C’è un luogo dove la musica non conosce confini geografici né barriere linguistiche, dove un artista degli Emirati Arabi Uniti può competere fianco a fianco con un cantante albanese, francese o rumeno. Non è una metropoli cosmopolita né un grande paese con decenni di tradizione televisiva alle spalle. È San Marino, un fazzoletto di terra incastonato tra Emilia Romagna e Marche, con meno di 35.000 abitanti e una visione musicale che sfida la logica delle proporzioni.
Un piccolo stato con grandi ambizioni eurovisive
San Marino partecipa all’Eurovision Song Contest dal 2008, ma è con l’istituzione del proprio contest nazionale che ha trasformato la sua partecipazione da curiosità geografica a fenomeno culturale degno di attenzione. Il San Marino Song Contest — ribattezzato quest’anno “Dreaming San Marino Song Contest” — non è un semplice talent show di provincia. È una selezione internazionale vera e propria, che ha ricevuto oltre 800 candidature da ogni angolo del pianeta, selezionando poi 40 artisti chiamati a esibirsi il 4 e 5 marzo nelle semifinali, per strappare un posto alla grande finale del 6 marzo.
Da Vienna con amore: il premio che vale una carriera
Il vincitore non porta a casa solo un trofeo. Porta con sé un biglietto per il palco più visto d’Europa: l’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna, dove la competizione musicale del Vecchio Continente tornerà a splendere nella capitale austriaca. Per un artista emergente, rappresentare una nazione — anche una nazione grande quanto un comune italiano di medie dimensioni — all’Eurovision significa visibilità internazionale, milioni di spettatori e, spesso, una svolta di carriera. Lo sa bene Senhit, la cantante eritreo-italiana che nel 2021 portò San Marino all’ottavo posto a Rotterdam con Adrenalina insieme a Flo Rida, uno dei risultati più brillanti nella storia eurovisiva del microstato.
I big italiani in gara: nomi che raccontano generazioni diverse
Quest’anno la competizione brilla anche per la presenza di sei artisti italiani tra i “Big” con accesso diretto alla finale. È una lineup che racconta mezzo secolo di musica italiana attraverso stili, generazioni e sensibilità radicalmente diverse. Paolo Belli, showman instancabile e simbolo della dance italiana anni Novanta, porta in gara Bellissima. Dolcenera, voce potente e penna raffinata, concorre con My Love. Rosa Chemical, provocatore nato e volto della nuova scena alternativa italiana, presenta Mammamì. L’Orchestraccia, collettivo romano che fonde folk, satira e romanità autentica, propone Cara Madre Mia. Molella ft. Maxè rimette in moto la macchina della dance con Fever.
E poi c’è lei, l’attesa più grande: Senhit torna in gara, questa volta al fianco di una leggenda assoluta della musica mondiale. Boy George, voce iconica dei Culture Club e simbolo della rivoluzione new wave degli anni Ottanta, affianca la cantante bolognese nel brano Superstar. Una collaborazione che, da sola, proietta il San Marino Song Contest su un piano di visibilità che pochi avrebbero immaginato per una competizione nata in un territorio di 61 chilometri quadrati.
Simona Ventura alla conduzione: il palco come casa
A fare da bussola nella serata finale sarà Simona Ventura, direttrice creativa dell’evento oltre che conduttrice. Showgirl, giornalista, personaggio televisivo tra i più longevi e amati d’Italia, SuperSimo porta sul palco sammarinese quella miscela di calore, professionalità e carisma che l’ha resa un punto di riferimento per il pubblico italiano. La sua presenza non è un dettaglio: è un segnale preciso della volontà di San Marino di costruire un evento con una sua identità forte, riconoscibile, capace di competere nell’attenzione mediatica anche durante la settimana del Festival di Sanremo.
Non solo un’alternativa all’Ariston: una storia a sé
C’è chi definisce il San Marino Song Contest con ironia il Salon des Refusés dell’Ariston, il luogo dove approdano gli esclusi dal Festival. Ma questa lettura è insieme vera e riduttiva. Certo, alcuni artisti in gara hanno tentato la strada di Sanremo senza successo, ma la manifestazione sammarinese ha da tempo costruito una propria identità autonoma, attraendo artisti internazionali che con Sanremo non hanno mai avuto nulla a che fare. È un contest che guarda a Ovest e a Est contemporaneamente, che mescola la tradizione melodica italiana con sonorità globali, e che ha trasformato un piccolo stato — che all’Eurovision compete spesso con budget ridottissimi — in un laboratorio musicale sorprendentemente vivace.
Il sogno di San Marino è semplice e insieme audace: vincere l’Eurovision. Non ci è ancora riuscito, ma ogni anno ci si avvicina un po’ di più, costruendo mattone su mattone una reputazione che va ben oltre la simpatica eccezione geografica. E se quest’anno sul palco di Vienna salirà Senhit con Boy George a cantare Superstar, forse quel sogno non è poi così lontano.

Giornalista appassionata di enogastronomia, lifestyle e tempo libero, racconto storie autentiche che uniscono sapori, culture e tendenze. Con un occhio attento alle eccellenze culinarie e alle novità del mondo del food, esploro territori e tradizioni per offrire ai lettori esperienze autentiche, consigli di viaggio e approfondimenti sul lifestyle contemporaneo. Amo valorizzare la convivialità e il piacere di scoprire, raccontando vini, piatti e luoghi che fanno della qualità e dell’innovazione il loro punto di forza. Nel tempo libero, mi dedico a esplorare nuove destinazioni e sperimentare nuovi trend, condividendo storie e ispirazioni che arricchiscono la vita quotidiana in modo semplice e coinvolgente. Con un linguaggio fresco e coinvolgente, cerco di trasformare ogni articolo in un viaggio sensoriale che stimola curiosità e voglia di vivere.



































