ciò che si prova. Balsamo ammette ogni sua debolezza, e riesce a farlo anche con dell’ironia che tramortisce, tuttavia l’amore di sua madre ringrazia e si fa bastare tutto. Alla signora Stefanini, che sia per un film o meno, basta passare del tempo con quel figlio che scompare continuamente. Questo è il gran regalo di Balsamo, oltre l’inserire finalmente il nome di sua madre nei titoli di coda dell’introvabile film scadente “La barriera della legge”.