L’immagine della Cina che persiste nell’immaginario collettivo occidentale si concentra su Pechino e Shanghai, due megalopoli che rappresentano il passato imperiale e il presente tecnologico della nazione più popolosa del mondo. Ma mentre milioni di turisti affollano la Città Proibita e il Bund, un’altra Cina – autentica, straordinaria e sorprendentemente diversificata – rimane nascosta tra le montagne di arenaria dello Hunan, le valli carsiche del Guangxi e le strade verticali del Sichuan.

Questa è la storia di un paese continentale che racchiude paesaggi da fantascienza, tradizioni millenarie e una cucina capace di incendiare i palati più coraggiosi. Un viaggio che rivela come la vera essenza cinese non si trovi nelle cartoline turistiche, ma nelle destinazioni che stanno ridefinendo il concetto stesso di turismo in Asia orientale.

Chongqing: dove il futuro incontra la montagna

Quando i viaggiatori digitali descrivono Chongqing utilizzano aggettivi che sembrano usciti da romanzi di fantascienza: “cyberpunk”, “8D city”, “città magica”. Non si tratta di esagerazioni. Questa megalopoli di oltre 30 milioni di abitanti, costruita all’incrocio tra i fiumi Yangtze e Jialing, ha sviluppato un’architettura verticale che sfida le leggi della fisica e della logica urbana.

L’esempio più emblematico è la stazione Liziba, dove i treni della metropolitana attraversano letteralmente il sesto, settimo e ottavo piano di un edificio residenziale di 19 piani. Non è uno scherzo della natura né un’installazione artistica: è ingegneria urbana che risponde a una topografia impossibile. Il sistema “ponte-stazione separati” garantisce che i residenti non percepiscano vibrazioni, mentre i passeggeri del metrò vivono un’esperienza surreale che ha generato milioni di visualizzazioni sui social media.

Ma Chongqing non è solo futurismo. Il complesso residenziale Bai Xiang Ju, 24 piani senza ascensori, presenta tre ingressi posizionati al primo, decimo e quindicesimo piano, sfruttando il dislivello di 38 metri della collina su cui è costruito. “Qual è il piano terra?” chiedono confusi i visitatori. “Ce ne sono più di dieci”, rispondono sorridendo i commercianti locali.

Di notte, la città si trasforma. Hongyadong, un complesso di 13 piani costruito a strapiombo su una scogliera, si illumina con migliaia di luci al neon, creando uno scenario che ricorda il mondo di Pandora ma con radici nella tradizione architettonica Diaojiaolou. L’antica tecnica delle palafitte, utilizzata per secoli dalle minoranze etniche del Sichuan, incontra qui i LED e il design contemporaneo.

Secondo i dati governativi, Chongqing ha registrato 1,3 milioni di turisti internazionali nel 2024, con un incremento del 184% rispetto all’anno precedente. Nei primi due mesi del 2025, gli arrivi attraverso i porti della città sono aumentati del 60%. Li Tian, manager di un’agenzia locale, conferma: “La popolarità virale ha generato un aumento del 20-30% di visitatori stranieri”.

Zhangjiajie: quando Avatar diventa realtà

Se Chongqing è cyberpunk, Zhangjiajie è pura fantasia geologica. Il Parco Nazionale della Foresta di Zhangjiajie, nella provincia dello Hunan, ospita oltre 3.000 pilastri di arenaria quarzosa che si ergono verticalmente dal terreno come giganteschi aghi di pietra, alcuni alti fino a 200 metri.

Quando James Cameron stava sviluppando il concept visivo per il film Avatar del 2009, il suo team di produzione si ispirò principalmente a queste formazioni. Nel gennaio 2010, in onore del successo del film, una delle colonne più imponenti – la Southern Sky Column alta 1.080 metri – fu ufficialmente rinominata “Avatar Hallelujah Mountain”.

Il processo geologico che ha creato questo paesaggio alieno è iniziato oltre 380 milioni di anni fa. L’erosione causata dall’acqua, dal ghiaccio e dalle piante che crescono sulle rocce ha scolpito lentamente questi monoliti, creando un ecosistema unico che ospita più di 3.000 specie vegetali distinte e numerose specie animali in pericolo di estinzione.

Il parco fa parte dell’area scenica di Wulingyuan, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1992 e successivamente designata Geoparco Globale UNESCO nel 2004. L’ascensore Bailong, alto 326 metri e composto da tre cabine di vetro separate, è considerato il più alto ascensore esterno al mondo. In meno di due minuti trasporta i visitatori dalla base alla sommità della montagna, offrendo una vista vertiginosa sulle valli sottostanti.

La visita richiede almeno tre giorni per esplorare adeguatamente le quattro aree principali: Yuanjiajie (dove si trova l’Avatar Hallelujah Mountain), Tianzi Mountain, Yangjiajie e il Golden Whip Stream. Quest’ultimo è un sentiero di circa 7,5 chilometri che si snoda lungo un ruscello cristallino, offrendo un’esperienza più tranquilla rispetto alle zone affollate.

