Lubna è un listening bar che si rivela come un rifugio sonoro e sensoriale, dove le luci basse avvolgono i tavoli in un’atmosfera intima e sospesa, mentre vinili selezionati con cura fanno vibrare lo spazio di sfumature jazz, soul e qualche improvvisa deviazione elettronica. Non è un locale da consumo frettoloso, ma un luogo che invita a restare, a lasciarsi cullare dal ritmo caldo delle casse e dalla bellezza quasi rituale con cui viene servito ogni piatto.
La cucina non segue la strada dell’ostentazione ma quella della precisione, con un menu che racconta stagioni e ingredienti senza gridare, piatti che giocano su contrasti morbidi e mai aggressivi: piccole proposte mediterranee accostate a influenze mediorientali, verdure che mantengono tutta la loro freschezza, carni cucinate con delicatezza, pesci che arrivano in tavola con un equilibrio che parla di mare e di leggerezza.
I cocktail, parte integrante dell’esperienza, non si limitano a fare da cornice: ciascuno sembra pensato come una traccia musicale, capace di dialogare con le note diffuse nell’aria, alternando vibrazioni speziate e sentori agrumati.
L’insieme è un intreccio fluido di suoni, profumi e sapori che costruisce un’esperienza difficilmente riducibile a semplice ristorazione o mixology, perché Lubna si presenta come un rito urbano dove ascoltare diventa parte del nutrirsi e il tempo sembra scivolare con una morbidezza rara nella frenesia milanese.
CONTATTI
Via Vezza d’Oglio, 14
02 50021076
www.lubnamilano.com
ORARI
ORARIO
Lunedì: –
Martedì: –
Mercoledì: 18.00-1.00
Giovedì: 18.00-1.00
Venerdì: 18.00-2.00
Sabato: 18.00-2.00
Domenica: 18.00-1.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.































