Ristorante giapponese che riesce a trasportare i suoi ospiti direttamente in un autentico vicolo di Tokyo, immergendoli nell’atmosfera unica di un’izakaya tradizionale. Varcando la soglia, ci si ritrova in un ambiente curato nei minimi dettagli: lanterne di carta sospese, insegne in giapponese, e persino la riproduzione realistica di un ingresso della metropolitana di Roppongi contribuiscono a creare un’ambientazione incredibilmente suggestiva e instagrammabile. L’atmosfera è calda, vibrante e conviviale, perfetta per una cena tra amici o un’occasione speciale.
Il menù segue la filosofia tipica delle izakaya, offrendo una vasta selezione di piccoli piatti da condividere che invitano alla convivialità. Oltre al sushi classico, si possono gustare specialità come yakitori (spiedini di pollo), gyōza (ravioli giapponesi), pollo karaage (pollo fritto), tonkatsu (cotoletta impanata) e okonomiyaki (una sorta di frittata salata). Per chi desidera qualcosa di più sostanzioso, il menù propone anche sukiyaki e unagidon (riso con anguilla).
A completare l’esperienza, la selezione di bevande tipiche da izakaya — tra cui sake, birre giapponesi e shochu — accompagna perfettamente i piatti, rendendo la visita a Roppongi un viaggio a 360 gradi nel gusto e nella cultura nipponica.
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CONTATTI
Via Amerigo Vespucci, 5
389 1689956
www.roppongimilano.com
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
Mercoledì: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
Giovedì: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
Venerdì: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
Sabato: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
Domenica: 12.00-14.30 | 19.00-22.30
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































