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Ristoranti di cucina tradizionale regionale: Lombardia
FASCIA DI PREZZO
20-40€
MENÙ
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Una vetrina che lascia solo intuire quello che si nasconde dentro custodisce da decenni un pezzo di Milano che sembra essersi fermato agli anni Sessanta: la Trattoria Sabbioneda, un dedalo di piccole salette dall’arredo un po’ retrò, un po’ kitsch, che ricorda la casa di una nonna mai conosciuta ma che tutti sembrano riconoscere. La cucina è a vista, e guardare le mani che stendono la pasta fresca o mescolano un sugo diventa parte dello spettacolo prima ancora di sedersi a tavola.
Il menù racconta la tradizione lombardo-mantovana con una generosità che oggi si fa sempre più rara, a partire dai ravioli fatti in casa ogni giorno, i tortelli di zucca, i plin ripieni di carne, quelli di bufala, di borragine, di brasato, al tartufo, o ancora ricotta e spinaci, gorgonzola e noci, un campionario che da solo varrebbe la visita. Le fettuccine alla casalinga e la pasta al ragù aprono la strada ai secondi, dove regna sovrano l’ossobuco con la polenta, un piatto che i clienti storici considerano la vera bandiera del locale, affiancato dal brasato, dalla cotoletta, dallo stinco al forno, dalle polpette in umido, dalla lingua salmistrata e persino da una cassoeula in versione più leggera. A chiudere, il salame di cioccolato o un tiramisù che molti definiscono capace di conquistare anche i palati più esigenti.
CONTATTI
Via Alessandro Tadino, 32
02 29521014
–
ORARI
Lunedì: 12.00-14.00 | 19.00-21.30
Martedì: 12.00-14.00 | 19.00-21.30
Mercoledì: 12.00-14.00 | 19.00-21.30
Giovedì: 12.00-14.00 | 19.00-21.30
Venerdì: 12.00-14.00 | 19.00-21.30
Sabato: –
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































