Chiudete gli occhi per un minuto, lontano dallo smog e dal traffico di Milano sentite in lontananza una chitarra suonata come solo Johnny Cash saprebbe fare. È country quello che udite, quello vero.

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Pensate di essere nell’America del whisky e dei camperos, fatta di fucili e ragazzacci, in un’atmosfera di melodie che intonano alle donne, ai bar e al Tennessee, cantata da una voce profonda e vissuta, in contrasto con i 22 anni del corpo che la supporta.

È Colter Wall signori.

È l’uomo dalle sonorità classiche, è il concerto capace di farvi dimenticare lo spazio e il tempo, di farvi desiderare di capire tutte le parole proferite delle sue canzoni, facendovi rimpiangere per un momento di non avere una storia da raccontare, una ballata scritta al bancone di un bar.

È tutto ciò che chi desidera visitare la terra dei cowiboys dovrebbe ascoltare prima di acquistare un biglietto, per assaporarne le tradizioni e gli umori ancor prima di poter toccarne con mano l’atmosfera.

In apertura, un moderno Bob Dylan dal fare piuttosto schivo e all’apparenza acerbo, ma dai contenuti vivi ed efficaci, dalle rime taglienti e dalle pause raffinate: Ian Noe.

Il Legend Club stasera, come il Bluebird di Nashville.

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