Tianmen Mountain, raggiungibile con la funivia più lunga del mondo (7.455 metri), presenta la spettacolare Tianmen Cave, un arco naturale alto 131 metri scavato nella roccia. Per raggiungerlo bisogna salire 999 gradini, un numero considerato di buon auspicio nella cultura cinese. Le passerelle di vetro costruite a strapiombo sulla montagna hanno attirato milioni di visitatori, sebbene non siano consigliate a chi soffre di vertigini.

Guilin e il fiume Li: la Cina delle cartoline

Se esiste un paesaggio che rappresenta l’ideale estetico tradizionale cinese, quello è Guilin e il fiume Li. Le formazioni carsiche calcaree che costellano questa regione del Guangxi hanno ispirato poeti, pittori e fotografi per oltre mille anni. Il paesaggio è talmente iconico che appare sulle banconote da 20 yuan.

Il fiume Li scorre per 83 chilometri tra Guilin e Yangshuo, attraversando un panorama di montagne carsiche a forma di cono che emergono dalla nebbia come isole in un mare di vapore. Questo tipo di formazione geologica, chiamata Fengcong e Fenglin, è il risultato di milioni di anni di erosione su rocce calcaree e dolomitiche.

La crociera sul fiume Li è considerata una delle esperienze imperdibili. Lungo il percorso si incontrano formazioni dalle forme suggestive: la Nine Horses Fresco Hill (Collina del Fregio dei Nove Cavalli), dove si dice che più cavalli si riescono a distinguere nelle venature della roccia, più si è intelligenti; lo Yellow Cloth Shoal, dove il riflesso delle scogliere color ocra sull’acqua crea l’illusione di un tessuto giallo disteso sul fiume; e la Elephant Trunk Hill, una roccia alta 55 metri che assomiglia perfettamente a un elefante che beve dal fiume.

Il periodo migliore per visitare Guilin è l’autunno (settembre-novembre), quando il clima è fresco e l’acqua è più limpida. Tuttavia, molti cinesi preferiscono la stagione delle piogge, quando la nebbia avvolge le montagne creando atmosfere mistiche che ricordano i dipinti tradizionali a inchiostro. “In Cina, amiamo le storie leggendarie, e con la nebbia tutto sembra così misterioso”, spiega Lisa Bai, guida turistica locale.

Oltre alla crociera, è possibile esplorare la zona in bicicletta o a piedi. Il sentiero Quanjiazhou-Xingping (12 chilometri, circa 4 ore) attraversa villaggi rurali, risaie e offre prospettive uniche sulle montagne che non si possono ottenere dall’acqua. Un’opzione popolare combina una discesa in zattera di bambù da Yangdi con un’escursione di 2 ore fino a Xingping, passando accanto a fattorie locali e formazioni carsiche spettacolari.

Chengdu: panda, peperoncini e cultura del tè

Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, offre un’esperienza completamente diversa. Nonostante sia la quarta città più grande della Cina con oltre 21 milioni di abitanti, mantiene un ritmo di vita rilassato che contrasta nettamente con l’intensità frenetica di Shanghai o Pechino.

La città è famosa per tre elementi distintivi: i panda giganti, la cucina piccante e la cultura del tè. Il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding ospita oltre 100 esemplari e rappresenta il luogo migliore al mondo per osservare questi animali iconici. Situata a soli 10 chilometri dal centro città, la base si estende su oltre 37 ettari progettati per riprodurre l’habitat naturale dei panda, con foreste di bambù e aree aperte dove gli animali possono arrampicarsi sugli alberi e giocare.

Il momento migliore per visitare è al mattino presto, prima delle 11:00, quando i panda sono più attivi e le folle più ridotte. Nel marzo 2020, una panda di nome Fuwa ha dato alla luce due gemelli maschi, i primi gemelli nati in cattività in quell’anno.

La cucina del Sichuan è una delle otto grandi cucine cinesi e nel 2011 l’UNESCO ha dichiarato Chengdu “Città della Gastronomia”. Il piatto più emblematico è l’hot pot di Chengdu, una pentola bollente di brodo piccantissimo in cui si immergono carne, verdure e tofu. Il segreto sta nella pimienta di Sichuan (huajiao), che crea una sensazione di intorpidimento piccante unica chiamata “málà”.

Altri piatti iconici includono il Mapo Tofu (tofu in salsa piccante con carne di maiale), il Kung Pao Chicken (pollo a cubetti con peperoncini rossi e arachidi) e l’Huiguorou (maiale cotto due volte). Le strade culturali come Jinli e il vicolo Kuanzhai sono piene di ristoranti e bancarelle dove assaggiare queste specialità.

Chengdu vanta la maggiore concentrazione di case da tè al mondo, con circa 10.000 stabilimenti. Sedersi in una tradizionale casa da tè, sorseggiare il tè locale mentre si assiste a uno spettacolo dell’opera del Sichuan – famosa per la tecnica del “cambio di maschere” in cui gli artisti modificano istantaneamente il volto con maschere dipinte – è un’esperienza che cattura l’essenza della città.

