CATEGORIA
Ristorante tradizionale
Panetteria
FASCIA DI PREZZO
€€€
€€
MENÙ
![]()
Locale che fonde la lunga storia di una panetteria artigianale nata nel 1906 con una proposta ristorativa che celebra le più autentiche tradizioni culinarie italiane.
Un vero e proprio omaggio alla “vecchia Milano”. L’atmosfera è uno dei suoi elementi più distintivi: entrando si ha la sensazione di fare un tuffo nel passato. Gli arredi d’epoca, gli oggetti recuperati e restaurati, le sedie e i tavoli tutti differenti tra loro, insieme al soffitto in foglio d’alluminio proveniente da New York, contribuiscono a creare un ambiente caldo, ricco di fascino retrò e curato nei minimi dettagli, che evoca i ritmi lenti e autentici della Milano storica.
La cucina si ispira alla tradizione mediterranea con una forte attenzione alle carni, molte delle quali cotte alla brace grazie alla presenza di una macelleria interna. Il menù propone specialità come il brasato al Barolo, l’ossobuco in gremolada, la tartare di filetto e la cotoletta alla brace. Non mancano opzioni vegetariane e primi piatti classici come il risotto alla milanese o le tagliatelle.
Inoltre, la qualità artigianale si riflette anche nei prodotti da forno: pane e brioches sfornati ogni mattina, che danno il via alla giornata con profumi inconfondibili.
CONTATTI
Via Piero della Francesca, 40
02 33603112
–
ORARI
Lunedì: 7.30-0.00
Martedì: 7.30-0.00
Mercoledì: 7.30-0.00
Giovedì: 7.30-0.00
Venerdì: 7.30-0.00
Sabato: 7.30-0.00
Domenica: 7.30-0.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































