Per più di settantacinque anni, i visitatori dei musei hanno guardato un dipinto di Piet Mondrian dal lato sbagliato. Si intitola New York City I, si trova a Düsseldorf, nella Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, e secondo la curatrice Susanne Meyer-Büser è stato appeso capovolto fin dalla sua prima esposizione al MoMA di New York, nel 1945. Quando l’errore è emerso, nell’autunno del 2022, la decisione è stata sorprendente: il quadro resta com’è. Rimetterlo nel verso giusto rischierebbe di rovinarlo.

Una tela di nastri colorati, rimasta incompiuta
Mondrian è l’uomo delle griglie perfette, delle linee nere e dei campi di rosso, giallo e blu. Nel 1940 arrivò a New York, e negli ultimi anni di vita lavorò anche con strisce di nastro adesivo colorato, che si possono spostare e sovrapporre finché la composizione non convince. New York City I, del 1941, nasce così. Il museo tedesco ne descrive il ritmo vivace di strisce rosse, blu e gialle, che sostituisce la riduzione radicale del suo linguaggio pittorico.
L’opera però non è firmata, e Mondrian morì nel 1944 senza portarla a termine. Senza una firma a indicare il verso, l’orientamento restava affidato a chi allestiva l’opera. Dopo l’esposizione al MoMA, la tela passò per vari musei e nel 1980 entrò nelle collezioni di Düsseldorf, dove ha continuato a essere mostrata allo stesso modo.
Come si è scoperto l’errore
La svolta è arrivata mentre la curatrice preparava la mostra Mondrian. Evolution, aperta il 29 ottobre 2022 per i 150 anni dalla nascita dell’artista. Meyer-Büser aveva già in mano una segnalazione: l’artista italiano Francesco Visalli aveva notato, guardando alcune fotografie dello studio di Mondrian scattate nel 1944 e pubblicate dalla rivista Town & Country, che sul cavalletto la tela stava nel verso opposto a quello in cui era esposta in museo.
La curatrice ha confrontato le immagini con altre prove. Esiste una versione a olio, intitolata New York City (1942) e conservata al Centre Pompidou di Parigi, in cui le linee si infittiscono nella parte alta. Nell’opera di Düsseldorf, invece, i nastri si addensano in basso. Per Meyer-Büser l’infittirsi in alto ha un senso preciso: ricorda un cielo scuro. Ha aggiunto che, dopo averlo fatto notare ai colleghi, tutti hanno capito quanto fosse evidente, e si è detta sicura al cento per cento. Secondo la sua ricostruzione, inoltre, Mondrian lavorava dall’alto verso il basso, sovrapponendo le strisce in quella direzione.
Su un punto la studiosa è stata onesta: nessuno sa come sia avvenuto l’errore. Può essere successo quando l’opera è stata tolta dalla cassa, o durante un trasporto. Impossibile dirlo.
Perché il museo non lo rigira
Verrebbe da pensare che la correzione sia ovvia. Non lo è. I nastri adesivi si sono ormai staccati in parte dalla tela e reggono in modo precario. Capovolgere il quadro farebbe cambiare direzione alla gravità, e quei nastri allentati cadrebbero in un altro verso, modificando l’aspetto dell’opera. C’è poi un argomento di storia: dopo tre quarti di secolo, l’inversione è entrata a far parte della vita del quadro. Cancellarla significherebbe cancellare un pezzo del suo percorso.
Non è l’unico caso
I musei, a quanto pare, non sono immuni dalla distrazione. Nel 1961, sedici anni dopo la prima esposizione di New York City I, il MoMA appese capovolto anche un’opera di Matisse, Le Bateau. Per Mondrian, invece, il tempo e la fragilità dei nastri hanno reso rischioso il rimedio.
C’è qualcosa di quasi beffardo nella vicenda. Mondrian cercava un ordine assoluto, una geometria che non lasciasse spazio all’incertezza, e una delle sue tele è finita sui giornali di tutto il mondo per un errore di orientamento che per decenni è sfuggito a studiosi, critici e pubblico. Resta una domanda scomoda per chiunque si fermi davanti a un’opera astratta: se per 77 anni nessuno ha saputo dire da che parte stesse in piedi un quadro, che cosa stavamo guardando davvero?
Titolo accattivante: Il Mondrian che nessuno guardava dal verso giusto: 77 anni a testa in giù
Meta descrizione: New York City I di Mondrian è appeso al contrario dal 1945. Come è stato notato l’errore e perché il museo di Düsseldorf ha scelto di non correggerlo.
Frase chiave: Mondrian appeso al contrario

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