A circa due ore di auto si trova il Grande Buddha di Leshan, la statua di Buddha più grande del mondo. Scolpita in una scogliera di arenaria rossa nel 713 d.C., è alta 71 metri – abbastanza grande che una persona potrebbe sedersi sull’unghia del piede. Questa meraviglia, anche essa Patrimonio UNESCO, fu costruita per calmare le acque turbolente del fiume alla confluenza di tre corsi d’acqua.

Il mosaico culturale della Cina profonda

Ciò che rende queste destinazioni così affascinanti non è solo la loro bellezza naturale o le loro stranezze architettoniche, ma il modo in cui rappresentano la straordinaria diversità culturale della Cina. Chongqing incarna la filosofia di convivenza tra uomo e natura, dove l’architettura non conquista la montagna ma “danza” con essa. Zhangjiajie protegge un ecosistema primordiale che ha ispirato leggende per millenni prima di diventare virale sui social media. Guilin preserva un’estetica che definisce la bellezza tradizionale cinese da oltre mille anni. Chengdu combina modernità e tradizione in un equilibrio che poche altre megalopoli riescono a raggiungere.

Le minoranze etniche – Tujia, Miao, Bai – che per secoli hanno abitato queste regioni remote, hanno lasciato un’impronta culturale indelebile. Le loro tecniche costruttive, le loro tradizioni culinarie e le loro credenze spirituali si intrecciano con la cultura Han dominante, creando un tessuto culturale complesso e stratificato.

Il governo cinese ha intensificato gli sforzi per promuovere il turismo interno dopo la pandemia. Le iniziative di esenzione dal visto – introdotte nel dicembre 2023 per cittadini di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Malesia – sono parte di una strategia più ampia per diversificare il turismo oltre le destinazioni tradizionali.

L’alta velocità ferroviaria cinese rende queste destinazioni incredibilmente accessibili. Da Chengdu a Chongqing ci sono solo 2,5 ore di treno ad alta velocità. Da Xi’an a Chengdu sono circa 3 ore. Questa connettività sta trasformando quello che un tempo era un viaggio epico in itinerari gestibili anche per viaggiatori con tempo limitato.

Sfide del turismo di massa

Tuttavia, la crescente popolarità di questi luoghi presenta sfide significative. Zhangjiajie National Forest Park accoglie oltre 20 milioni di visitatori all’anno, creando pressione sull’ecosistema e sui servizi. Durante i picchi di alta stagione, le folle possono essere opprimenti. “Non appena si aprono le porte dell’autobus, enormi folle di turisti si precipitano in avanti, schiacciandosi a vicenda”, racconta un viaggiatore che ha visitato Zhangjiajie.

La sfida per le autorità cinesi è bilanciare accessibilità e conservazione. Il parco ha introdotto biglietti che durano quattro giorni e include il trasporto in autobus nel prezzo, cercando di distribuire i flussi turistici. Sono stati imposti limiti di capacità giornalieri e regole più severe per proteggere l’ambiente.

A Guilin, la stagione delle piogge può causare inondazioni e acque torbide che riducono la visibilità delle formazioni carsiche. Il periodo ottimale – autunno – coincide con la settimana d’oro cinese (inizio ottobre), quando centinaia di milioni di cinesi viaggiano contemporaneamente, creando sovraffollamento e prezzi gonfiati.

 

Mentre Shanghai e Pechino continuano a dominare gli itinerari turistici internazionali, un numero crescente di viaggiatori sta ridefinendo la propria comprensione della Cina attraverso destinazioni che offrono esperienze più autentiche e visivamente spettacolari.

Chongqing, con la sua architettura impossibile e le sue luci al neon che trasformano la notte in un sogno cyberpunk. Zhangjiajie, dove la geologia crea paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Guilin, dove la bellezza tradizionale cinese si manifesta in montagne avvolte dalla nebbia e fiumi specchianti. Chengdu, dove modernità e tradizione coesistono in un equilibrio imperfetto ma affascinante.

Queste non sono semplici alternative a Pechino e Shanghai: sono finestre su dimensioni diverse della civiltà cinese, ognuna con la propria identità, la propria storia e il proprio modo di interpretare il rapporto tra uomo, natura e tempo.

Per i viaggiatori stanchi delle destinazioni turistiche saturate, per chi cerca l’insolito, l’autentico, lo straordinario, la Cina oltre le metropoli costiere offre un’esperienza che non si dimentica facilmente. È un viaggio che costringe a riconsiderare le proprie conoscenze preconfezionate e ad abbracciare la complessità di una nazione continentale che non può essere ridotta a pochi simboli iconici.

La vera Cina, quella che sta conquistando una nuova generazione di viaggiatori digitali, si trova tra le montagne di arenaria dello Hunan, nelle strade verticali del Sichuan e lungo i fiumi nebbiosi del Guangxi. È lì che la storia millenaria incontra il futuro, dove il locale e il globale si fondono, dove la tradizione e l’innovazione non si escludono ma si completano.

E mentre le folle continuano a fotografare la Città Proibita, un numero crescente di viaggiatori sta scoprendo che il vero volto della Cina non si trova nelle cartoline turistiche, ma nei luoghi dove la montagna incontra il cielo, dove il passato dialoga con il futuro, dove l’impossibile diventa quotidiano.